Tra uomini e dei, i miti dello sport a confronto con se stessi

Tra uomini e dei“, diciannove racconti per descrivere altrettanti campioni dello sport. Ritratti nella dimensione più intima e umana. Interventi lucidi e fedeli che ne ripercorrono il percorso agonistico ma anche storie liberamente ispirate alle loro vite. Frammenti di grandi imprese, spaccati di storie nelle quali la ricerca della perfezione si accompagna, spesso, a drammi privati. E nel gesto atletico trova la sua massima poeticità. E il campione, pur nella sua umanissima fragilità, assurge al ruolo di divinità. “Non c’è desiderio di immortalare le vicende sportive, di quelle sappiamo già tutto– scrive Bruno Pizzul nella prefazione – Ma di entrare invece nella psiche del personaggio, vivere insieme a lui alcuni dei momenti salienti della propria vita, anche delle vicende private” Di seguito, l’intervista a Elena Mearini, curatrice di Tra uomini e dei (Morellini Editore)

Tra uomini e dei, gli autori raccontano i miti dell’adolescenza

Questo libro nasce dalla ammirazione e dallo stupore che le grandi imprese sportive lasciano – dichiara Elena Mearini, curatrice di “Tra uomini e dei” – Suscitate dai loro protagonisti, tanto tenaci quanto carichi di umanità. Gli autori dei racconti non sono giornalisti di settore ma persone appassionate ed ammirate che hanno voluto descrivere quegli atleti che hanno segnato la loro adolescenza. In qualche modo vi si sono ritrovati, a volte è nata una autentica condivisione

Non abbandonare le proprie fragilità ci fa avvicinare al divino

Lo sport ci accompagna in ogni fase della nostra vita, della vita è una metafora. Non si tratta di fare apologia dello sport ma di mettere a nudo l’umanità dei suoi protagonisti. Con una rilettura in taluni casi anche soggettiva, gli autori ne hanno tratteggiato debolezze, fragilità, momenti di sconforto nei quali la resa pareva inevitabile. Allo stesso modo ne hanno colto il profondo carico di umanità. Un mix che li fa somigliare agli dei. Non abbandonare le proprie fragilità ci fa avvicinare al divino, il dio è perfetto proprio perché non nasconde le imperfezioni

Tonya Maxime Harding, il ghiaccio la sua madre buona

Per molti di loro non è stato facile arrivare in alto – sottolinea Elena Mearini – Tutti loro hanno avuti problemi e difficoltà familiari, relazionali, realizzativi. Jack Johnson e Tonya Maxime Harding sono figure emblematiche in tal sensoTonya Maxene Harding, è un’ex pattinatrice artistica su ghiaccio e pugile statunitense, la seconda donna a eseguire un triplo axel in una competizione ufficiale. “Non era particolarmente amata dal pubblico, veniva da una famiglia difficile. Molto lontana dalla idea di atleta solitamente divulgata ed apprezzata, ha combattuto contro il pregiudizio che pesava su di lei. Vittima dell’assenza dell’amore da parte della madre-ghiaccio, ha fatto del ghiaccio la sua madre buona

La sfida, non solo in termini sportivi

Jack Johnson, figlio di ex schiavi, conquista a trent’anni il titolo ufficiale dei pesi massimi, nel 1908. È il primo campione di colore della storia della boxe. Ha uno stile di vita fuori dalle regole (tre mogli, tutte bianche), è condannato ad un anno di prigione per aver violato la Legge Mann ma ha anche una grande passione per il jazz e per la lirica. A lui Miles Davis ha dedicato un album (A tribute to Jack Johnson). Nel maggio 2018, dopo più di un secolo dalla sua condanna, riceve la grazia dal presidente statunitense Donald Trump. “Jack Johnson è un personaggio leggendario – sostiene Anna di Cagno, autrice del racconto a lui dedicato – Non è solo il primo pugile nero a vincere il titolo mondiale ufficiale, fino a quel momento riservato ai bianchi. Anche una icona nella sfida all’America bianca e razzista. Mai come oggi da ricordare”

