Lisa Trapanese: “Campionati Universitari, la medaglia d’oro deve essere mia”
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Lisa Trapanese, giovane pugile milanese in ascesa. Classe 1997, da cinque anni nel mondo del pugilato. Dai primi incontri a livello regionale quattro anni fa alla medaglia d’argento ai Campionati Nazionali Universitari 2019. Una media di 12/15 incontri annuali, combattimenti disputati con tutte le più forti in Italia. Sconfitta da Irma Besta, atleta della squadra Nazionale, solo ai punti. Dopo la pausa forzata per via del lockdown, punta alla medaglia d’oro ai prossimi Campionati Nazionali Universitari. In attesa di arrivare presto professionista, suo grande sogno. Ad assisterla in questo percorso, l’ex pugile dilettante Mario Bambini. Cresciuto giovanissimo sotto la sapiente guida del M° Gianfranco Manfrini alla Palestra Doria insieme a campioni come Rocky Mattioli, oggi è egli stesso maestro di pugilato alla Prevenzione&Salute di Milano. Ma, come lui stesso dice, soprattutto un educatore. Perché prima dell’atleta, c’è la persona.

Lisa Trapanese, a 18 anni l’incontro con la boxe

Nonostante sia sempre stata sempre molto affascinata dalla boxe – racconta Lisa Trapanese – ho cominciato abbastanza tardi. Avevo circa 18 anni quando sono entrata per la prima volta in palestra, subito colpita da quell’odore caratteristico, un misto tra sudore e puzza dei guantoni. Dopo un anno già disputavo i primi incontri. Tra emozioni, ansia e paura sono cresciuta, incontro dopo incontro il pugilato mi ha aiutato a superare le mie timidezze. Ho imparato a non scoraggiarmi di fronte alle difficoltà, quando sei sul ring le devi affrontare da sola

Tra un torneo e l’altro, cresce la convinzione

Dopo i primi tornei, ho partecipato due volte ai Campionati Nazionali Universitari. Alla mia prima partecipazione, nel 2018, ho incontrato Martina Mussari. La convinzione che fosse più forte di me però mi ha frenata. Un errore che non ho più fatto nei tornei successivi, se lo fai hai già perso. Diverso è stato infatti l’approccio nella edizione successiva. A livello tecnico abbiamo fatto tante passate con i colpitori, tanto fiato, tanti guanti anche con ragazze di altre palestre. Ma soprattutto mi sono preparata mentalmente per salire sul ring libera da pensieri

Pugilato, prima dell’atleta c’è la persona

La prima cosa che fai con un ragazzo o una ragazza che entra in palestra – afferma Mario Bambini, coach di Lisa Trapanese ed ex pugile dilettante sotto la guida di Gianfranco Manfrini– è infondergli sicurezza perché accresca la sua autostima. Ho iniziato ad insegnare pugilato nel 1995, fino a fare diventare l’insegnamento la mia professione. Da allora ho visto tanti ragazzi entrare in palestra insicuri, taciturni, con gli occhi bassi. Ogni tua chiamata veniva interpretata come una ammonizione. Il percorso che fai con loro è quindi costruirgli un percorso di crescita nel quale il pugilato diventa lo strumento attraverso il quale confrontarsi, con gli altri e con se stessi. La nostra è una missione, prima che maestri di pugilato siamo innanzitutto educatori. Un dovere, perché prima dell’atleta c’è la persona

Ad ogni pugile il suo stile

Il pugilato in questo senso aiuta tantissimo, si aprono nuovi confini. Attivarsi in questa disciplina migliora tanti aspetti ma per ottenere buoni risultati dal pugile gli devi ricavare addosso il pugilato più congegnale. Devi osservarne le caratteristiche fisiche, la morfologia, vedere come si muove. E’ sulle altezze che devi costruire il pugile Il brevilineo non lo vedrai mai lottare in linea come uno schermidore, ha una boxe da fighter alla Rocky Marciano o Mike Tyson. Lavora molto con il tronco per arrivare a corta distanza e sferrare i suoi colpi

Lisa, fighter con uno stile da professionista

Personalmente – conferma Lisa Trapanese – sono una fighter. A livello dilettantistico questo modo di combattere non è molto premiato, il mio è uno stile più adatto al professionismo. Uno stile che però mi ha permesso di conseguire in questi cinque anni buoni risultati e ben comportarmi con atlete più quotate di me. Come Concetta Marchese che ho incontrato al Guanto d’Oro 2019. L’anno scorso ho anche incontrato Irma Testa al Torneo a squadre di Pompei. Ovviamente il livello di esperienza non era lo stesso. Ma non mi sono fatta scoraggiare dal nome che avevo davanti e ho dato tutta me stessa. Lei è molto più alta di me, ho accorciato le distanze e ho lavorato con i ganci. Mi sono davvero divertita molto, sono riuscita ad esprimere me stessa. E’ stato bello, anche se ho perso ai punti

Professionismo, il grande sogno

Lisa porta meno colpi rispetto a quanto fanno solitamente i dilettanti ma tutti ben assestati – spiega Mario Bambini – Uno stile che nel professionismo sarebbe tutto a suo vantaggio. Vissia Trovato, che ha la stessa boxe di Lisa, una volta passata al professionismo è diventata campionessa mondiale” Un passaggio, quello al mondo professionistico, che non tarderà ad arrivare. Passare al professionismo è il mio grande sogno

Pugilato femminile, nulla da invidiare a quello maschile

Pugilato femminile sempre più competitivo, praticamente azzerata la distanza dagli uomini. “Ad oggi il movimento pugilistico femminile è migliore di quello maschile, almeno per dedizione – sottolinea Mario Bambini – Le ragazze sanno mettersi in gioco. Sono serie, hanno continuità. Non saltano mai gli allenamenti e non hanno l’ansia da prestazione che tormenta i ragazzi. Il pugilato espresso da atlete come Irma Testa, Angela Carini, Roberta Bonatti, Roberta Mostarda non ha niente da invidiare a quello maschile. E quando Lisa Trapanese avrà raggiunto la piena consapevolezza delle sue capacità, niente e nessuno potrà fermare la sua ascesa nel mondo pugilistico professionistico

Campionati Nazionali Universitari, caccia alla medaglia d’oro

Devo lavorare ancora sull’aspetto motivazionale – puntualizza Lisa Trapanese – Nel professionismo dal punto fisico cambia tutto, ci sono molti più round, ci vogliono molti più allenamenti e sul ring serve molta più resistenza. Ma tra due-tre anni sarò pronta. Per ora mi concentro sulla prossima edizione dei Campionati Nazionali Universitari. Quest’anno è saltato per via dell’emergenza coronavirus ma non è saltata la sfida con Elisa Papa. L’anno scorso ho vinto la medaglia d’argento, la prossima volta devo strappare la medaglia d’oro

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