Lara Cecchetti: “Quando serve tiro fuori i denti. Soldi è come il quinto nonno”
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Sono più tranquilla di mia sorella e mia cugina. Ma quando serve tiro fuori i denti”. Parola di Lara Cecchetti giocatrice del Bollate Softball campione d’Italia. Le parole di Lara si riferiscono a Greta ed Elisa, rispettivamente sorella e cugina, ed entrambe giocatrici del Bollate. In questi giorni di ritiro con la nazionale italiana di softball a Pescara (dal 12 al 18 ottobre), Lara Cecchetti si racconta pochi giorni dopo il titolo. Lo fa in modo schietto e autentico.

Lei, sua sorella Greta e sua cugina Elisa giocate tutte tre nel Bollate Softball. Sembrate molto affiatate. Com’è il rapporto tra voi?

“Da sempre tutte e tre andiamo d’accordo. Anche se giochiamo in ruoli differenti in campo siamo unite. E lo siamo anche al di fuori. Mia sorella (Greta), che di ruolo è lanciatore, è molto determinata. Mia cugina Elisa, che fa il ricevitore è aggressiva e molto combattente. Io, invece, gioco in seconda interbase e sono una ragazza tranquilla. Ma quando serve tiro fuori i denti”.

Lara, lei ha fatto tutta la trafila con il Bollate. Cosa vuol dire ‘essere Bollate’?

“Il Bollate è come seconda famiglia. A 7 anni ho iniziato ad allenarmi con il Bollate e non ho più smesso. Guido Soldi, il mio allenatore è come un quinto nonno. Ci ha cresciute ed educate. Tutte ringraziamo il Bollate per le opportunità che ci ha dato. Dobbiamo tanto a questa società”.

Dopo due sconfitte consecutive in altrettante finali è arrivato lo scudetto numero 13…

“Era dal 2005, quindi 15 anni che non vincevamo il titolo. In questi ultimi anni ci siamo sempre arrivate vicino e per un soffio è stato perso. Vincere quest’anno ha un valore unico, è una soddisfazione personale straordinaria. Dopo tante sconfitte è stata una liberazione la conquista del titolo. E’ stato come tornare al passato. Ora abbiamo rotto il ghiaccio, speriamo di continuare”.

Ci parli della stagione conclusa, un’annata difficile….

“Di solito iniziamo la stagione a marzo. Quest’anno, invece, abbiamo cominciato a giugno. Anche se inizialmente non sembrava possibile visto tutti i contagi e le precauzioni da dover prendere. Tutto era un punto interrogativo, poi finalmente sono arrivate regole chiare e abbiamo iniziato a giocare. La nostra fortunata è stata che il nostro sport si pratica all’aperto e che in concomitanza con il caldo i contagi sono scesi. Però…”.

Dica…

“Devo dire che è stato stressante. Siamo scese in campo a giugno cercando di essere pronte per il campionato, senza, però, aver avuto la possibilità di allenarci insieme. In più non abbiamo neanche potuto utilizzare le attrezzature presenti al campo di allenamento. Tuttavia abbiamo fatto gruppo riuscendo a raggiungere il nostro obiettivo di stagione”.

L’Italia del softball è riunita a Pescara. Ci parla del sogno Olimpiadi?

“Causa Covid19 le Olimpiadi sono state rimandate di un anno. Psicologicamente andare avanti un altro anno per questo obiettivo è un po’ dura. Ma è stata fatta la cosa giusta. Sarebbe stato impensabile tutelare tutti gli atleti del mondo. La nazionale di softball è al primo raduno. Dunque, abbiamo tempo per migliorare e studiare i nostri avversari. Saremo pronte”.

Un’ultima cosa il ‘dietro le quinte’ di una partita di softball?

“Tra una gara e l’altra – svela Lara – abbiamo 15 minuti. In questo lasso di tempo possiamo uscire dal campo. Io ad esempio vado a salutare i miei genitori e le persone che mi vengono a vedere. Succede anche che io mangi un panino o della frutta. Possiamo fare un po’ quello che vogliamo, anche parlare con il pubblico. A volte è capitato che qualche bambina entrasse in campo per una foto, un autografo o un giro di corsa sulle basi”.

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