Centro Kennedy: Selmi “Noi investiamo, ma la Fibs non commetta gli errori del passato”
Ti piace questo articolo? Condividilo!

Un progetto pluriennale di investimenti, per portare il Milano Baseball e il Centro Kennedy ad essere punti di riferimento del movimento nazionale e non solo. Per farlo, però, serve il supporto della FIBS, la Federazione italiana baseball e softball, che per ora ha deciso di non decidere in attesa delle elezioni che, domani, dovrebbero sancire il nuovo presidente federale. In ballottaggio il presidente uscente Andrea Marcon e lo sfidante Massimo De Luca, ex giornalista: “L’importante è che non si commettano gli errori fatti in passato”.

Centro Kennedy, il grido di Alessandro Selmi

Non ci gira intorno, Alessandro Selmi. La sua Milano Baseball ha ricevuto dalla Federazione l’anno scorso in concessione il Centro Kennedy di via Olivieri e quest’anno ha conquistato sul suo diamante la promozione in Serie A2. C’è massimo rispetto per il lavoro fatto dalla FIBS – ammette il presidente del Milano – ma serve aver imparato dagli errori commessi in passato. Se lavoriamo bene sulla sicurezza e la manutenzione dell’impianto, tra 20 anni avremo una struttura ancora ben tenuta e che avrà avuto una continuità storica. Altrimenti ogni 5/10 anni toccherà rimettere mano a quanto fatto in passato”.

Centro Kennedy, una storia complicata

Il 31 luglio 2017 il Comune di Milano cedette alla FIBS l’impianto di via Olivieri con una convenzione di 15 anniDa quel momento è partita la corsa per portare il centro ad essere agibile nel minor tempo possibile. Sono passati più di tre anni e la situazione è tutt’altro che risolta. “Finora è stato sistemato il diamante, lavori poi interrotti causa lockdown – precisa ancora Selmi – le pratiche burocratiche sono state portate avanti, è stato aperto il bando gara ma ad oggi non c’è un assegnatario. Sono sicuro che la Fibs abbia fatto quello che poteva, dall’altra mi chiedo quante altre stagioni senza spogliatoi e strutture in sicurezza dovremo vivere. Serve un’accelerata, per il bene di Milano e di chi deve fruire del centro”.

Come vede Alessandro Selmi questa tornata elettorale? 

“In generale sto assistendo stupito a questa campagna. Me l’immaginavo più tradizionale invece non è così, ci sono contrapposizioni forti. Personalmente penso che in un mondo come quello del baseball mettere in contrapposizione energie diverse sia un suicidio. Mi sfugge la logica di dividere il movimento con toni da stadio, mi piacerebbe invece vedere unità d’intenti sulle cose principali, come l’allargamento della base e l’investimento sulle strutture. Perché senza queste lo sport è destinato a morire”.

A che punto siamo con il Centro Kennedy?

“L’idea dovrebbe essere non di puntare su una sola società, ma su Milano e la Lombardia. Così si potrebbero organizzare eventi, partite importanti, tornei, anche internazionali. Sarebbe un effetto volano per tutta la Lombardia. Se questo è il senso del lavoro che è stato iniziato, sarebbe bello vederne la conclusione”.

Piccolo passo indietro: stagione trionfale per il Milano Baseball

“Dire che siamo contenti è poco. Da una parte siamo anche dispiaciuti perché non abbiamo festeggiato adeguatamente. Avere una prima squadra che milita in una serie importante permette di ampliare la base per il giovanile, è un effetto trainante per la società. Siamo sulla strada giusta anche per cominciare un progetto pluriennale di respiro più ampio, reputo questo trionfo come un punto di partenza”. 

E il 2021?

“Siamo una delle prime cinque società in Italia per numero tesserati e l’anno prossimo avremo almeno 10 squadre iscritte ai campionati. Abbiamo chiesto di iscrivere anche una Serie C, vogliamo riportare Milano in un ambito che conta. In parallelo stiamo lavorando anche sul softball, anche lì vogliamo salire di categoria. Inoltre stiamo ragionando su investimenti nelle strutture adiacenti al Kennedy. Da concessionario è più facile, magari anche lavorando sull’annoso problema delle luci con interlocutori privati e con bandi pubblici”

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

1 thought on “Centro Kennedy: Selmi “Noi investiamo, ma la Fibs non commetta gli errori del passato”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa i cookie. Continuando a visitare queste pagine accetti la nostra Cookie Policy. Leggi di più

Questo sito abilita l'utilizzo dei cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.

Chiudi