Calcio post lockdown: cresce il rischio infortuni, come prevenire e curarli
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Il calcio è ormai ripartito anche in Italia dopo il lungo periodo di stop seguito al lockdown, una fase difficile per tutti noi ma necessaria per ridurre la portata dell’epidemia da Coronavirus. Tornare a praticare attività fisica in seguito alla pausa può però comportare rischi importanti, quali ad esempio infortuni muscolari e non solo.

Non poter effettuare preparazione o partite all’aperto ha provocato impatti negativi sulle condizioni psicofisiche dei giocatori, costretti a rimandare gli allenamenti sul campo. Una situazione che ha coinvolto moltissime persone. Il calcio è infatti uno degli sport più apprezzati al mondo per via della sua dinamicità e dei benefici che apporta alla salute. A testimoniarlo sono i numeri. Solo in Italia, secondo l’ISTAT, viene praticato da 4 milioni di persone. Secondo una ricerca americana pubblicata da Forbes è l’attività preferita dal 45% della fascia di popolazione under 35. Proprio per questo diventa fondamentale per tutti utilizzare la massima cautela in questa fase di ripartenza.

Calcio post lockdown – Il rischio infortuni è concreto

Un’indagine portata avanti dalla WPA – World Players’ Association pubblicata su Reuters ha messo in evidenza come il calcio post lockdown possa avere conseguenze da non sottovalutare. La situazione appare evidente sulla base di quanto è successo in Germania, il primo campionato a riprendere. Nelle prime giornate di Bundesliga, il rischio infortuni è infatti passato dallo 0,27% allo 0,88%, il triplo quindi.

Un’ulteriore conferma può essere rintracciata anche analizzando i casi di alcuni dei protagonisti della Serie A. Basti fare l’esempio di Zlatan Ibrahimovic, vittima di una lesione del muscolo soleo del polpaccio destro e di Gonzalo Higuain, infortunatosi alla coscia destra. Non è però finita qui. Tra gli infortunati “eccellenti” ci sono anche Radja Nainggolan, fermato da una distrazione di primo grado del muscolo soleo del polpaccio destro. e Simone Verdi, bloccato da una lesione di primo grado al retto femorale sinistro.

Come prevenire gli infortuni?

Sfruttare i consigli degli esperti sin da come si praticano gli allenamenti potrebbe quindi essere utile in un’ottica di prevenzione.

A dare un quadro della situazione attuale è il dott. Paolo Tenconi, medico/preparatore atletico professionista e allenatore Uefa B. “La ripresa dell’attività calcistica dopo mesi di prolungato stop dovuto all’emergenza sanitaria è strettamente correlata all’aumento del rischio di infortuni“.

Un quadro davvero inusuale, non paragonabile a quanto avviene solitamente prima della partenza di una nuova stagione. “A differenza della classica pausa estiva annuale, in questo periodo i giocatori sono andati incontro a una diminuzione sensibile della O2 Max”, ovvero il volume massimo di ossigeno consumabile nel tempo, proprio a causa dell’inattività forzata – ha spiegato – . A causa del Covid gli allenamenti sono stati ridotti all’osso e si è andati incontro a una riduzione della potenza aerobica, della forza muscolare e una modifica della composizione corporea. Per questo motivo è necessario che i giocatori seguano un protocollo di recupero per riossigenare e rivascolarizzare la muscolatura, lavorando con esercizi mirati su adduttori, polpacci, quadricipiti femorali e flessori. Per scongiurare il pericolo di gravi infortuni la Theal Therapy diventa un valido alleato. Questa ha infatti benefici decontratturanti. oltre a un effetto fotobiomodulativo che massimizza il risultato terapeutico”.

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