SocialOSA, i giovani al centro del progetto

SocialOSA, società tra le più antiche del panorama cestistico milanese. Fondata nel 1948, dal 1961 affiliata alla Federazione Italia Pallacanestro. Dalle sue fila sono usciti giocatori come Giorgio Papetti, Gianni Bertolotti, Stefano Michelori. Per anni si è allenata alla palestra di Via Copernico, una delle più antiche di Milano. Nella quale, nel 1965,si è allenato anche Kareem Abdul Jabbar, di passaggio a Milano. Oggi è alla ricerca di un nuova casa, il PalaOSA è il sogno nel cassetto. Dopo la riorganizzazione societaria di due anni fa, punta a progetti ambiziosi, diventare la società che forma gli atleti del futuro. Con passione e conoscenze, al servizio dei giovani. Al centro, oggi come domani, del loro progetto. Di seguito l’intervista ai dirigenti di SocialOSA.

SocialOSA, verso la prossima stagione con lo spirito di sempre

Nella gravità di questa pandemia, rinunciare a tre mesi di pallacanestro non deve essere la fine del mondo – sostiene Alessandro Airoldi, presidente di SocialOsa dal 2018 – SocialOSA pensa in positivo, ci avviciniamo alla prossima stagione con lo spirito di sempre. Per questo motivo non abbiamo mai mancato di tenere vivi i ragazzi. Abbiamo utilizzato i canali social, abbiamo realizzato interviste nelle quali i ragazzi hanno raccontato le loro preferenze. E abbiamo coinvolto protagonisti del mondo del basket come Gigi Datome, Awudu Abbass, Carlo Recalcati. Non ultimo il nostro direttore sportivo Mario Governa che ci ha raccontato della Tracer degli anni 90

Allenamenti virtuali, i ragazzi mai abbandonati

Ovviamente non abbiamo trascurato gli aspetti più operativi, fondamentale è stato l’apporto del nostro preparatore tecnico. Con gli allenamenti virtuali siamo riusciti a far fare attività fisica ai ragazzi” Ragazzi che mai sono stati dimenticati dalla società. “Un lavoro a corpo libero per il potenziamento, due volte a settimana con il preparatore atletico“, specifica Paolo Avantaggiato che di SocialOsa è capo allenatore e direttore tecnico.

Ripartenza al completo, con un occhio al contraccolpo economico

Ripartiremo con tutte le nostre squadre, le sei del minibasket, tutte le categorie giovanili e una squadra senior – prosegue Alessandro Airoldi – Crediamo molto nei giovani, non vogliamo perdere nessuno di loro. Anche quelli meno dotati fisicamente e tecnicamente. Ci è sembrato giusto dare loro spazio, abbiamo creato una seconda squadra senior perché abbiano la possibilità di sfogare la loro voglia di giocare a pallacanestro” Una sensibilità dimostrata anche nei confronti delle famiglie. “Per agevolare la continuità in SocialOsa di tutti i nostri ragazzi abbiamo offerto un buono sulla quota di iscrizione per la prossima stagione. Consapevoli che la pandemia ha avuto un contraccolpo economico per le famiglie

I camp, presenti anche durante la pausa estiva

SocialOsa, società giovane con tanta voglia di fare. “Siamo stati fermi tanti mesi, i ragazzi hanno ripreso da poco ad allenarsi. Un nuovo stop per la tradizionale pausa estiva sarebbe stata deleteria. Con i camp estivi vogliamo limitare lo stacco da una ripresa così complicata degli allenamenti alla nuova stagione. Da lunedì a venerdì bambini e ragazzi possono recarsi al Centro Pavoni, dalle 8:30 alle 17:30, per una intera giornata dedicata al basket. Dal 15 giugno al 3 luglio ogni settimana un camp diverso. Una ottima occasione anche per noi per dare un segno di visibilità nel territorio

I giovani al centro del progetto, sempre

Ma la pandemia ha avuto un contraccolpo economico per tutti, società comprese. “Per tante società sportive il lockdown è stato pesantissimo sottolinea con rammarico Alessandro Airoldi – costrette sempre più a pescare dal vivaio per disputare un campionato impegnativo come la C Gold. Investire sui giovani è diventato sempre più essenziale per la sopravvivenza del movimento cestistico. Per quanto ci riguarda i giovani sono sempre stati e sempre saranno al centro del nostro progetto, con loro vogliamo portare avanti una nuova metodologia e innovazioni tecniche

Riorganizzazione societaria e coinvolgimento di tutti

Tutto questo però parte necessariamente da una riorganizzazione societaria, avviata dal sottoscritto un paio di anni fa e condivisa dal direttore sportivo Mario Governa e da Paolo Avantaggiato, capo allenatore e neo direttore tecnico. Una riorganizzazione della quale abbiamo comunque voluto rendere tutti partecipi, le famiglie non sono mai escluse” Massima chiarezza con tutti, per procedere insieme. “In previsione della prossima stagione abbiamo già avuto alcuni incontri con i genitori dei ragazzi – precisa Paolo Avantaggiato – Alle famiglie abbiamo dato indicazioni di quali saranno i gruppi dell’anno prossimo

