Milan-Bologna 2-0: commento, tabellino, pagelle
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Milan-Bologna, tutte le prime volte di Ibra. Nuovamente, come se quella carta d’identità, così ingombrante ma solo per chi la vuole prendere in considerazione, non esistesse. D’altronde il calcio di oggi ci ha abituati a fenomeni dai piedi sopraffini e dal fisico d’acciaio: da Cristiano Ronaldo a Messi, fino a lui, Ibrahimovic. Che dopo il gol d’apertura nel match di Europa League allo Shamrock Rovers, si è ripetuto anche stasera, con la rete che ha sbloccato il match contro il Bologna e il rigore per il 2-0 finale.

Milan-Bologna 2-0, la decide Ibrahimovic

Una zuccata di testa, su cross teso e preciso di Theo Hernandez. Un penalty trasformato con una saetta sotto il sette, con la freddezza del grande campione. Tanto basta per superare il Bologna e per ribadire che questo Milan è in salute fintanto che il suo attaccante principe si mantiene su livelli eccelsi. Un campione che prosegue nelle sue “nuove prime”: come gli applausi scroscianti dei mille tifosi presenti a San Siro, molti dei quali medici ed infermieri ancora oggi impegnati in prima linea contro il covid. Rivolti sempre a lui, Ibrahimovic, autore di una serpentina di alta classe ai danni di Tomyiasu dopo 12’ di gioco. Sempre lui protagonista, Zlatan, visto che i suoi compagni non centrano il bersaglio a più riprese: nella prima frazione si contano occasioni per Calhanoglu, Gabbia e Bennacer. Risultato: zero gol. Ed ecco il gigante svedese scende nell’arena, si carica sulle spalle il Diavolo e lo conduce al suo primo successo in campionato: Milan-Bologna 2-0, basta così per ora. Vincere aiuta sempre, questo è fuori discussione.

Un Milan che non perde dall’8 marzo

E il Milan spera di proseguire nella sua striscia ininterrotta ormai da quel fatidico 8 marzo, Milan-Genoa 1-2. Ultima sfida prima del lockdown, una vita fa. L’uomo delle primizie, Ibrahimovic. Che per la prima volta in carriera ha realizzato più di un gol nella sua gara di debutto stagionale in Serie A; e che è stato capace, paradossalmente, anche di prendersi gli applausi di San Siro di fronte ad un grossolano errore, come quel contropiede non sfruttato a tu per tu con Skorupski. Un gol che avrebbe chiuso la gara e che invece ha tenuto vivo il Bologna, fermato solo da Donnarumma (decisivo il suo intervento su Skov Olsen) e dal palo (Santander).

Ora sotto con il Bodo Glimt

Tempo per lustrare la lampada del genio Ibra non ce n’è, tra meno di 48 ore sarà di nuovo battaglia: dopo Milan-Bologna, a San Siro arrivano i norvegesi del Bodo Glimt per il turno preliminare di Europa League. Vincere sarebbe il viatico ideale per la sfida di domenica a Crotone e soprattutto quel nuovo, si spera, playoff di Europa League per accedere ai gironi in programma l’1 ottobre. Dove, magari, Ibrahimovic potrebbe segnare il suo primo gol al Rio Ave o al Besiktas: per una nuova prima volta. A 39 anni suonati.

Milan-Bologna 2-0, le pagelle

DONNARUMMA SV. Un tiro senza velleità di Dominguez nel primo tempo, poi dopo un’ora di sonno il miracolo sulla conclusione di Skov Olsen. Sempre attento.

CALABRIA 7. Chiude tutto quello che si può; manca in fase offensiva nel primo tempo, si lancia nella ripresa a grandi falcate.

KJAER 7. Non sbaglia una chiusura, annulla a turno Soriano, Palacio e compagnia bella. Aspettando Romagnoli, è il leader della difesa.

GABBIA 6,5. Sa di essere l’anello debole della difesa e si appoggia molto ai compagni, Donnarumma compreso. Va vicino al gol, forse sarebbe stato eccessivo.

THEO HERNANDEZ 6,5. Meno frizzante del solito ma comunque ficcante. Assist al bacio per la prima rete di Ibrahimovic.

KESSIE 6. A volte sembra dormire in piedi, altre una forza della natura. Fortuna sua che Bennacer è in stato di grazia.

BENNACER 6,5. Inizio da brivido con un errore in uscita, rischia troppo ma ha una capacità incredibile di indurre l’avversario all’errore.

CASTILLEJO 5,5. Troppo discontinuo, spesso fuori dal gioco. Non sta bene e si vede, esce a fine primo tempo per infortunio.

CALHANOGLU 6,5. Per una sera non offre assist a Ibra, ma perché lo svedese non concretizza un contropiede al bacio. C’è sempre nel cuore della manovra rossonera.

REBIC 6. Ha tanto spazio a disposizione ma spesso non viene assecondato dai compagni. Con Theo Hernandez forma una coppia di pregevole fattura e talento cristallino. 

IBRAHIMOVIC 8. C’è poco da dire quando realizzi una doppietta, sei il fulcro del gioco e l’anima di questa squadra, rientri per allontanare sui calci piazzati e offri assist a ripetizione. Imprescindibile.  

Saelemaekers 6,5. Entra subito bene in campo e offre maggiore vivacità alla manovra; sfiora il gol, offre tanto dinamismo e voglia di fare.

Brahim Diaz 6. Venti minuti per mettere benzina nelle gambe ed esordire a San Siro. Il suo momento arriverà.

Duarte 6. Un ritorno importante, perché offre a Pioli maggiori alternative al centro della difesa.

Tonali SV. Un quarto d’ora per assaporare, tra gli applausi, il manto erboso di San Siro. Anche per lui, arriverà il momento di una maglia da titolare. 

All. PIOLI 7. Quando hai un Ibra così è sicuramente tutto più facile, ma la verità è che il tecnico ha organizzato una squadra vera e, ad oggi, perfetta. Sempre che il mercato non gli regali qualche altro campione.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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