Milano Internazionale, Gabriele Castelli e il suo museo rossonerazzurro
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Calcisticamente, Milano si divide tra rossoneri e nerazzurri ma c’è un posto, oltre ovviamente a San Siro, che unisce i tifosi di entrambe le fedi, nel segno del ricordo. Gabriele Castelli nella sua stanza museo denominata “Milano Internazionale” ha raccolto cimeli d’epoca sia sul Milan che sull’Inter. Come documentato sulla pagina facebook, si trovano maglie, medaglie, coppe e materiale cartaceo di tutti i tipi.

Le parole di Gabriele Castelli

“Diciamo che è iniziato tutto nel 2010. Ero già un collezionista di figurine e di album, ma avevo già qualcosa a livello di oggetti. Andai alla mostra su Herrera e Rocco a Palazzo Reale e decisi di organizzarmi per una sorte di museo tutto mio, non monotematico su una delle due squadre di Milano o su un genere in particolare ma a tutto tondo. Piano piano la mia collezione si è ampliata, partecipando ad aste ma anche con l’aiuto di qualche figlio di dirigenti ed ex giocatori, visto che solo chi ci ha lavorato può avere certi pezzi”.

Milano Internazionale

“In questi anni ho trovato più pezzi dell’Inter, anche se confermo di essere milanista. Tra questi il pezzo col valore più importante, a livello simbolico ma anche economico, è una medaglia del primo scudetto del 1910. Credo ne esista ancora soltanto un’altra. Per quanto riguarda il Milan invece segnalo i cimeli di Pivatelli della finale di Coppa dei Campioni del 1963. Non ho molto di questi ultimi anni, ma non lo certo nemmeno. Diciamo che mi fermo alle presidenze di Berlusconi e Moratti”.

Tra passato e futuro

“La mia è pura passione. Ho fatto mostre gratuite autofinanziandomi ma il mio sogno è quello di avere uno spazio adeguato a Milano per mettere tutto questo a disposizione di tutti. C’era in ballo qualcosa ma è saltato a causa del Coronavirus, vedremo l’anno prossimo. Intanto ho cambiato casa e in quella nuova ho una vera e propria sala museo, per avere così tutto a disposizione e non negli scatoloni. Io non voglio nascondermi e tenere per me i cimeli come fanno molti. Spero appunto di riuscire a mettere tutto in visione gratuita in uno spazio del Comune. Se non dovessi riuscirci, ho due figli ancora piccoli che magari in un futuro potrebbero creare un locale privato in cui esporre”.



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