Milano Quanta, parla Belcastro: “Da Bolzano a Milano, ogni settimana! Sognando la Stella…”
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Brajan Belcastro, per tutti semplicemente BB, è una delle colonne portanti dell’Hockey Club Milano Quanta. Da ben sei stagioni consecutive, infatti, il bolzanino veste con orgoglio la maglia rossoblu che in questi anni gli ha regalato tante gioie. “Ogni volta che la indosso è sempre la stessa emozione” commenta “la voglia di giocare bene e portare in alto questi colori prevale su tutto”. (foto Semino)

Brajan Belcastro, una vita da pendolare

Oltre alle trasferte per le partite ci sono i molti km macinati per andare a fare gli allenamenti. Lo sa bene Brajan che ogni settimana fa la spola tra Bolzano e Milano. Come si concilia la vita di atleta con quella privata? Tutto è organizzato nei minimi dettagli, come racconta BB: “La giornata comincia presto. Dopo aver accompagnato i bimbi a scuola alle 7.30 sono già in ufficio, alle 16 stacco corro a casa a recuperare il borsone e si parte alla volta di Milano, con un po’ di tappe lungo il percorso”. Sì perchè Brajan è in buona compagnia, oltre a lui infatti c’è l’amico storico Comencini, che si fa trovare a Egna. A Sirmione c’è il pit-stop per recuperare il gruppo dei veneti, capitanati da coach Luca Rigoni, e si riparte alla volta di Milano. Una volta terminati gli allenamenti si torna a casa, non prima dell’1 di notte.

Dal ghiaccio all’inline, da Caldaro al Milano Quanta

Dopo aver provato l’ebrezza delle lame sotto i piedi, alla tenera età di 2 anni, è stato tutto un crescendo che ha portato Belcastro a giocare a hockey ghiaccio a Laives, sua città natale, passando poi per Bolzano, Merano e Caldaro. Ma l’impegno sul ghiaccio portava Brajan lontano da casa 6 giorni su 7, da qui l’idea di passare all’inline, nel 2013, proprio nel Milano Quanta. Dopo solo una stagione però Belcastro saluta i rinoceronti, direzione Verona, una scelta dettata da motivi familiari. “Nel 2014, quando sono nati i gemelli, Nora e Adam, ho preferito avvicinarmi a casa per stare più vicino a mia moglie Alice. Sapevo sarei tornato a Milano, è stato solo un arrivederci. E così è stato, appena un anno dopo Brajan torna infatti a vestire la maglia rossoblu.

foto Semino

Milano Quanta è casa

Ogni anno la tentazione di lasciare è tanta eppure ogni anno Brajan Belcastro ci ripensa e continua a vestire i colori rossoblu perchè “il Milano Quanta per me è casa. Qui ho degli amici prima ancora che compagni e con loro spero di vincere il decimo scudetto e cucire sul petto la stella”. Gli aneddoti e gli episodi curiosi su questi anni sono molteplici, tra tutti ce n’è uno che riaffiora ed è legato al patron Umberto Quintavalle e al suo rituale della domenica mattina con Belcastro: “Ogni domenica Umberto mi chiamava per parlare della partita della sera prima, a volte anche rimproverandomi. Era un momento tutto nostro, mi manca”.

Tra gesti scaramantici e dediche speciali

Quando le cose vanno bene l’attaccante bolzanino cerca sempre di ripetere gli stessi gesti quando invece qualcosa è andato storto in partita bisogna cambiare, a partire dalla maglia di rappresentanza. Ci sono poi i gesti a metà tra lo scaramantico e l’affettuoso che Brajan fa con il primogenito Liam prima di uscire di casa; è a lui che va il primo pensiero quando segna: “Quando faccio gol, anche se non succede spesso (ride, ndA), faccio con la mano la ‘L’ di Liam, so che mi segue sempre da casa”. Un ringraziamento doveroso va alla moglie e ai tre figli sempre presenti, anche a distanza: “Sono la mia forza. Grazie anche ai miei genitori e ai miei suoceri che ci danno una mano a gestire la routine”.

Come vedi questa stagione per l’hockey inline e il Milano Quanta?

Sono favorevole alla nuova formula con i turni infrasettimanali, ci consente di giocare ogni 2/3 giorni e la partita è il momento più bello per un’atleta. Per quanto riguarda Milano c’è stato l’arrivo di due di innesti validi e giovani, Battistella e Spimpolo, una scelta fatta soprattutto in prospettiva futura. Come sempre non partiamo da favoriti ma questo è uno stimolo in più per dimostrare quello che valiamo. Puntiamo alla decima stella e faremo di tutto per raggiungere questo obiettivo”. Sul futuro non ha dubbi, quando smetterà di giocare si dedicherà alla famiglia “Quando appenderò i pattini al chiodo sarà per fare il papà a tutto tondo”.

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