Trevisan: “Se non mi fossi fermata non sarei arrivata dove sono”
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Martina Trevisan è stata la vera vincitrice dell’ultimo Roland Garros. La toscana, proveniente dalla qualificazione, è arrivata fino ai quarti di finale , arrendendosi solo alla polacca Iga Swiatek, trionfatrice dello Slam parigino. A Milano, nello showroom di via Lodovico il Moro 25 di Le Coq Sportif, suo sponsor, Martina ne ha parlato ai microfoni di MilanoSportiva.

Le parole di Martina Trevisan

“Partita dopo partita, arrivata ai quarti di finale non mi sono accontentata e ho cercato di non sentirmi appagata. Effettivamente però la Swiatek è stata più brava e ha concesso pochi game a chiunque. Quando ho smesso, non ci pensavo nimimamente, non avevo più contatti col mondo tennistico. Avevo solo l’obiettivo e il piacere di riprendere in mano la mia vita. Con il tempo, ho capito che potevo riprendere a giocare e il mio obiettivo era rientrare in Top 100”. Obiettivo raggiunto.

La malattia

“Se non mi fossi fermata non sarei arrivata qui adesso. Avevo un disturbo alimentare, non mi piaceva niente di me. E’ un meccanismo che ti entra in testa: più ti vedi magra e più ti senti forte. E’ un controsenso ma è così. Non è che ora è tutto bello, i momenti brutti e i pianti ci sono e ce ne saranno ma passare un periodo di sofferenza simile ti fa capire come andare avanti. Mi farò trovare pronta sia nel momento delle vittorie che delle sconfitte.

Modelli

“Per me è sempre stata fonte di ispirazione Flavia Pennetta, per quello che si è dimostrata in campo, col trionfo agli Us Open. In campo maschile, Nole Djokovic è fortissimo ma io preferisco Nadal e Federer”.

Coronavirus

“All’inizio il lockdown ci ha fatto anche riposare ma è ovvio che poi ci siamo preoccupati per quello che stava succedendo. Mi sono allenata tutti i giorni a casa in una minipalestrina e poi da maggio ho ripreso a giocare. Possiamo farci ben poco, ho cercato di prendere questo periodo nel migliore dei modi per me. I tornei ora sono un’altra cosa, si sta per conto proprio e c’è sempre l’ansia dei controlli che ti possono estromettere da un momento all’altro da un torneo”.

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