Swimrun Cheers, progetto di comunicazione dove lo sport è protagonista
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Lo swimrun nasce in Svezia agli inizi degli anni 2000, da una scommessa tra amici che si sfidano in frazioni alternate di nuoto e corsa. Nel 2011  la gara prende il nome  ÖtillÖ  e oggi è riconosciuta a livello internazionale come OtillO Swimrun World Champioships. Da allora la disciplina è cresciuta vertiginosamente, fino a diventare oggi la disciplina di endurance più diffusa. Nuoto e corsa a frazioni alternate e ripetute, senza zona cambio e senza standardizzazioni di distanze o frazioni. E’ il territorio che definisce la gara, non il contrario. Una prova senza limiti geografici e mentali, svolta con spirito di adattamento e con il cronometro nel dimenticatoio. Swimrun Cheers però non è solo sport, è anche un progetto di comunicazione dove lo sport vive vissuto in modo un po’ particolare. Ce lo spiegano Veronica Castelli e Diego Novella, fondatori di Swimrun Cheers.

Swimrun, diffusione in crescita

Swimrun nasce in Svezia ufficialmente nel 2011 – afferma Veronica Castelli, cofondatrice di Swinrun Cheers – In pochissimi anni la disciplina ha avuto una crescita esponenziale. Dalle iniziali 10-15 gare nel circuito europeo siamo passati ad avere circa 600 gare mondiali. Norvegia e Svezia la fanno ovviamente da padrone ma anche Francia, Spagna, Germania e Inghilterra fanno bene. Noi italiani, insieme ad americani e australiani, siamo in crescita

Forza mentale e capacità di adattamento, i senior avvantaggiati

“Incentrato sulla potenza più che sulla velocità, lo swimrun richiede forza mentale e grandi capacità di adattamento – spiega Veronica Castelli – La definizione del numero totale delle frazioni dipende infatti dalla morfologia dei luoghi dove si svolgono le gare. Non c’è niente di standardizzato e le situazioni variano da gara a gara. La performance, poi, non è il primo obiettivo per il praticante di questa disciplina. Viene da se che è più facile trovare il giusto approccio allo swimrun da parte di persone mature piuttosto che da parte di giovanissimi, più inclini a puntare sullo sprint e molto meno a gestire le distanze. Lo conferma l’età media dei nostri iscritti che varia dai 38 ai 55 anni

Una nuova prospettiva

Quando ho cominciato a praticare lo swinrun – racconta Diego Novella, fondatore di Swimrun Cheers con un passato in molteplici discipline – avevo già avuto variegate esperienze tra nuoto, pentathlon moderno, ciclismo, corsa. Avevo fatto tante gare che mi avevano dato soddisfazione, da La Via dei Saraceni alla Gran Fondo di Laigueglia. Da Riva a Riva alla Maratona di New York. Ma alla lunga ho cominciato ad avvertire la stanchezza procurata dall’agonismo esasperato delle competizioni. La passione per il nuoto e per la corsa però non mi hanno mai abbandonato, così quando ho conosciuto questa disciplina mi ci sono buttato a capofitto. Ho disputato gare in Germania, come La Mille Laghi e in Scozia come la Lock Gu Lock, in Inghilterra e in Costa Brava. Avevo di fronte a me una nuova prospettiva

Swinrun Cheers, progetto italiano

Al ritorno dal mio secondo mondiale di swimrun, è scattata la scintilla – puntualizza Diego Novella – Avevo gareggiato tante volte in Europa in posti bellissimi ma mi sono reso conto che la stessa possibilità l’avevo a portata di mano. Ho la fortuna di vivere sul Lago Maggiore, a poca distanza da casa non mancano luoghi altrettanto belli e tutti da scoprire. E ho cominciato così a sognare un itinerario in questi luoghi così unici e ricchi di storia e dopo aver coinvolto Veronica ho creato Swimrun Cheers. E con essa la prima squadra italiana di swimrun, l’Armata Swimrun Cheers. Una autentica svolta

Cronometro, no grazie

Ci stimolava l’idea di promuovere la pratica sportiva in mezzo alla natura. E con essa fornire una valvola di sfogo a persone che praticano lo sport saltuariamente. E solitamente lo fanno per scaricare la tensione quotidiana. Ma volevamo anche sdrammatizzare il discorso agonistico, dare una opportunità diversa a chi corre guardando il cronometro per decidere se va forte o fortissimo. Cosi’ un po alla volta si sono aggregati anche ciclisti, maratoneti, thriatleti. Come Michele Farino, ex thriatleta e veloce corridore che oggi gestisce anche dodici persone durante i nostri test. E Luca Brenna, ex ciclista divenuto uno dei coorganizzatori e cogestori di Swimrun Cheers

Gare sempre diverse, le frazioni sono modulabili

Ciò che distingue maggiormente lo swinrum dal triathlon e mi ha affascinato è la sua maggiore flessibilità – prosegue Diego Novella – Nelle gare non esiste una sequenza predefinita delle frazioni ne un chilometraggio finale fisso. Nel triathlon ad una iniziale frazione di nuoto segue quella sulla bicicletta e si finisce con quella della corsa. Sempre, in qualsiasi gara. Invece nello swimrun è tutto più modulabile, si può partire indifferentemente con la frazione di nuoto o con con quella di corsa a seconda di cosa decide l’organizzatore della gara. E il numero di frazioni, ripetute alternativamente, può variare a seconda della singola gara. Ogni territorio ha le sue caratteristiche, noi ci adattiamo ad esso

