Walter Vucenovich: “Milano ci ha lasciati soli, contro tutto e contro tutti”
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Impianti chiusi e campionati sospesi per via del lockdown. Sponsor che si allontanano, ai quali si è aggiunta la mancanza di un impianto adeguato per una squadra di Serie A e le difficoltà economiche che ormai pesano esclusivamente sulla società. Una situazione diventata nel tempo insostenibile fino a portare alla decisione, dolorosissima, di rinunciare alla stagione in A1. E “invitare” le proprie atlete a valutare eventuali proposte alternative. Di seguito, l’amaro sfogo di Walter Vucenovich, presidente di Kally NC Milano.

Walter Vucenovich, da settimane nell’incertezza

Da settimane vivevamo nell’incertezza di poter disputare una nuova stagione in Serie A1 – dichiara Walter Vucenovich, presidente di Kally NC MilanoNella passata stagione, vista l’impossibilità di avere un impianto milanese adeguato per disputare una stagione ad alto livello, siamo stati costretti a giocare le nostre partite a Lodi. Con inevitabile calo di spettatori e, inevitabilmente, di incassi. E l’allontanamento degli sponsor, sempre più restii a fornire il loro supporto ad una squadra che faceva ormai venti spettatori a partita, dai cento ai quali era abituata

Programmazione incerta, le ragazze comunque pronte a ripartire

Ciò non ci ha evitato di andare incontro a spese rilevanti, tra queste lo spostamento del tabellone elettronico da un impianto all’altro e l’adeguamento della piscina di Lodi per la stagione in A1. Spese il cui peso è gravato esclusivamente sulla società, senza rientrarvi in alcun modo. E nonostante qualsiasi programmazione apparisse incerta, già da qualche settimana le nostre ragazze avevano ricominciato ad allenarsi. Fiduciose in una prossima ripartenza per poter disputare un campionato di alto livello e dare seguito ai bei risultati dell’ultima stagione che, prima dell’interruzione per il lockdown, le vedeva proiettate verso l’Europa

Fibrillazione a mille, risposte zero

Le ultime settimane sono state di autentica fibrillazione – sostiene Walter Vucenovich – Con sponsor e Comune di Milano, abbiamo valutato la possibilità di ritornare ad avere un impianto decente. Per far fronte alla carenza di impianti,da un lato, e alla questione economica che ormai grava sulle spalle di presidenti e società, dall’altro. Ma le risposte non sono arrivate, sono ormai a rischio gli sport minori”

Salvaguardare lo sport, serve una task force sportiva

Situazione al quale il presidente Vucenovich contrappone l’idea di una task force sportiva “Lo sport è un sistema di vita e uno strumento per salvaguardare i giovani. E gli sport considerati minori vantano un numero di affiliati comunque considerevole. E’ necessario che tutto il mondo sportivo, calcio compreso, faccia fronte unito per portare al tavolo tutti gli attori interessati. Società, sponsor e istituzioni riuniti in una sorta di task force sportiva per costruire un progetto politico-sociale. Perché a Milano non si può parlare di solo calcio

Lasciati soli, contro tutto e contro tutti

Sono comunque profondamente amareggiato, Milano ci ha lasciato soli. Contro tutto e contro tutti. In squadra abbiamo tre nazionali, una di loro, Roberta Bianconi, è stata eletta migliore giocatrice europea. Eppure non abbiamo ricevuto risposta alle nostre richieste di aiuto. Siamo ormai giunti al ridicolo, con un campionato di A1 a otto squadre invece che dieci. Quasi un campionato rionale, invece che nazionale. Resta il fatto che per Kally NC Milano non è più pensabile affrontare una nuova stagione nella massima serie, non ci sono i margini. Oltretutto avremmo rischiato di non avere spettatori, il covid19 desta ancora paura

Serie A1 lusso non più accessibile, il dolore di doverlo comunicare alle ragazze

Sebbene i miei cento collaboratori si siano offerti di lavorare pancia a terra con lo stipendio ridotto, non ce la facciamo. La serie A è un lusso che non posso più permettermi – è l’amaro sfogo del presidente Vucenovich – Ed è in forse la stagione in A2. Ho ritenuto fosse cosa onesta liberare le ragazze da qualunque vincolo nei confronti della società, non posso garantire loro un riconoscimento economico. E’ giusto che cerchino soluzioni alternative che le possano valorizzare. Desidero ringraziare tutte le nostre atlete che loro malgrado si sono trovate coinvolte in questo doloroso stop forzato ma che hanno dimostrato con grande pazienza di attendere fino all’ultimo le decisioni della Società. Il loro attaccamento alla squadra lo portano sulla pelle, con il tatuaggio che riporta i colori della Kally NC Milano. E’ stato molto doloroso, dopo quattro anni di presidenza, dover comunicare alle ragazze di andare ad accasarsi altrove. Per me – conclude Walter Vucenovich con voce rotta dalla commozione – è stato emotivamente devastante

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