Maldini e Massara, questo è il vostro Milan
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Prima era il Milan di Galliani, poi venne quello breve (per fortuna) di Fassone e Mirabelli; a seguire quell’altrettanto breve di Leonardo, a seguire quello di Boban e Maldini. Oggi, al comando della parte sportiva rossonera, c’è solo l’ex capitano rossonero coadiuvato dal fido scudiero, quel Frederic Massara troppo spesso sottovalutato ma che fa del suo vessillo di direttore sportivo rossonero un vanto e un duro lavoro.

Maldini e Massara, questo è il vostro Milan

Trasformazioni e rivoluzioni continue. E pensare che un anno fa, di questi tempi, si parlava del super progetto di Elliott, che vedeva in Ralf Rangnick l’uomo che potesse davvero cambiare la storia recente del Diavolo. Un ruolo da plenipotenziario, un discorso stucchevole andato avanti fino a quel 21 luglio quando la società sancì poi il rinnovo del contratto di Pioli dichiarando chiusa la parentesi (mai aperta ufficialmente) legata a Rangnick. Di mezzo l’addio violento con Boban, capace di autoescludersi con dichiarazioni ritenute dalla società senza senso, che ha spalancato le porte di via Aldo Rossi a Maldini e Massara.

Covid, mercato e… Ibrahimovic

Certo, la pandemia da Covid-19 ha condizionato non poco il lavoro della dirigenza rossonera, ma di certo va dato atto che l’ottimo lavoro svolto fin qui dal Milan è anche frutto del lavoro del duo dirigenziale, capace di parlare poco e agire molto in un mercato fatto di pochi soldi e, spesso, ancor meno idee. Dalla chiamata di Pioli alla scelta di riportare in Italia e confermare a fine stagione Ibrahimovic al centro dell’attacco, questo Milan così convincente è frutto delle scelte progettuali e quindi della piccola rivoluzione messa in atto dal duo dirigenziale.

Da Kjaer a Bennacer, Theo e Ibra

Senza dimenticare che dell’undici tipo di Pioli oggi, sono ben sei gli elementi portati al Milan da Maldini e Massara: Kjaer e Theo Hernandez in difesa; Bennacer al fianco di Kessie in mediana, Saelemaekers e Leao alle spalle di Ibrahimovic. Giocatori capaci di rubare spazio a chi era arrivato con la direzione Fassone-Mirabelli (Zapata, Musacchio o chi per loro in difesa, così come Conti) e Leonardo (scomparsi Laxalt e Castillejo). Ora, però, per Maldini e Massara arriverà il compito più difficile. Perché i due dirigenti saranno chiamati a tre missioni da non fallire assolutamente. La prima è ovviamente legata al rinnovo non tanto di Calhanoglu o Ibrahimovic, quanto a quello di Donnarumma, autentico patrimonio da non depauperare.

Le tre missioni di Maldini e Massara

La seconda, è quella di centrare la qualificazione alla prossima Champions League ancor prima di pensare a lottare per lo scudetto (e per farlo bisognerà cercare di mantenere l’ottimismo e la serenità attuale il più a lungo possibile). La terza è cercare di regalare a Pioli un difensore centrale di affidabilità e prospettiva e un vice-Ibrahimovic che possa far rifiatare lo svedese. Il Milan di oggi Maldini e Massara è una macchina che funziona, ora sta a loro non farla fermare. Il tempo è dalla loro parte, ma urge dare l’accelerata decisiva. Per non perdere pezzi pregiati e rimanere indietro su un mercato sempre più povero e concorrenziale.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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