Capacità di adattamento, elemento da enfatizzare

Nelle gare di swimrun non esiste la zona cambio, ciò significa che l’atleta disputa l’intera gara con addosso, senza mai toglierseli, muta occhialini e scarpe. Devi quindi avere una preparazione fisica più specifica rispetto al thriatlon perché deve privilegiare la potenza alla velocità. Anche in allenamento deve fare cose diverse da quanto fa il thriatleta, deve enfatizzare la sua capacità di adattamento, altro elemento caratterizzante la disciplina. In gara l’atleta deve essere capace di nuotare per due chilometri come per cento metri

Nel Golfo Borromeo la gara clou

Sport e natura, Swimrun Cheers rivaluta il territorio italiano. “Esploriamo luoghi sempre bellissimi, i nostri itinerari più consolidati sono il Lago di Mergozzo e il Lago di Monate. A giugno si sarebbe dovuta svolgere la quinta edizione di Swimmrun Cheers, la nostra gara clou. Ma l’emergenza Covid19 non l’ha resa possibile. E’ un percorso affascinante, si parte dallo Yacht Club Verbano di Stresa, il secondo più antico d’Italia, per proseguire a nuoto fino all’Isola Bella poi Isola dei Pescatori, Isola Madre, Pallanza poi salire fino al Mottarone per un totale di 1300 metri di dislivello e un totale di chilometraggio che varia da un minimo di ventisei chilometri ad un massimo di cinquanta chilometri, a seconda della scelta operata dal singolo atleta. E’ una manifestazione che ci inorgoglisce. Siamo gli unici ad avere l’autorizzazione a nuotare nel Golfo Borromeo e correre sulle Isole Borromee

Swimrun By Night, si nuota al buio nel Lago di Mergozzo

Swinrun By Night è un’altra gara della quale siamo particolarmente fieri – sottolinea Diego Novella – In un certo modo è una nostra invenzione. Si nuota al buio nel lago di Mergozzo poi 7,5 km di corsa su sentiero con lampada frontale Le persone nella frazione di nuoto sono legate da un elasticone, per ovvi motivi di sicurezza

Armata Swimrun Cheers, gli atleti si distinguono nella gare internazionali

I nostri atleti, partecipano a diverse gare nazionali ed internazionali, il calendario è fittissimo. Diversi, tra loro, hanno gareggiato in Engadina nel 2018 e a Cannes nel 2020. Gare particolarmente importanti, sono state le prime che gli svedesi hanno organizzato fuori dai confini nazionali. Quest’ultima è una gara che si fa in coppia, si parte in due e si arriva in due senza allontanarsi più di 10 metri dal compagno di squadra Ma abbiamo partecipato anche a gare a Finale Ligure e Canarie. Swimrun Cheers è ormai una realtà conosciuta nel settore, siamo spesso invitati a partecipare. E in Italia siamo un punto di riferimento per chi si vuole avvicinare allo swimrun o avere consigli su allenamenti, attrezzature e gare

Tra test e gare, il Mondiale è alle porte

Anche se quest’anno il calendario è stato stravolto dal lockdown, andremo in Trentino e torneremo in Puglia e Liguria. Oltre a fare una quarantina di test, concentrati da giugno ad ottobre. In previsione anche il Mondiale, a settembre in Svezia. Paolo Carminati e Renato Dell’Oro, campioni italiani in carica e portabandiera della nostra squadra, sono già qualificati

Swinrun da provare, fino a ottobre i test

Invito tutto coloro che vogliono conoscere lo swimrun a provare uno dei nostri test – esorta Diego Novella – E’ il nostro modo molto soft di presentare la disciplina ai neofiti. Nuoto e corsa in sette-otto frazioni per un massimo di dieci chilometri, con assistenti durante le frazioni di nuoto e pause durante quelle di corsa. Ma per i più allenati c’è anche la possibilità di fare test advance e pro. Rispettivamente su una distanza di quindici chilometri, dei quali tre a nuoto e dodici di corsa, e su venti chilometri, dei quali quattro di nuoto e sedici di corsa. Il calendario è fittissimo, da giugno ad ottobre tutti i weekend sono impegnati con due-tre test a weekend. Alla fine di ogni test si tiene un momento di debriefing nel quale ci sediamo a tavola, ci confrontiamo tra un sorso di birra e l’altro e ci diamo appuntamento per gli eventi successivi

Swimrun Cheers, progetto di comunicazone

Sport ma non solo, per una esperienza diversa. “Non si tratta di arrivare, gareggiare e tornare a casa, ognuno con i propri pensieri e le proprie riflessioni – commenta Veronica Castelli – Swinrun Cheers è anche momento di raccolta attorno ad un tavolo per condividere l’esperienza. Con l’allegria tipica di un momento ludico, rafforzato da un buon bicchiere di birra artigianale. Molti non lo sanno ma la birra è uno dei migliori integratori per gli sport di endurance. Nella gara di Stresa 2019 abbiamo allestito anche un villaggio di street food. È stata l’occasione per creare quell’atmosfera di no-stress che è nella nostra filosofia sportiva. Swimrun Cheers – conclude Veronica Castelli – è un progetto di comunicazione dove lo sport è protagonista ma è vissuto in un modo un po’ particolare




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