Fabio Marabini: Il cricket italiano è lo sport del futuro, ma servono infrastrutture adeguate
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Di strada ne ha fatta tanta il cricket italiano da quando quarant’anni fa venne costituita l’Associazione Italiana Cricket, oggi Federazione Cricket Italiana. Dalla nascita del Campionato di Serie A maschile e della Coppa Italia negli anni 80 alla nascita del primo campionato femminile nel 2001 e l’esordio, dodici anni più tardi, della Nazionale Femminile. Entrato nel CONI e nell’International Cricket Council (la federazione internazionale), il cricket italiano si è conquistato un posticino nel ranking internazionale. Togliendosi nel 2013 la soddisfazione di vincere gli Europei. Resta però ancora molto da fare, il cricket italiano ha potenzialità inesplose. Problemi organizzativi, riposizionamento della disciplina, sviluppo delle infrastrutture, sponsorizzazioni e visibilità sono temi che richiedono una ridefinizione della strategia da parte dell’intero movimento. Di seguito, le riflessioni di Fabio Marabini, ex giocatore e presidente del Milan Kingsgrove ed attuale presidente della Federazione Cricket Italiana.

Cricket, padre di tutti i valori dello sport

Quando in Italia le persone scopriranno in maniera più consapevole tutto quanto ruota attorno al mondo del cricket, scopriranno una realtà nuova, diversa. – afferma Fabio Marabini, presidente della Federazione Cricket ItalianaMa è necessario lavorare perché alcuni preconcetti vengano superati, non siamo solo lo sport degli snob inglesi o dei venditori di rose. Il cricket è, soprattutto, il padre di tutti i valori dello sport. Il concetto di fair play, di spirito del gioco nascono con il cricket. Nel cricket non esistono simulazioni ed offese, all’arbitro ci si rivolge con reverenza. Per questo siamo lo sport del futuro, oltre ad essere già il secondo sport più praticato al mondo

Ampi margini di crescita

Per noi questi 40 anni non sono un punto di arrivo, ma un punto di partenza- puntualizza Fabio Marabini – Il cricket italiano ha fatto passi da gigante, ma credo che sia anche lo sport che in Italia ha i maggiori margini di crescita. Nell’anno più difficile per lo sport italiano a causa della pandemia da coronavirus, c’è comunque la gioia di essere riusciti a chiudere i campionati, registrando una crescita di società affiliate. E soprattutto di aver videotrasmesso, per la prima volta, le finali di Campionato e di Coppa Italia. Un orgoglio per tutti noi, da qui possiamo solo ripartire”

Riposizionamento, bisogna adeguare le infrastrutture agli standard internazionali

Tra i problemi da affrontare, il gap che il cricket italiano accusa nei confronti degli altri paesi europei. “Dobbiamo riposizionare il cricket, per prima cosa. Non è solo una questione di immagine. La crescita del cricket italiano necessita di infrastrutture adeguate. Per troppo tempo la gestione dei campi è gravata sulle spalle delle singole società, la Federazione si deve prendere carico della manutenzione e organizzazione delle strutture. Se il cricket italiano vuole fare il salto si qualità, deve rendere le infrastrutture confrontabili con gli standard internazionali” Ad oggi uno dei grandi problemi irrisolti. “Essere parte del Coni ci permette di avere la copertura di una struttura che conosce ogni singolo passaggio della progettualità legata all’impiantistica. Per questo motivo come Federazione Cricket Italiana abbiamo in serbo alcuni progetti di riqualificazione, a cominciare dal rifacimento dei campi a Milano e Brescia e la costruzione di due a Modena

Aprirsi al dialogo

Scandaloso che per tanti anni la Federazione non abbia mai fatto campi propri, accessibili agli atleti della Nazionale e nei quali organizzare raduni federali – rimarca con forza Fabio Marabini – E’ arrivato il momento di interfacciarsi con i nostri naturali interlocutori, il Coni e Sport&Salute. Ma è importante dialogare anche con le altre istituzioni, con il demanio, recuperare soldi dai bandi di finanziamento. E’ in corso un progetto in collaborazione con il Ministero della Difesa, pensiamo di costruire un campo anche a Palermo. Ma è fuori discussione che fino a quando il cricket non è sport olimpico, sovvenzioni dallo Stato non ne arriveranno. Ma questo potrebbe essere l’anno della svolta

