Ivana Di Martino: “Dopo il record, penso di fare una maratona”
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Mai ferma, perché correre è la risposta. La risposta alle diverse situazioni che la vita propone, giorno dopo giorno. Non sempre entusiasmanti, come i lunghi mesi di lockdown al quale siamo stati costretti dall’emergenza Covid19. E al quale ha risposto con spirito positivo, come nelle sue abitudini. Dalle ore passate a studiare e elaborare nuove idee per il suo lavoro ai chilometri percorsi nel vialetto dei box sottocasa a scopo benefico per una nota struttura ospedaliera di Milano, agli allenamenti fatti utilizzando le rampe delle scale del condominio. Fino a stabilire il nuovo record, precedentemente detenuto da Paola Zaghi, nella Stelvio Running con la quale ha scalato i 21 km che da Bormio l’hanno portata sulla vetta dello Stelvio. Ma correre è la risposta, appunto. A una settimana di distanza dalla sua ultima impresa sportiva, Ivana di Martino svela ambizioni e aspettative per i mesi futuri.

Ivana Di Martino, corsa e solidarietà ai tempi del coronavirus

Anche se il lockdown ha cambiato le prospettive, in realtà non mi sono mai fermata – afferma l’ ultrarunner Ivana Di Martino – Odio tutto quanto è restrizione e mi costringe a stare in un luogo chiuso. E quando, nei mesi scorsi, è stato vietato di andare nei parchi mi sono inventata la 50 Km Challenge. Esattamente cinquanta giorni dopo la prima chiusura, il 13 aprile, ho percorso 290 giri nel vialetto dei box sotto casa. Una iniziativa svolta a scopo benefico con la quale ho raccolto, grazie a RetedelDono.it, 3000€ che ho donato al Policlinico di Milano. Un contributo a chi era in prima linea nella lotta al coronavirus

Motivazioni sempre alte

La 50 Km Challenge – prosegue Ivana – mi ha permesso di mantenere alte le motivazioni in una stagione che ha visto cancellare in un solo colpo tutta la mia agenda da atleta. Dovevo correre la Stramilano, la 100 km del Passatore, le Maratone di Valencia e di Berlino. Gare cancellate per via dell’emergenza sanitaria. Tutto ciò mi ha costretto ad affrontare gli obiettivi giorno per giorno. E giorno per giorno mi sono preparata, tra esercizi in casa e allenamenti nei 173 metri che separano le due curve del vialetto dei box. E ho pensato di condividere questa esperienza, ho invitato tutti coloro che mi conoscono ad inventare la propria 50 Km Challenge con ciò che desideravano”

Stelvio, pensiero ricorrente

Sono abituata a cercare il lato positivo in ogni cosa, ho voluto fare diventare il lockdown, al di là di tutto, una opportunità. Ne ho approfittato per stare di più con la mia famiglia, creare cose nuove per il lavoro, realizzare webinar, anche gratuiti, nei quali ho parlato di resilienza. E con il tanto tempo a disposizione sono arrivata a leggere trenta libri! Ma il pensiero di tornare a correre non mi ha mai abbandonato e nel momento in cui è stata data la possibilità di allenarsi all’aperto mi sono immediatamente buttata in una nuova sfida. Lo Stelvio mi chiamava, solo una frana mi aveva impedito di portare a termine un anno fa Run Everesting”

Nuovo tentativo per Ivana, una fatica ricompensata

Quale migliore occasione per riprovare l’impresa se non la ripresa dopo la forzata sosta dalle gare? “Lo Stelvio è una meta tra le più difficili per i runner, impegnativo per i suoi 1650 metri di dislivello e salite con pendenze che variano dall’8% al 14%. Senza poi contare l’aria rarefatta che ti costringe ad uno sforzo fisico non indifferente. Ma mi ero allenata tutta l’estate, mi sentivo pronta per i 21 km della Stelvio Running. Non nascondo di aver avuto qualche difficoltà negli ultimi chilometri, la mancanza di ossigeno affatica la muscolatura e ti costringe a rallentare. Sono comunque riuscita a gestire bene la fatica. Con piccoli passi ben cadenzati ed un maggior movimento delle braccia sono arrivata in vetta. A pensarci, ho corso alla media di sei minuti a km. Un ritmo che pagherei per avere in pianura

La dedica alla mamma, mental coach inconsapevole

A distanza di una settimana rimangono le soddisfazioni per il grande risultato, ma non solo. “Il record realizzato mi gratifica. E non potrebbe essere diversamente, è stata la dimostrazione che se insegui un sogno lo realizzi. Ma c’è altro – ricorda emozionata Ivana Di Martino – Ho provato sensazioni fortissime per gli scenari dalla bellezza indescrivibile che mi hanno accompagnato fino ad un passo dal cielo. E’ come se mi fossi ricongiunta di nuovo a mia mamma. La sua recente scomparsa non cancella ne mai potrà cancellare i suoi insegnamenti. Se sono quello che sono e faccio quello che faccio, lo devo a lei. Credeva molto in tutto ciò che facevo, mi ha sempre sostenuto. E’ stata il mio mental coach, senza sapere di esserlo

Emotività e istinto

La corsa è parte di mesottolinea Ivana – Sin da quando ho cominciato ad 11 anni incoraggiata da mio fratello che già correva ed aveva bisogno di un atleta per completare il suo team. E i dieci anni anni trascorsi nella Forti e Liberi 1878 di Monza, la mia città natale, a contatto con atleti professionisti ha accresciuto il mio spirito competitivo. Uno spirito che mi ha condotto negli anni verso imprese sportive che ogni volta mi hanno messo a confronto con me stessa e con le mie emozioni. E’ così, sono emotiva ed istintiva. Ma mi piace condividere, da qui gli speech motivazionali per i ragazzi delle scuole e la più recente esperienza radiofonica con un programma dedicato al running”

Nuove sfide in arrivo, per Ivana correre è la risposta

E poiché la corsa mi accompagna da sempre in tutti i momenti della mia vita ne ho fatto l’elemento di narrazione in un mio libro, pubblicato due anni fa. Nel quale mi sono messa a nudo e ho avuto occasione di rimarcare quanto correre sia la risposta alle vicissitudini che la vita ci riserva. Anche se sono contenta di quanto ho realizzato la settimana scorsa, sento che vorrei fare ancora qualcosa prima che l’anno si concluda. Mi piacerebbe correre una maratona, quelle di Ravenna e Venezia non le hanno ancora spostate. E mi piacerebbe fare qualcosa in Europa, cosa che avrei fatto già se non ci fosse stato il lockdown” Ivana Di Martino, sempre di corsa. Perché correre è la risposta.

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