Pier Alberto Buccoliero: “Obiettivo3, non deve cambiare il senso di quanto è stato fatto”
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Pier Alberto Buccoliero, atleta e coach di Obiettivo3. Dopo una carriera in canoa, con l’associazione di Alex Zanardi si dedica a triathlon e paraciclimo. E’ tra i primi a sposarne il progetto e a condividerne la mission. Tre anni intensi, con l’emozione di vedere crescere il numero di ragazzi disabili avvicinatisi allo sport. E diventati capaci, quando magari neanche lo pensavano, di imprese sportive straordinarie. Come Obiettivo Tricolore, la staffetta conclusasi a domenica scorsa. Ma Pier Alberto Buccoliero è anche un atleta in lizza per un posto alle prossime Olimpiadi di Tokyo. Tra lockdown e gare sospese, è riuscito a mantenere la forma in attesa della ripresa delle gare. Ripresa che si presenta ad oggi assolutamente incerta, con la conseguenza di dover affrontare una preparazione senza la possibilità di mettersi alla prova. Nell’intervista che segue, l’atleta paralimpico racconta la sua emozionante avventura in Obiettivo3. Ma anche le incertezze sul futuro. Con la convinzione che niente, nonostante quanto successo e succederà, deve cambiare.

Pier Alberto Buccoliero, da tre anni in Obiettivo3

Mi sono avvicinato a Obiettivo3 tre anni fa, in un momento nel quale avevo smesso di fare canoa e mi ero avvicinato al triathlon – afferma Pier Alberto Buccoliero, atleta paralimpico e coach di Obiettivo3Tutto è nato dalla voglia di trasmettere l’esperienza acquisita nello sport paralimpico a tutte le persone che grazie ad Obiettivo3 si avvicinavano allo sport. Per rendere loro comprensibile la giusta modalità di adattare una specifica condizione al mondo dello sport, anche a livello pratico. Dalle tecniche legate all’allenamento all’avvicinamento alle gare. senza dimenticare i giusti consigli per non demoralizzarsi quando le cose non andavano per il verso giusto. Quasi fossi un fratello maggiore, più che un tecnico

Per tanti ragazzi un cammino quasi da zero

Vedere il numero sempre più crescente di ragazzi che intraprendono un cammino quasi da zero con uno sport nuovo, è stata in questi anni l’emozione più grande. Dai cinque/sei del primo anno siamo arrivati ad averne attualmente più di settanta. Con i numeri sono cresciute anche le soddisfazioni, tante ma mai intense quanto l’avvio di questa avventura. Sia dal punto di vista umano che sportivo. Una intensità provata nell’ultimo anno, come atleta, nel percorso di qualifica per le Olimpiadi di Tokyo

Verso le Olimpiadi di Tokyo, prepararsi senza potersi mettere alla prova

Mi basterebbe scalare di una posizione, nel ranking internazionale sono decimo dichiara con un po’ di rammarico Pier Alberto Buccoliero – Per ora però non ci sono decisioni ufficiali su quando tutto ripartirà, probabilmente se ne riparla la prossima primavera. Volendo trovare l’aspetto positivo, ho più tempo per allenarmi. Di controverso, a questi livelli, bisogna lavorare tanto ma ad oggi paghiamo le conseguenze dell’emergenza coronavirus con la riapertura parziale di piscine e palestre. In una annata senza gare, inutile nasconderlo, non hai la possibilità di metterti alla prova. Hai molta più probabilità di sbagliare la preparazione, non hai la certezza delle tue prestazioni. Se le gare dovessero ripartire ad inizio 2021 e a giugno dovessero concludersi le qualifiche, non ci sarebbe la possibilità di raddrizzare il tiro nel caso di preparazione sbagliata. Non è facile per chi vive di agonismo vivere una annata di questo tipo

Obiettivo Tricolore, vicinanza ai ragazzi per la preparazione

Per fortuna ho avuto la possibilità di non stare troppo fermo. Per gli atleti di interesse nazionale come il sottoscritto, il lockdown è durato solo un mese. Ciò mi ha consentito di mantenere la forma, per Obiettivo Tricolore non ho dovuto variare la preparazione personale. Fortuna che non hanno avuto tanti degli atleti che vi hanno partecipato. Come coach ho cercato di indirizzare i ragazzi nel modo migliore perché qualcuno era stato fermo un po’ troppo e all’inizio non era provvisto di tutte le attrezzature tecniche per potersi allenare al chiuso

Il traguardo di Santa Maria di Leuca, emozione intensissima

Siamo stati vicini a tutti loro, in queste due settimane. Non è stato semplice per loro affrontare questa sfida, in alcuni momenti particolarmente provante. sottolinea Pier Alberto Buccoliero – Vederli tagliare tutti insieme il traguardo di Santa Maria di Leuca è stata una emozione intensissima, all’inizio del progetto non avrei mai immaginato si potesse concludere in questa maniera. Essere riusciti ad arrivare fino in fondo, nonostante la difficile situazione psicologica della quale tutti noi eravamo affetti dopo l’incidente ad Alex Zanardi, non ha paragone

Obiettivo Tricolore, in bici senza remore

E’ stato un momento molto difficile, personalmente l’ho affrontato con ancora più convinzione. Ho continuato a gareggiare, senza remore per quello che facevo. Ma è innegabile che qualcosa, se non tutto, è cambiato. Credo che una persona come Alex Zanardi , a prescindere dalla conoscenza personale, sia un atleta nel quale ci immedesimiamo un po’ tutti. E aver condiviso con lui momenti e imprese sportive non può non lasciare tracce. Fermo restando che sono altre le persone che vivono questa situazione nella maniera più drammatica, Alex sarà sempre con noi

Obiettivo3, non deve cambiare il senso di quanto fatto

Una persona come Alex non si può sostituire e nessuno pensa di sostituirsi a lui. Ma non deve cambiare il senso di quanto è stato fatto. Dovremo essere bravi a fare in modo che tutto vada avanti nel migliore modo possibile. Anche se oggi è un po’ difficile intravedere come farlo. Da un punto di vista sportivo non abbiamo certezze, di sicuro continueremo, nel nostro piccolo, il progetto di Obiettivo3 di avvicinare i ragazzi alla pratica dello sport. Per i ragazzi, soprattutto. Il sorriso di persone che non immaginavano di poter realizzare una sfida come Obiettivo Tricolore ti ripaga all’infinito. Anche se oggi ci rimane un po’ di amaro in bocca e tanta tristezza nel cuore. Ma – conclude Pier Alberto Buccolierodobbiamo andare avanti, Alex ci ha dato l’esempio

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