Milano Baseball, morto l’ex presidente Emilio Lepetit
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Il Milano Baseball è in lutto. E’ morto a Siena, qualche settimana dopo aver compiuto 90 anni, Emilio Lepetit, il presidente più longevo della storia del club. Ha guidato la società per 18 stagioni tra il 1978 e il 1996. L’ha portata a conquistare due coppe Italia, due coppe delle Coppe e una Supercoppa europea. Ma resterà nella storia soprattutto per aver salvato il Milano in alcune situazioni complicate, evitandone la chiusura in più di un’occasione. Dirigente di grande generosità, verrà ricordato come una delle figure più nobili dei nostri primi settant’anni di attività. Tantissime le testimonianze di affetto dei suoi ex giocatori e di chi ha lavorato con lui.

Chi era Emilio Lepetit

Sicuramente chi sta cominciando a giocare a baseball a Milano in questi anni non lo sa e non lo può sapere, ma se c’è una persona che deve ringraziare è Emilio Lepetit. Un nome che probabilmente dice poco a chi è entrato nel nostro mondo recentemente, ma tutti devono sapere che se si gioca ancora a baseball al Kennedy, se il Milano ’46 esiste ancora, lo si deve in gran parte a lui, a questo presidente gentiluomo e appassionato che è venuto a mancare ieri sera all’ospedale di Siena dove era stato ricoverato per un’ischemia.

I 90 anni

Emilio aveva 90 anni, li aveva appena compiuti, il 4 di ottobre. Era stato omaggiato dal club di un giusto ricordo. Un ricordo doveroso come pochi altri avrebbero meritato. Lui aveva letto e aveva sorriso compiaciuto perchè, come ci ricorda il figlio Felix, il Milano era stato e restava ancora una parte importante della sua vita. Già, tanto che Lepetit si era speso, e aveva speso, per salvarlo più volte dall’orlo del fallimento, prendendolo per i capelli nelle periodiche autoretrocessioni che segnarono la sua lunga presidenza.

Milano Baseball, la storia

Eppure, a ben guardare, quella che lui temeva che passasse alla storia come la presidenza degli anni bui, è stata tutt’altro che un periodo da dimenticare. Intanto perché è stata la più lunga nella storia del club. 18 anni, più di Gianni Ghitti (16) che l’ha preceduto e di Marco Giulianelli (9) che l’ha seguito. Prese la “patata bollente”, come la definiva lui, da Alberto Koelliker nel 1978. La consegnò nel 1996 a Clemente Burgazzi, con un solo anno di interruzione. Sulla poltrona da numero uno del Milano si sedette nel 1980 Calogero Fonti, allora sponsor della squadra con la sua Edilfonte.

La sua era

Diciotto stagioni in cui Lepetit guidò il Milano in campionati di serie A più che dignitosi. Ma si trovò anche a fare i conti con tre autoretrocessioni per mancanza di abbinamenti. Nell’81, nell’85 e quella più dolorosa nel ’94, quando venne sciolta la polisportiva Mediolanum e il Milano si ritrovò alla vigilia del campionato catapultato in serie C. Un dramma sportivo che avrebbe potuto stendere chiunque. Passare dai fasti dell’era Fininvest all’anonimato della quarta serie, dove la Fibs aveva sprofondato il nostro club senza pietà, poteva voler dire anche la chiusura definitiva del baseball sotto la Madonnina. E invece Emilio, mentre giocatori e tecnici cercavano di accasarsi in altre società all’insegna del si salvi chi può, riprendeva in mano i cocci del Milano e avviava la risalita verso i quartieri alti che poi avrebbe completato il suo successore Burgazzi.

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