Tanta voglia di ritornare in campo, le giovanili si preparano

L’anno scorso abbiamo vinto un campionato di Serie C Silver con 7/8 giocatori delle squadre giovanili e l’aggiunta di giocatori come Andrea Michelori e Alberto Angiolini, provenienti rispettivamente da Virtus Bologna e Basket 7 Laghi Gazzada. Sulle trentuno squadre lombarde siamo la seconda per minutaggio dei ragazzi in campo – dichiara con soddisfazione Paolo Avantaggiato – Nei loro confronti nutriamo una attenzione costante, non solo in campo ma anche in allenamento. Abbiamo avvertito in questi mesi il loro grande entusiasmo alla idea di tornare in campo, di riprendersi la loro quotidianità. Abbiamo perciò pensato che fosse giusto ripartire, pur con l’osservanza di tutte le normative. E ci siamo adoperati per organizzare allenamenti, anche se solo per le giovanili

Allenamenti, rigorosa osservanza alle regole

“Poco più di un ora di allenamento nel quale ogni ragazzo usa il proprio pallone. Non più di otto ragazzi per volta ad allenamento, suddivisi in turni dalle 17:30 alle 20:30. Tutti sono preventivamente controllati con il termoscanner, rigoroso è il distanziamento in campo. Sul quale svolgiamo tanto lavoro individuale. Trattamento di palla, palleggio, tiro. Nessun passaggio di palla, entrata e uscita differenziata, vietato l’accesso agli spogliatoi. E agli allenamenti l’ingresso è consentito esclusivamente a giocatori e allenatore.

Gruppo consolidato e oculata gestione economica

Ci stiamo attrezzando al meglio per affrontare la prossima stagione in Serie C Gold, forti di uno zoccolo duro di giocatori e della conferma di Andrea Bosa (fIglio di Beppe Bosa), Max Barbisan e Lorenzo Villa. E di una gestione economica oculata, l’anno scorso abbiamo fatto la stagione in Serie C Gold con lo stesso budget con il quale tradizionalmente si affronta una stagione in Serie C Silver. Grazie all’impegno di tutti, senza ritorno alcuno”

Passione e conoscenza per creare gli atleti del futuro

SocialOSA non è una società a scopo di lucro, il volontariato è alla base di tutto. “La società è mossa dalla passione – conferma il direttore sportivo Mario GovernaPassione e conoscenza che vogliamo trasmettere ai ragazzi per farli diventare giocatori di basket. Vogliamo fare il meglio con quello che abbiamo. Ma non nascondo che abbiamo un progetto triennale molto stimolante, il nostro scopo è creare gli atleti del futuro

Una diversa programmazione e una squadra femminile, servono spazi nuovi

Tanta passione, tanto impegno ma mancano gli spazi. “Quello degli spazi dove allenarsi e giocare le partite è un problema annoso, deve essere risolto con la collaborazione degli attori coinvolti nella gestione dei campionati – spiega Alessandro Airoldi – Noi ci mettiamo il nostro, offriamo tre allenamenti a tutte le categorie. Abbiamo sempre utilizzato la palestra di Via Copernico, una delle prime palestre di Milano. Ma oggi non è più fruibile, non è omologata per le partite. E ci dobbiamo dividere tra quella di Via Murat e il nuovo Centro Pavoni. Abbiamo necessità di nuovi spazi per una diversa programmazione ed estendere il nostro progetto a nuove squadre. La creazione di una squadra femminile è una idea che non ci ha mai abbandonato

Una sinergia tra i diversi attori, la soluzione per la gestione degli spazi

L’errore che si sta facendo in questo momento è l’assegnazione delle strutture presenti sul territorio senza che necessariamente siano le più giuste per lo svolgimento delle discipline che vi si praticano. Serve una più mirata assegnazione degli spazi palestra sul territorio di Milano. Auspichiamo una maggiore fruibilità delle palestre per le società sportive milanesi, a tal fine abbiamo recentemente proposto un censimento delle stesse. Ma alla base deve esserci una sinergia tra società, Fip e Comune di Milano

PalaOSA, il sogno nel cassetto

“Abbiamo l’ambizione di fare – dichiara con orgoglio Alessandro Airoldi – ci rendiamo disponibili ad assumerci le responsabilità della gestione di una palestra tutta nostra” Palestre che al momento risultano troppo care per una società che del volontariato ha fatto la sua forza trainante. “Sarebbe bellissimo avere una casa nostra – auspica Mario Governa – Il PalaOSA è il nostro sogno nel cassetto

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