La passione commovente verso lo sport

Tra gli autori di “Tra uomini e dei” – specifica Elena Mearini – c’è anche chi rivive le grandi imprese sportive con gli occhi del ragazzo ammirato e la passione commovente dei giovani verso lo sport” E’ quanto traspare dal racconto incentrato sulla figura di Pietro Mennea, figura ispiratrice per gli autori Vito Ribaudo e Massimo Laganà “Quando Pietro Mennea correva e stabiliva record io ero un bambino – ricorda Vito Ribaudo – Nel racconto ci sono i ricordi di quel bambino. E di una Olimpiade rimasta nella memoria per i tanti successi ottenuti come da tempo non accadeva. Nel suo dito alzato verso il cielo, l’espressione di uno sport puro, non macchiato dal doping. La sua partenza con una motocicletta sulle strade di Barletta verso l’ avventura sportiva che lo avrebbe consacrato tra i più grandi dello sport italiano, gli da una connotazione poetica d’altri tempi. Semplicemente epico

Il ciclismo di Malabrocca

Ma anche la sconfitta, talvolta, ha il suo fascino. Luigi Malabrocca è stato ciclista su strada e ciclocrossista. Diventa popolare perché per due anni consecutivi, nel 1946 e 1947, conquista la maglia nera al Giro d’Italia. Impresa che non gli riesce nel 1949. “Si ferma in una osteria per bere – racconta Elena Mearini – Nel frattempo viene superato da un altro corridore che voleva diventare ultimo” Anche perdere non è così facile. “Perché a vincere, almeno una volta nella vita, ci possono riuscire tutti – conferma Carlo Lucarelli, autore del racconto dedicato a Luigi Malabrocca– Ma perdere sempre, costantemente e coerentemente, non è mica facile

La tenacia per lo sport

A Luigi Malabrocca fa da contrappeso Pierfrancesco Pavoni, il primo velocista italiano a raggiungere la finale mondiale dei 100 metri. Entrambi comunque tenaci, nel voler perdere il primo, nel conseguire l’obiettivo il secondo. “Quando vidi il suo corpo plastico, allungato, aereo, superare il filo del traguardo in testa a tutti, feci un salto sulla sedia – scrive nel suo racconto Giorgio Nisini – E ho abbracciato i miei due amici come se fosse appena finita una guerra” 

Il cigno fiabesco e la precisione dell’attimo esatto

Gregory Efthimios Louganis, tuffatore statunitense, ha vinto quattro ori olimpici e cinque titoli mondiali. Nel racconto di Silvia Andreoli diventa un cigno fiabesco. “Il gesto atletico di Greg Louganis è poesia – sostiene Silvia Andreoli- Ha portato la fiaba nello sport“– Se Greg Louganis rappresenta la poeticità, Fabio Dal Zotto è la precisione di raggiungere l’attimo esatto e il gesto esatto. “Tirava di scherma in un modo che non si era mai visto”, afferma Andrea Bocconi

Il sacrificio, oltre lo sport

Věra Čáslavská, la sportiva cecoslovacca più decorata della storia, detentrice ancora oggi del maggior numero di titoli olimpici individuali, nel 1968 viene esclusa da ogni competizione a causa della sua posizione antisovietica. L’esclusione dalle gare la riduce progressivamente alla miseria. Viene riabilitata solo dopo il 1989 dal presidente della Repubblica Ceca Vaclav Havel “Il suo nome è difficile da pronunciare, ancora di più da ricordare. Ma Vera Chaslavka è stata una dea dello sportcommenta Michele Sancisi – Bella, vincente come poche nella ginnastica artistica, è soprattutto un simbolo di libertà per il mondo intero

