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Tra i fastidi più noti nel mondo dello sport (ma non soltanto) c’è la fascite plantare. Chi l’ha purtroppo sperimentata sulla propria pelle sa bene di che cosa stiamo parlando. Anche chi non ha avuto questa sfortuna sa molto probabilmente di che cosa stiamo parlando. Insieme alla pubalgia è infatti uno di quei problemi lunghi e difficili da curare. Spesso costringe grandi sportivi a periodi di inattività, anche molto prolungati nel tempo.

Che cos’è la fascite plantare

Prima di tutto chiariamo di che cosa stiamo parlando. La fascite plantare è infatti un’infiammazione del piede e più in particolare della pianta. La fascite è conseguenza di un sovraccaricofunzionale di quel sottile ma fondamentale legamento che collega il tallone fino alle dita. Tutto il peso del corpo di fatto va a ricadere lì ed ecco spiegato il motivo per cui, oltre agli sportivi, soffrano di questo disturbo le persone che per motivi professionali stressano quel legamento e le persone in sovrappeso. Più viene sollecitata più ovviamente c’è il rischio che si laceri. almeno in una piccola parte, portando a provare un dolore intenso, sordo e continuo che è difficilmente descrivibile e molto spesso difficile da sopportare.

Sport

Running e fascite plantare vanno spesso di pari passo, visto che si tratta di uno sport in cui il piede viene sollecitato con una frequenza e intensità di impatto che mette a dura prova proprio quella parte del corpo. In generale però il problema riguarda anche tennisti e calciatori che devono fare i conti con lo stesso tipo di movimento e conseguente impatto. Sono tantissimi i casi di grandi giocatori che non hanno potuto disputare importanti partite non riuscendo a sopportare il dolore per questa infiammazione che non può essere curata senza fermare l’attività agonistica. E addio vittorie…

Non solo campioni

La fascite plantare comunque non riguarda solo i campioni ma anche le persone di tutti i giorni. Perfino quelle che non praticano attività fisica ma magari devono fare i conti con un lavoro che comporta lo stare in piedi o in generale mantenere una posizione statica che va a pesare sulla pianta del piede. Quasi senza accorgersene si può quindi andare ad aggravare quella situazione che viene ritenuta quasi nella norma. Giorno dopo giorno però il problema diventa sempre più importante, finchè è impossibile ignorarlo.

Antinfiammatori

Trattandosi di una infiammazione, spesso per la fascite plantare vengono appunto usati degli antinfiammatori che alleviano sì il dolore ma finiscono con l’interferire con processi biologici in atto nel nostro corpo, spesso con spiacevoli conseguenze gastro interinali, che si sovrappongono alla cura della parte lesionata. Quando possibile, meglio quindi non ricorrere all’uso di farmaci. Ma a soluzioni naturali che oltre a essere sempre più cercate in generale dalle persone, si rivelano anche più utili e adatte al processo di guarigione. Il motivo infatti è presto spiegato.

Ossino nitrico

La fascite plantare può essere infatti combattuta. E soprattutto prevenuta con la sovrapproduzione localizzata di ossido nitrico, senza ricorrere ad assunzioni di integratori o farmaci per via orale. L’ossido nitrico è un gas naturalmente presente nell’organismo che però decade molto velocemente con l’età anagrafica. Svolge, tra le altre, una funzione naturale di riparazione dei processi infiammatori. E accelera conseguentemente il processo di riparazione, in questo caso, dei legamenti coinvolti nella fascite plantare semplicemente usando una soletta che ne aumenta naturalmente l’autoproduzione. Le solette attive bio-funzionali promosse da NOacademy in questo senso sono perfette. Basta indossarle per avere benefici alla pianta del piede, in modo rapido e senza controindicazioni

Luca Talotta News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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