Powervolley Milano: intervista a Matteo Staforini, il libero-geometra che sogna l’edilizia
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Matteo Staforini. Segni particolari: classe 2003, libero della Powervolley Milano. Considerato uno dei giovani più interessanti di tutto il movimento italiano. Lui che, però, nel ritiro di Cuneo della squadra di coach Roberto Piazza non c’è, impegnato con la nazionale Under 18. 

Matteo Staforini, il libero geometra

Ma chi è Matteo Staforini? Studio da geometra, devo affrontare il quarto anno – ci racconta – per adesso è filato tutto liscio, non ho avuto mai troppe difficoltà. L’anno prossimo la sfida sarà un po’ più tosta, dovrò conciliare due impegni importanti”. E poi? “Credo l’università, però devo ancora decidere. L’Isef mi affascina”. Il geometra con la passione per la pallavolo: “Ho iniziato ad avvicinarmi al volley verso i 4/5 anni; mio fratello praticava calcio e anche io ho giocato un paio d’anni, poi ho iniziato la pallavolo con i suoi amici e con mio fratello stesso. Da lì è cominciato tutto. Vengo da una famiglia di calciatori, anche mia mamma giocava, ha sostenuto un provino al Milan negli anni passati; infatti loro spingevano per il calcio, ma mi hanno lasciato libertà di scelta”.

Da Alzano San Paolo alla conquista dell’Europa 

Matteo è originario di Alzano San Paolo, provincia di Bergamo: “Il lockdown è stato pesante in questa zona, anche se per fortuna non mi ha toccato – ricorda – al mattino videolezioni con la scuola, al pomeriggio con il preparatore della nazionale. E poi videochiamate, videogiochi… è stato strano, c’era un silenzio di tomba e sentivi ambulanze passare una dopo l’altra”. I tanti spostamenti da Bergamo a Brugherio, dove si allenava, sono ora un ricordo. Perché Matteo è pronto a trasferirsi a Milano: “Bergamo è città più tranquilla, ma Milano è una delle più importanti in Italia e nel mondo e, per me, una delle più belle. Mi avvicino anche a molti amici, sono contento. Cosa farò? Visitare meglio la città, non ho ancora visto tutto”.

Quella volta che dalla Polonia tornò pelato

E poi c’è la squadra, con coach Piazza che lo attende. “L’anno scorso ho lavorato un mese con loro, alcuni li conosco già. Ricordo che giocammo in Polonia un torneo, tornai pelato. È un rito che il giovane in prima squadra deve subire. Ci sono passati anche Hoffer e Gironi, mi sa che quest’anno toccherà a Meschiari”. E il ruolo di libero? “A dire il vero ho cominciato come schiacciatore, a 11 anni giocavo in Under 14 con i 2000. Quando mi sono trasferito ai Diavoli Rosa ho iniziato il percorso del doppio ruolo schiacciatore-libero. Il salto non è una delle mie qualità”.

Da Juantorena a Federer

Quali sono gli idoli sportivi di Matteo Staforini? “Nella pallavolo Grebennikov e Juantorena, negli altri sport Federer è un talento puro. Djokovic si è costruito nel tempo; ma ammiro anche LeBron James, uno che investe milioni all’anno sul fisico. Il calcio? Lo guardo, ma un idolo non c’è”. Il sogno sportivo? Le Olimpiadi, quello di tutti i bambini quando iniziano a fare pallavolo. Se sento il peso delle aspettative su di me? Non ci penso più di tanto, cerco di godermi il momento e divertirmi sul campo”. E cosa farai da grande? “Devo ancora scegliere bene, quello che ho sempre voluto fare da bambino è lavorare nell’edilizia, alle 8 del mattino mi guardo i programmi in tv. Poi c’è sempre la pallavolo

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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