La forza di raggiungere gli obiettivi, al di là delle regole

Spesso dietro grandi imprese sportive si celano grandi amori, altrettanto spesso osteggiati e malvisti. Lui è Walter Bonatti, alpinista, esploratore, giornalista e scrittore. Lei è Rossana Podestà, attrice. La loro storia d’amore dura trent’anni. “La forza che permette di raggiungere certi obiettivi“, commenta Elena Mearini. L’epilogo il 13 settembre 2011. In un ospedale romano, alla attrice viene impedito di assistere Walter Bonatti nei suoi ultimi attimi di vita. I due infatti non sono sposati. “Walter Bonatti, l’ uomo che ha fatto dell’avventura il senso della sua esistenza è costretto a un’immobile incoscienza da un male inesorabile – racconta l’autore Mauro Colombo – Rossana Podestà, la donna vissuta tra i fasti un po’ vacui di Cinecittà, è travolta da un amore imprevedibile ma indissolubile. Tra loro un vetro che rigide regole umane hanno posto a dividerli

Da una perdita ad una impresa sognata

Howard James è il detentore mondiale dell’attraversamento della Manica (1h e 38’), stabilito nel 2016 ad un anno dalla scomparsa prematura della figlia. “Da una perdita a una impresa sognata da una vita -sostiene Elena Mearini – Il raggiungimento di un sogno attraverso l’amore” Alla sua vicenda si è ispirato Emiliano Scandi, scrittore con la passione per il nuoto. Ha condiviso le emozioni dell’atleta britannico, insieme hanno progettato una nuova sfida. “Grazie al racconto – dichiara Emiliano Scandi – ho avuto il piacere di conoscere Howard James. Ci siamo confrontati e alla fine mi ha proposto di aderire ad Alexa Trust, la sua associazione che organizza traversate della Manica a scopo benefico. Se accetti di perdere poi ti succede anche di vincere, nel giugno 2021 affronterò la traversata della Manica

Un inno alla libertà di pensiero

Olimpiadi di Berlino, 1936. Passate alla storia per le vittorie di Jesse Owens. Tra queste, l’oro nel salto in lungo. Una vittoria nella quale ha un peso determinante il suggerimento ricevuto da un avversario, il tedesco Luz Long. Nelle eliminatorie gli si avvicina e gli suggerisce la strategia vincente. “Nel testa a testa finale Long perde ma il suo gesto è un inno alla libertà di pensiero“, è il commento di Elena Mearini.

Anche perdere è un’arte

Trentadue anni dopo, Olimpiadi di Città del Messico. Il velocista australiano Peter Norman giunge secondo nella finale dei 200 metri piani. Dietro a Tommie Smith, davanti a John Carlos. Entrambi afroamericani. Sul podio Tommie Smith e John Carlos alzano il pugno in segno di protesta contro le discriminazioni razziali. Ma sul podio c’è anche Peter Norman, sulla sua tuta è appuntato uno stemma. E’ quello dell’Olympyc Project for Human Rights, l’associazione di Tommie Smith e Johmn Carlos. Pagherà questo gesto con l’ostracismo dalle competizioni internazionali. “Perse il suo ruolo di grande velocista nazionale – scrive Nicoletta Vallorani – Ma non rinunciò alla sua battaglia per i diritti umani. Anche perdere è un’arte, da consumare con tutta la determinazione possibile. E l’eleganza degli angeli

Lo sport, metafora della vita

Ogni racconto di Tra uomini e dei tocca un aspetto della vita di uno sportivo ma anche di ognuno di noi. Dalla ricerca della giusta armonia per superare ogni limite alla ricerca della perfezione per superare le proprie fragilità e miserie. E rispondere alle cadute che sembrano dietro l’angolo. Dalla eterna attesa per coronare il proprio sogno alla mistica della fatica per raggiungere, nel gesto atletico, il tocco della grazia. Dalla poeticità del gesto atletico alla precisione nel raggiungimento del momento esatto e del gesto esatto. Fino al ritorno al vecchio per guardare al futuro con sguardo profetico. “Perché lo sport è metafora della vita– conclude Elena Mearini – Nella lettura di “Tra uomini e dei” si trovano spaccati di storia, frammenti di grandi imprese, porzioni di vita e un grande intento d’amore. Perché lo sport è il punto massimo della dedizione

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