Ezio Caldognetto: “La canoa è una avventura da assaporare, per questo faccio scouting”
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Ezio Caldognetto ha cominciato giovanissimo a pagaiare, nel laghetto di Parco Sempione. Da allora non ha più smesso, con la canoa, gradino dopo gradino, è cresciuto fino a diventare adulto. Dopo tre anni nella Polisportiva Trezzano, passa al CKC (dal 2001 divenuto Idroscalo Club) prima come atleta poi come tecnico. Innumerevoli i momenti indimenticabili della carriera. Da sparring partner di Iosefa Idem nel 1991 al primo titolo italiano conseguito nel 1994 di fronte a Finanza, Polizia e Marina Militare, il primo successo di un civile contro i militari. Seguiranno altri sei titoli, tra il 1994 e il 2007. Sei sono anche le partecipazioni ai Campionati del Mondo, tre quelle ai Campionati Europei. La medaglia di bronzo ai Campionati Europei e il sesto posto al Campionato del Mondo, entrambi conquistati nel 1997 nel K1 200 metri, rappresentano l’apice della sua carriera da atleta. Collaboratore di FICK per conto della quale fa scouting, dal 2013 è direttore tecnico delle Nazionali giovanili. Spinto dal desiderio di crescere i giovani e accompagnarli, passo dopo passo, nella avventura sportiva e della vita. Perché Ezio Caldognetto è un adulto che continua a giocare con la sua passione. Di seguito, l’intervista

Ezio Caldognetto, l’impegno verso i giovani

Nonostante l’emergenza di questi mesi, nel mondo della canoa i numeri sono cresciuti in tutta Italia – afferma Ezio Caldognetto, direttore tecnico delle mazionali giovanili di canoaGrazie alla tecnologia la comunità della pagaia si è ritrovata molto più unita. Vi sono stati molti più momenti di discussione e di confronto sulle metodiche e gli allenamenti, anche a distanza. Cosa che prima, con il calendario gara, era difficile fare. Adesso però bisogna gestire questi numeri, non sempre correlati alla qualità. Trasmettere ai giovani i primi rudimenti è il primo passo, sono quelli che ne determinano tutto il percorso. Per questo motivo faccio scouting

Canoa, opportunità trasversale

E’ sempre più importante avere tecnici preparati a lavorare con bambini e ragazzi. Anche se la formazione da qualche anno ha preso un indirizzo molto più qualificato, non tutte le società si sono adeguate. Se una ventata di freschezza è arrivata da quelle società che si sono affidate a giovani tecnici, ad esse fanno da contrappunto alcune società storiche che si affidano ad allenatori storici. In questo modo rimane storico anche il loro modo di affrontare la preparazione. Con i giovani è invece necessario cambiare l’approccio, se vuoi essere capito. Bisogna evitare l’approccio specialistico tipico di un modo ormai stereotipato di insegnare la canoa. Attorno alla pagaia ruota un mondo complesso, la canoa deve diventare una opportunità trasversale

Stimolare la fantasia, è con l’estro che si vince

Naviglio Sport è stata la prima ad avviare questa nuova filosofia – sottolinea Ezio Caldognetto che di Navigliosport è socio fondatore dal 2018 – Altre società come Canottieri Bissolati hanno cominciato ad introdurre nei loro staff giovani allenatori. Un passo importante, un bravo tecnico deve stare al passo con i nuovi processi comunicativi. I mezzi tecnologici devono diventare una opportunità, per me che faccio parte della generazione di mezzo è molto più facile lavorare con questi strumenti piuttosto che in passato. Whatsapp, per esempio, può essere un metodo incredibile per restituire un legame con l’atleta e rafforzare la comunicazione. Non più solo verbale ma anche visiva. E stimolare così la fantasia dei ragazzi. La strategia e l’impostazione di squadra sono importanti ma è con l’estro del campione che vinci le situazioni

Movimento giovanile, la struttura oltre i talenti

Nel settore giovanile, la Lombardia è fortunatamente regione guida in Italia, probabilmente dovuto al fatto che la stagionalità ci obbliga a diversificare le proposte di allenamento. I ragazzi ne traggono comunque vantaggio, imparano cose diverse. Ma la bontà di un movimento giovanile lo vedi dai risultati alle Olimpiadi, non basta avere talenti. Devi anche avere la giusta struttura per garantire una crescita dell’intero movimento canoistico

Scouting, occasione di confronto tra tecnici

Il mio personale augurio – rimarca Ezio Caldognetto – è che i comitati territoriali si strutturino per essere funzionali a questo tipo di progressione con una crescita continua di tutti i valori. In questa ottica, lo scouting deve essere occasione di confronto tra tecnici. Se ciò si concretizzasse, potremmo diventare veramente una scuola di riferimento di valore mondiale

Verso le Olimpiadi 2021, abbiamo le carte in regola

Fermo restando che dobbiamo guardare sempre e comunque con assoluto rispetto paesi come Ungheria, Germania e i paesi dell’Est abbiamo i numeri per fare bene. Abbiamo tutte le carte in regola per essere protagonisti alle Olimpiadi 2021. Gianluca Manfredini, Manfredi Rizza e il K2 di Samuele Bugo e Luca Beccaro possono darci grandi soddisfazioni

Oggi come il primo giorno, la canoa una avventura da assaporare

La canoa è la mia vita, dentro di esso sono diventato adulto. Gradino dopo gradino sono cresciuto, ne ho gustato ogni passaggio. E’ quanto oggi cerco di trasmettere ai ragazzi attraverso l’insegnamento. Lo sport è una avventura che fa crescere e prepara alla vita ma rimane una avventura. Della quale devono cogliere ogni momento, dalla quotidianità dell’allenamento alla straordinarietà della gara fino alla intensità dei risultati. In questo senso la canoa è una occasione fantastica, ti consente di vivere qualsiasi ambiente, dalla natura più selvaggia al canale di città, con una prospettiva unica. Per me – conclude emozionato Ezio Caldognettoè come fosse il primo giorno, dopo quattro mondiali e tre europei, sono un adulto che gioca ancora con la sua passione

News Reporter

4 thoughts on “Ezio Caldognetto: “La canoa è una avventura da assaporare, per questo faccio scouting”

  1. Ezio, era il tecnico/allenatore quando io ero dirigente è socio fondatore della società di canoa Idroscalo Club, nata dalla fusione del CKC e del GMC Gruppo Milanese Canoa. Persona preparata, sempre attento allora come oggi alle novità sulle tecniche di allenamento, grazie Ezio per quello che hai dato a suo tempo all’Idroscalo Club, e per quello che stai dando ora per il movimento della canoa.

  2. Ezio Caldognetto è il testimone vivente che ha saputo credere nella passione della sua vita uscendo da ogni schema tradizionale. L’esempio che è stato capace di trasformare autonomamente una professione così unica e importante come quella dell’allenatore – grazie Ezio e complimenti

  3. conosco Ezio da quando allievo/cadetto pagaiava nel laghetto di Gaggiano seguendo, e poi superando, le orme del fratello maggiore. Già allora la voglia di imparare, e poi fare, la curiosità critica nel capire cosa stesse facendo erano evidenti. Questa voglia e questa curiosità lo hanno portato a non soffermarsi su quanto era stato fatto, ma alla ricerca del nuovo con grande intelligenza prima come atleta poi come allenatore.

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