Alessio Carra: “Campionati Italiani, voglio vincere nella nuova categoria”
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Alessio Carra, trentatreenne campione di body building. Milanese, inizia a gareggiare dieci anni fa dopo un infortunio che lo aveva costretto ad abbandonare la pallacanestro. Da allora ha conseguito ottimi risultati, è suo il terzo posto conseguito agli Europei di Bratislava due anni fa. Prossimo obiettivo, il titolo italiano in una nuova categoria. Disciplina dura e sacrificante, il body building in Italia non riesce ad avere gli spazi e la considerazione che invece raccoglie in tanti altri paesi, europei e non. Frutto di scelte sbagliate nel passato e di un approccio culturale da rivedere. Di seguito, le considerazioni di Alessio Carra sulla situazione del body building in Italia e sul suo futuro di atleta.

Alessio Carra, dieci anni fa la prima gara

Ho fatto la mia prima gara dieci anni fa – spiega il trentatreenne Alessio Carra, campione di body bulding nella categoria 76kg WBPF – Prima di allora mi ero dedicato ad altro, per quattordici anni avevo giocato a pallacanestro fino ad arrivare alla Serie D. Poi un infortunio e gli studi universitari mi hanno indotto ad abbandonarla. Durante la riabilitazione ho cominciato a praticare fitness. Da lì al body building il passo è stato breve”

Ottimi risultati, dietro tanti sacrifici

Gli ultimi anni mi hanno portato tante soddisfazioni – prosegue Alessio Carra – Dal primo e secondo posto ai Campionati Italiani 2016, nelle categorie 76 kg e 78 kg, al terzo posto ai Campionati Europei di Bratislava nel 2018 e al sesto posto ai Campionati Europei di Budapest nel 2019. Fino al settimo posto ottenuto ai Campionati Mondiali in Thailandia, sempre nello stesso anno. Dietro questi risultati, tanti sacrifici. Fare body building ad alti livelli è possibile solo se spinti da una enorme passione, in Italia gli atleti dediti a questa disciplina non sono molto considerati

La preparazione, durissima

Sveglia nelle primissime ore del giorno, allenamenti all’alba, alimentazione limitata e controllata. Questi sono i passaggi che un culturista deve rigorosamente rispettare se vuole ottenere buoni risultati. La preparazione ad una gara dura sei/sette mesi. Poi in mezz’ora ti giochi tutto. In quei mesi devi sempre incrociare l’allenamento con l’alimentazione, più ti avvicini alla gara più tagli gli alimenti. Passi anche tre giorni senza assumere carboidrati, solo verdure. Al quarto mese fai un bilancio della preparazione, se necessario apporti qualche leggera modifica nella programmazione alimentare. L’ultimo mese è il più duro, solo pollo e uova. E il consumo d’acqua è sempre più contenuto. Negli ultime tre giorni passi da 1,5lt al giorno ad un solo bicchiere nel giorno precedente alla gara

Body Building in Italia, gli errori del passato

Nonostante questo, il culturista in Italia gode immeritatamente di una cattiva fama – spiega amareggiato Alessio Carra – Dopo il boom degli anni ‘90, il body buiding ha subito un un crollo irrefrenabile. Le federazioni si sono divise, da Rimini Wellness il body building è sparito. In parte è anche colpa nostra, qualcuno, su sollecitazione di terze persone, ricorre a facili scorciatoie. Per trent’anni il body building è stato usato come espediente per testare le conseguenze della chimica su altri sport di maggior rilievo, innegabile la possibilità di verificare i limiti dell’essere umano. La conseguenza è lo scorso impatto mediatico della disciplina e il costante allontanamento delle persone dalla pratica, ma si può e si deve rimediare

Resilienza, insegnamento del body building

Dovremmo approfittare dei vantaggi che il body building offre in più rispetto alle altre discipline. Una cosa che il body building insegna è la resilienza, sportiva in primis. Ma anche nella vita. Paradossalmente l’esempio viene da chi culturista non è. Renato Gattuso ha saputo raggiungere l’obiettivo nel momento più importante della stagione con equilibrio e grande professionalità, nonostante le dolorosissimi vicissitudini familiari. Ci deve servire da esempio, dobbiamo andare oltre la creazione di un circuito anti-doping come Body Building Natural

Se non c’è benessere non c’è sport

E’ una questione culturale, indubbiamente. In Italia non c’è abbastanza attenzione per la cura del corpo, dovremmo imparare ad avere maggior rispetto per noi stessi. Perché se e non c’è benessere, non c’è sport. La gara non la fai sul palco, la fai con te stesso. Siamo ancora lontanissimi da paesi come gli Usa o, sembra strano ma è così, paesi come la Thailandia

Fuori dall’Italia il body building è sport a tutti gli effetti

All’estero esistono alberghi riservati agli atleti che hanno così l’opportunità di incontrarsi al di fuori delle gare, confrontarsi, scambiarsi opinioni. E’ una occasione straordinaria per una crescita reciproca. Durante il Mondiale in Thailandia ho soggiornato in un albergo con 10000 stanze, avevamo 14 piani adibiti esclusivamente a noi atleti. E ho imparato cose importanti da ragazzi di tutto il mondo, dal Laos al Sudafrica. Senza contare che gli investimenti all’estero sono considerevoli, ai Campionati Europei di Bratislava main sponsor era Bmw. E a quelli di Budapest era Volvo. Dati che parlano da soli, all’estero il body building è uno sport a tutti gli effetti

Alessio Carra, i progetti per il futuro

Nonostante ciò, il mio primo obiettivo rimangono i Campionati Italiani. E ho lanciato una nuova sfida a me stesso, passare dalla categoria 76kg a quella 78/82. Non sarà semplice, lo so. Quando cambi categoria cambiano i carichi di lavoro, dovrò inserire negli allenamenti alcune tecniche un po’ più pesanti. Ciò vuol dire fare anche due allenamenti al giorno con un lavoro più specifico per gli arti inferiori. Ma voglio fare bene, voglio vincere i Campionati Italiani nella nuova categoria

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