Milano Table Tennis Academy, la società di soli ragazzini
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Milano Table Tennis Academy, la società con solo il settore giovanile. E’ nata nel luglio di quest’anno e ha una particolarità unica: ha 30 tesserati ragazzini. Si chiama, come detto, Milano Table Tennis Academy ed è guidato dal punto di vista tecnico da Stefan Stefanov e Lidia Rodichkina. Stefanov è noto del movimento pongistico italiano avendo contribuito alla sua crescita fin dal suo primo arrivo nel nostro Paese, nel 1987.

Stefan, cosa l’ha portata in Italia 33 anni fa?   

“Sono venuto come giocatore. Nel 1987 sono arrivato all’Ibla Ragusa del presidente Francesco Quartarone, assieme a Ivan Stoyanov. C’erano anche Andrea Del Tomba e Andrea Bongini e ci siamo classificati terzi in serie A. Sono rimasto anche la stagione successiva e abbiamo confermato il terzo posto. Mi sono poi trasferito a Santa Teresa di Riva, in provincia di Messina, dove per tre anni abbiamo fatto la serie A2. Nel 1989, quando aveva cinque anni, ha iniziato a giocare mia figlia Nikoleta. Nel 1992 sono diventato il responsabile tecnico del Centro Olimpico Nazionale di Messina, l’esperienza è durata fino alla chiusura nel 2000. Ho lavorato, fra gli altri, con atleti come Alessandro Soraci, Daniele Sabatino, Romualdo Manna e Rocco Conciauro, oltre naturalmente a Nikoleta”.

Dopo il 2000 dove è stato?

“Ho ricevuto l’invito di Roberto Savoia, il presidente della Corona Ferrea, di diventare il responsabile tecnico. A Monza il primo anno ho ritrovato Ivan Stoyanov. Nel 2005 purtroppo Roberto è scomparso e ho accettato la proposta di fare il tecnico delle Nazionali giovanili maschili. Il primo anno ho seguito sia gli Allievi sia gli Juniores. Poi quando è stato nominato Joze Uhr, ho mantenuto l’incarico nella categoria maggiore fino al 2011. Nel 2009 ci siamo classificati settimi a squadre agli Europei, con Paolo Bisi, Marco Rech Daldosso, Simone Dernini, Jason Davide Luini e Frizzo Tatulli. Poi sono tornato a lavorare in una società”.

Dove?

“Alla Polisportiva San Giorgio Limito fino al 2018 e con me sono cresciuti Nicholas Famà, che è diventato uno dei più bravi fra i Giovanissimi e ha poi anche vinto ai Campionati Italiani il bronzo nel doppio Giovanissimi, ed Elettra Valenti, che è stata campionessa fra le Giovanissime e fra le Ragazze in singolare e si è aggiudicata tre titoli in doppio, compreso quello di quinta categoria”.

Ora è alla Regaldi Novara?

“Sì, gioco nel team di B2 e, come tecnico, seguo Erika Stanglini, Martina Nino, Giulia Andrea Ricupito, Chiara Zanetta e Antonio Pinto. Contemporaneamente, però, collaboro con la Milano Table Tennis Academy, che ho contribuito a creare”.

Com’è nata l’idea?

“Nel centro sportivo in cui si allenava la Corona Ferrea e che ora ospita l’attività dell’Arengario Monza del presidente Claudio Nava, lo Sport Park di Vedano al Lambro, i gestori ci hanno detto che molti genitori cercavano per i loro figli un corso di tennistavolo e ci hanno chiesto di organizzarlo”.

Perché parla al plurale?

«Perché lavoro con Lidia Rodichkina, un’allenatrice russa che è in Italia da tre stagioni. La conosco da molto tempo, per 30 anni ha gestito una società vicino a San Pietroburgo, dalla quale sono usciti parecchi ragazzi anche di livello nazionale. Lei è laureata in Tennistavolo all’Università di Mosca e ha un’esperienza molto lunga di lavoro con i giovani. Mi ha insegnato molto. Con lei abbiamo, dunque, svolto un corso a Vedano al Lambro ad agosto 2019 e subito sono arrivati venti ragazzini di età compresa fra gli 8 i 14 anni. In parallelo da ottobre 2019 operiamo anche in una seconda palestra, all’interno dell’Hangar Sport Community di Segrate, dove abbiamo un’altra decina di giovanissimi».

La società quando è nata?

“Quando abbiamo capito che la richiesta era notevole, abbiamo pensato di fondare un’associazione. Abbiamo anche conosciuto Matteo Albarello, un imprenditore milanese del settore edile, che ci ha promesso il suo impegno per trovare una struttura fissa che ci possa permettere di svolgere un’attività più strutturata. Abbiamo iniziato le pratiche a dicembre 2019, ma, per problemi legati all’emergenza sanitaria, i tempi si sono allungati. Fortunatamente dal punto di vista degli adempimenti ci è venuta incontro Simona Vandoni, che ha una società di tennistavolo a Olgiate Olona ed è commercialista. Grazie a lei a luglio 2020 la Milano Table Tennis Academy ha visto la luce”.

Da chi è composto il vostro direttivo?

“È tutto femminile. La nostra presidente è Patrizia Attubato e la sua vice è Ornella Dell’Acqua. La segretaria è Lidia Rodichkina, che, come detto, segue con me l’attività tecnica. Puntiamo anche a reperire uno sparring da inserire nel nostro organico. Albarello ci aiuta economicamente e, attraverso la sua iniziativa di responsabilità sociale denominata “Grintasorriso”, sostiene il costo dei corsi dei ragazzi le cui famiglie siano in difficoltà. In questo momento le nostre palestre di riferimento sono chiuse e stiamo cercando di supplire in qualche modo, facendo fare pratica a turno ai ragazzi su un tavolo che ho montato a casa mia. Durante il lockdown, a marzo e ad aprile, avevamo svolto dei corsi online, che hanno riscosso un certo successo. Dall’1 al 9 settembre abbiamo effettuato uno stage al Centro Olimpico di Senigallia”.

Qual è, dunque, il vostro obiettivo?

“Lavorare per far migliorare i nostri giovani, che appartengono ai settori Giovanissimi, Ragazzi e Allievi, a livello agonistico. Quando riprenderanno le gare nel 2021 abbiamo intenzione d’iscriverli sia ai tornei regionali sia ai nazionali. Abbiamo anche due atleti paralimpici di classe 11, avendo Lidia esperienza in questo campo, che si allenano con noi, anche se sono tesserati per altre società. Uno è Ionut Galletti, dello Sport Insieme Lodi, che è stato campione italiano in singolare nel 2017 e medaglia d’argento nel 2018. Ha anche al suo attivo tre bronzi in doppio. In conclusione, ritengo che ci siano tutti i presupposti per crescere sia sportivamente sia educativamente. Vogliamo che i nostri ragazzi acquisiscano, attraverso il tennistavolo, dei sani principi, che li rendano delle persone migliori, pronte a prendere in mano le loro vite, quando saranno adulti, e ad affrontare nel modo migliore le difficoltà che si troveranno a fronteggiare”.

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