Vero Volley Monza, Bonati: “Vedrete di che pasta siamo fatti”
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Claudio Bonati, direttore sportivo del Consorzio Vero Volley Monza, dalle pagine de Il Giorno ha fatto il punto della situazione.

Le parole di Bonati

“Intanto diciamo che ci sono due fasi di mercato. Nella prima si imposta, sfruttando le varie relazioni che si hanno e si iniziano a chiudere anche dei contratti in anticipo sulle date ufficiali delle operazioni. Bisogna fare per forza così, soprattutto per quanto riguarda i top player, altrimenti diventa tardi. Devo dire che anche stavolta la maggior parte del lavoro l’avevamo già svolto prima che arrivasse il Coronavirus a fermare tutto. Da lì in poi c’è stata una fase di stallo, non si sapeva bene come muoversi ma abbiamo concluso tutto sistemando alcuni contratti e rinnovi”.

Il Coronavirus ha influito

“Certo, dal punto di vista economico ma anche e soprattutto nelle scelte dei giocatori. Devo dire che all’inizio dell’emergenza abbiamo ricevuto dei no da parte di giocatori che non se la sentivano di venire a Monza e in Italia ma poi ovviamente la pandemia si è allargata a tutto il mondo e il problema è diventato globale”.

Vero Volley Monza, la squadra

“Sono molto soddisfatto, seguivo Davyskiba e Lagumdzija ormai da anni e sono certo che sono già pronti per dimostrare quello che valgono. Si tratta di giocatori giovanissimi, classe 2001 e 1999. Anche Federici è un classe 2000 pronto alla prima esperienza da titolare, senza dimenticare che Dzavoronok è comunque un 1997. Sarà fondamentale l’esperienza di Holt, così come quella di Orduna e capitan Beretta”.

Obiettivo playoff

“Sì, anche si sono rinforzate tutte le squadra, per un camponato equilibrato. Latina, Verona e Piacenza sono cresciute, Milano è rimasta sui suoi livelli e noi faremo vedere di che pasta siamo fatti. Quando si hanno tanti giovani l’obiettivo va aggiornato in corso d’opera secondo la loro velocità di apprendimento”.

Miguel Angel Falasca

“Ci conoscevamo da vent’anni, avevamo anche giocato insieme. Ancora oggi non riesco a crederci, mi sembra tutto assurdo e irreale. L’avevo voluto fortemente come allenatore e abbiamo fatto un lungo percorso insieme. Allenando le ragazze aveva trovato una sua dimensione, era adatto come modi di fare. Era solo all’inizio… E’ dura ma bisogna andare avanti”.

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