Annalisa Spadotto: “Anno strano, voglio comunque concludere bene la stagione”
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Annalisa Spadotto, ventiquattrenne velocista di Bracco Atletica. Società nella quale approda giovanissima, dopo un percorso che l’aveva portata a sperimentare altre discipline sportive. Non ultima la pallavolo, alla quale ha “rischiato” di dedicarsi. Ma l’atletica era nel suo destino. E con Bracco Atletica inizia un percorso che la porta in giro, per l’Italia e per il mondo, a competere in manifestazioni importanti. Nelle quali raccoglie medaglie e soddisfazioni, con la consapevolezza di essere cresciuta sotto ogni profilo. Grazie anche al supporto mai venuto meno della società, della quale ha sposato la mission. Portatrice di uno sport interamente al femminile, nella quale la donna può dire la propria nel mondo dello sport. Come nell’ultimo Meeting Bracco, al quale Annalisa Spadotto ha partecipato con la voglia di riprendere quelle sensazioni positive che sono necessarie per concludere bene la stagione, dopo un anno condizionato dalla emergenza coronavirus. Di seguito, l’intervista.

Annalisa Spadotto, l’atletica nel suo destino

E’ partito tutto con un corso pomeridiano scolastico quando frequentavo le scuole medie – ricorda la velocista Annalisa Spadotto – Era un gioco ma già cominciavo ad avvertire la voglia di competere. In quei tre anni ho sempre vinto Il ragazzo e la ragazza più veloci di Milano nella mia categoria. Il primo segnale di quello che sarebbe stato il mio percorso futuro” Non solo atletica, nel suo percorso. “Lo sport mi ha sempre accompagnato, dai 6 ai 13 anni ho praticato nuoto, sci, ginnastica ritmica e artistica, addirittura rugby. Poi, per un certo periodo, in parallelo pallavolo e atletica. Chissà, se fossi stata più alta avrei magari scelto una altra strada. Ma evidentemente era scritto che il mio futuro sportivo fosse nella atletica

Bracco Atletica, missione al femminile

Dopo un iniziale periodo in Riccardi Camelot Young sono passata in Bracco Atletica. Con Bracco Atletica sono cresciuta, con tutti si è sviluppato un ottimo rapporto. E’ bello vedere come si riesce a portare avanti un progetto, tutti insieme. E ho trovato una famiglia, merito del presidente Franco Angelotti. Si vede che ci tiene, ci mette tutto se stesso per sostenere la squadra. Crede molto nel valore della donna forte che può raggiungere i propri obiettivi. L’ultima edizione del Trofeo Bracco ne è stata l’ulteriore dimostrazione. Con la realizzazione di un meeting tutto al femminile, ha dato a noi ragazze la possibilità di dire la nostra nel mondo dello sport. Ne sono uscita arricchita”

Cambio di mentalità, la società è vicina

L’arrivo in Bracco Atletica sottolinea la velocista – ha comunque comportato un cambio di visione. Ho respirato subito un’aria più competitiva, ho avuto la possibilità di vedere il mondo dei più grandi. E l’impegno inevitabilmente è cambiato, in questo passaggio la società mi è stata sempre molto vicina. Il suo supporto non è mai venuto meno. E velocemente sono entrata nel giro della squadra assoluta della Bracco Atletica, da quel momento ho cominciato a partecipare alle gare che contano” E con esso l’incontro di Annalisa Spadotto con il mondo professionistico ad alto livello.

Mondiali Under18, la leggerezza della vittoria

Il primo mondiale non si dimentica mai. Era la prima volta che mi confrontavo con atleti fortemente orientati al professionismo. Come Erica Furlani che da lì ha lanciato la sua carriera. Quei Campionati Mondiali Under18 in Ucraina, sette anni fa, sono stati una bellissima esperienza. Il ricordo più forte, la spensieratezza con la quale ho potuto affrontare quella gara. E che mi ha consentito di vincere una batteria che non mi sarei mai aspettata di vincere. Vi partecipavano atlete più forti o più accreditate di me ma ho vissuto quei momenti con una leggerezza che non avrei mai più provato in altre occasioni

Mondiali 2014, si fa sul serio

Dei Campionati Mondiali Under20 disputati negli Usa nel 2014, invece, mi porto dietro l’incredibile atmosfera. Da come percepivano l’atletica alla imponenza e magnificenza dello stadio che trasmetteva grande professionalità. Come molto professionale era l’atteggiamento dei tanti atleti impegnati. Essere arrivati lì due settimane prima dell’inizio della competizione era la dimostrazione che si faceva sul serio. Purtroppo ho il rammarico di non aver gestito al meglio la mia batteria nei 200 metri. Sarebbe stato bello vivere quella esperienza un po’ più da protagonista”

Rieti 2016, la consapevolezza di essere cresciuta

Dopo una altra esperienza internazionale ai Campionati Europei 2015 in Estonia, arrivano le prime soddisfazioni a livello nazionale. “Al Campionato Italiano Under23 nel 2016, è andata molto bene ma in finale avrei potuto fare meglio – rammenta Annalisa Spadotto– Ai successivi Campionati Italiani Assoluti 2016 a Rieti ho partecipato con un atteggiamento diverso, più combattivo ma anche più sereno. E così nella mia prima finale assoluta nei 200 metri ho fatto il mio personale nei 200 metri, 23.80 correndo in prima corsia. Non solo, al termine della gara, il mio allenatore Alessio Conti mi ha spedito a gareggiare nella 4×400. Insieme alle mie compagne, Giancarla Trevisan, Giulia Alberti e Marta Maffioletti abbiamo conquistato la medaglia d’argento. Una giornata veramente speciale, nacque in me la consapevolezza di essere cresciuta

Bronzo agli Assoluti 2019, la medaglia più sentita

La medaglia d’oro nei 200 metri al Campionato Italiano Individuale Under23 a Firenze è senz’altro un risultato da ricordare ma quella alla quale sono più affezionata è senza dubbio la medaglia di bronzo conquistata nel Campionato Italiano Assoluto 2019. Arrivata dopo un anno difficile nel corso del quale la riabilitazione mi aveva costretta ad un duro lavoro su alcune parti del corpo che dovevano essere rinforzate. Quella vittoria ottenuta con una concentrazione mai venuta durante la gara è stata una liberazione”

Anno strano, obiettivo concludere bene la stagione

Non è stato facile ripartire dopo un anno così strano, il primo obiettivo era riuscire ad allenarmi bene e riprendere le sensazioni positive. Per fortuna sono arrivate prime del previsto, dopo un primo mese di riassestamento. Non so cosa mi riserverà la prossima stagione, unica cosa certa è che voglio concludere bene questa stagione insieme a Bracco Atletica. Nel frattempo ho cominciato a lavorare, è ora di pensare ad un futuro oltre l’atletica. Ma per il momento non ho nessuna intenzione di smettere. Anzi, vorrei poter conciliare entrambe le cose. Con un lavoro part-time potrei dedicare metà della mia giornata agli allenamenti. Sono convinta – conclude Annalisa Spadotto – che nel mio futuro di atleta ci sia ancora spazio per nuovi traguardi

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