Sara Bertolasi:”Olimpiadi sogno irrinunciabile, nonostante gli infortuni”
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L’emergenza coronavirus prima e i ripetuti infortuni poi rischiano di comprometterne la partecipazione ai prossimi Campionati Europei in Polonia. Dal recente ritiro di Sabaudia con la Nazionale, trascorso più tra consulti medici che in confronti tecnici, non sono arrivati riscontri incoraggianti. A poco più di due mesi dall’impegno europeo, la canottiera azzurra Sara Bertolasi fa un bilancio della carriera. E ci racconta, con assoluta schiettezza, speranze e ambizioni per il suo futuro agonistico, in questo momento così incerto. Senza però dimenticare i sogni, perché nessuna medaglia europea o mondiale vale la partecipazione ad una Olimpiade.

Sara Bertolasi, la qualifica olimpica nel 2011 evento storico

Se dovessi fare oggi un bilancio della mia carriera – dichiara la canottiera azzurra Sara Bertolasi – direi che il primo tassello importante è stata la qualifica olimpica nel 2011 nel due senza. Un evento storico, era la prima volta che l’Italia si qualificava alle Olimpiadi in questa specialità nelle quale soltanto otto erano le nazioni ammesse. Nessuno credeva avemmo potuto farcela, la qualifica alle Olimpiadi di Londra rese tutto più speciale. La gara sul Lago Glad è stata forse la migliore della mia vita

Olimpiadi 2016, una diversa consapevolezza

Diverse furono le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Vi arrivai con una altra compagna di barca, in quel momento la nazionale femminile non andava bene. Ma alla Gara di Lucerna, l’ultima possibilità per accedere alla competizione Olimpica, ce l’abbiamo fatta. Una maggiore consapevolezza e una accresciuta esperienza mi hanno infatti permesso di affrontare le difficoltà iniziali. Sono riuscita a gestire meglio anche l’impatto mediatico dell’evento, sapevo già come comportarmi con giornalisti, sponsor e istituzioni locali

Il ritiro

Nella ultima e incredibile gara di quella Olimpiade, disputata con l’entusiasmo e l’impegno di sempre, qualcosa è scattato in me – ricorda Sara Bertolasi Avvertivo il bisogno di una vita e di un lavoro normale dopo un quadriennio ad alto livello che mi aveva logorato nel fisico e nella mente. Sempre sotto pressione, ogni giorno dovevo tirare fuori il meglio di te stessa. E mentre vogavo, mi rendevo conto che quella sarebbe stata la mia ultima gara da professionista

Istruttrice con la Canottieri Milano, a poco a poco si riaccende la fiamma

Era oltremodo impensabile che abbandonassi l’ambiente, ho così cominciato a fare l’istruttrice per conto di Canottieri San Cristoforo. Ho trascorso un anno con loro, poi la chiusura estiva della Società e la necessità di lavorare mi hanno spinto a rispondere all’invito della Canottieri Milano. Comunque non mi sono mai veramente fermata, anche se la preparazione vera è una altra cosa. E un po alla volta è riemersa la voglia di tornare a vogare, la fiamma della passione per le gare non era spenta. Questa volta con la Canottieri Milano, la Canottieri Lario, per la quale ero tesserata, aveva deciso di non avere più agonisti

Annata 2018, la più importante in assoluto

Tornata alle gare atleticamente fresca, con tanta voglia di ripartire e il sostegno delle persone intorno a me, ho disputato una annata strepitosa dal punto di vista sportivo. Frutto anche di una raggiunta maturità emotiva e mentale. La medaglia d’argento nella Coppa del Mondo di Linz, quella di bronzo al Campionato Europeo di Glascow e un quarto posto nel Campionato Mondiale di Plovdiv, sempre nel due senza, rendono l’annata 2018 la più importante in assoluto

Nessun risultato mondiale vale una Olimpiade

Successi importanti alle quali aggiungere le otto partecipazioni ai Campionati del Mondo. “Ma le Olimpiadi sono una altra cosa sottolinea Sara Bertolasi – La partecipazione olimpica è il mio sogno ricorrente. Da quando, diciannovenne, ho cominciato a vogare con la Canottieri Varese. Ci sono atleti che hanno vinto tanti Mondiali ma non hanno mai partecipato alle Olimpiadi, io non scambierei mai l’Olimpiade con nessun risultato mondiale. Se riuscissi a qualificarmi per le prossime Olimpiadi sarei la prima canottiera azzurra a partecipare a tre edizioni diverse

Perseguitata dagli infortuni

Un bel sogno che rischia di rimanere tale, gli infortuni mi perseguitano. Durante il lockdown ho cercato di recuperare la forma, per fortuna ho un punto di appoggio a Varese con una piccola palestra e l’accesso sul lago. Meglio di niente ma il programma della Federazione Canottaggio normalmente prevede due allenamenti al giorno tranne la domenica. Durante il lockdown, invece, gli allenamenti sono stati spesso autogestiti

Olimpiadi, sogno irrinunciabile

Speravo di poter riprendere la preparazione nel raduno con la Nazionale conclusosi pochi giorni ma più che confronti con i tecnici ho trascorso il tempo in consulti con i medici. Il Campionato Europeo in Polonia è alle porte, mancano poco più di due mesi, ma in questo momento non mi sento di fare previsioni sul mio recupero fisico. Figurarsi porsi obiettivi in questa situazione. Ma nulla è perduto – conclude Sara Bertolasiconto presto di ritornare in forma. La mia terza Olimpiade è un sogno al quale non voglio rinunciare

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