Cricket e turismo, sviluppare sinergia con il territorio

Cricket e turismo, connubio vincente. “L’Italia in generale si presta bene alla pratica del cricket, si possono abbinare sport e turismo. Perciò dobbiamo cominciare a lavorare in sinergia con enti del turismo e strutture alberghiere. Aumenterebbe la possibilità, per noi, di trovare sponsor privati, linfa vitale per un movimento che se vuole crescere nel ranking internazionale deve poter disporre di una rete di infrastrutture competitive. Avere infrastrutture competitive significherebbe, di conseguenza, poter seguire da vicino gli atleti che fanno parte del giro della Nazionale. La Nazionale crescerebbe e con essa l’intero cricket italiano che salirebbe nel ranking internazionale, acquisendo sponsor. Un circolo che si autoalimenterebbe

Il talento va costruito, nel mirino il Mondiale 2023

Al momento non occupiamo la posizione che meriteremmocommenta rammaricato il presidente della FCrI Sorpassati anche dall’Oman che dieci anni fa era dietro di noi e in tempi recenti ha battuto una squadra quotata come l’Olanda. Questo perché tre anni fa un loro investitore privato ha costruito un campo dove gli atleti della Nazionale potessero allenarsi tutti i giorni. Solo cosi puoi lavorare sul talento, il talento va costruito” Obiettivo, il prossimo Campionato Mondiale che si terrà in India tra tre anni. “Sempre che l’India garantisca l’esenzione delle tasse della manifestazione, cosa che ad oggi non è ancora riuscita a fare. Nel frattempo cerchiamo di portare a casa la qualificazione per il mondiale T20, pur nell’incertezza generale del momento legata alla pandemia

Oriundi ed ex immigrati asiatici naturalizzati, impulso al movimento

Sarebbe un peccato in un momento nel quale siamo riusciti a dare nuovo impulso al movimento, dopo i minimi storici che avevano visto a fine anni ’90 la partecipazione di sole cinque squadre relative al solo campionato di Serie A. Oggi, viceversa, abbiamo 150 società sparse sul territorio nazionale. E la possibilità di avvalerci degli ex immigrati asiatici, ora naturalizzati, che da decenni praticano il cricket in Italia. Alcuni adesso anche con qualche soddisfazione economica. Oltre che degli oriundi, figli e nipoti di italiani immigrati all’estero

Nazionale, per gli oriundi accesso più facile

Gli oriundi, così come i naturalizzati italiani, in passato hanno dimostrato di essere attaccati alla nostra bandiera. Il cricket italiano, dal canto suo, ha creato un percorso virtuoso fatto di integrazione.  Il loro apporto tecnico è stato decisivo. E oggi, dopo anni di regole restrittive, possono accedere più facilmente alla Nazionale. Quando porti un oriundo in nazionale ti accorgi della differenza. Per questo vogliamo metterli in condizione di esprimere tutto il loro potenziale. Ed avere in futuro un movimento giovanile molto ricco, come è capitato nel rugby

Cricket femminile, al lavoro per costruire un movimento giovanile

Cricket femminile, il vicepresidente della Federazione Cricket Italiana è una donna. “Questo dimostra l’interesse personale della Federazione Cricket Italiana verso il movimento femminile. Per lungo tempo il cricket femminile è stato messo in piedi a tappe forzate, senza reali possibilità di sviluppo. Adesso siamo ripartiti, ed è già una bella notizia Una ripartenza ambiziosa. “Puntiamo a costruire una nazionale per l’anno prossimo, stiamo programmando il lavoro a partire dalle giovanissime di 12/13 anni provenienti anche da altri sport e prepararle dal punto di vista tecnico attraverso l’insegnamento di solidi fondamentali. Così da avere a 20 anni atlete preparate, in grado di confrontarsi con inglesi e australiane e magari partecipare ad un campionato mondialeStrutture permettendo. “In quest’ottica diventa quanto mai indispensabile portare a termine la progettualità sugli impianti, non si può portare le ragazze a giocare in un campo dove non c’è neanche uno spogliatoio

Facebook e canali digitali terrestri, si punta sulla comunicazione

Tanti progetti, tutti stimolanti. Ma progettare non basta, bisogna anche saper comunicare. “Oltre ad aprire un dialogo tra Federazione ed attori istituzionali, ho voluto stimolare con il pubblico. A cominciare dalla produzione su facebook di contenuti attinenti al cricket, cosa nei quali siamo i primi in Europa” Una visibilità che nei programmi della Federazione è destinato ad espandersi. “L’arrivo nel nostro campionato di ex superstar da promuovere e di giovani promesse da far crescere, provenienti dall’India, è la dimostrazione della crescita del cricket italiano – sono le considerazione finali di Fabio Marabini – Una ottima occasione per far conoscere il nostro cricket nel continente asiatico. Puntiamo molto sulla comunicazione, dopo aver toccato quota 150.000 visualizzazioni su YouTube e 1,5 milioni su Fancode con lo streaming via web in occasione delle European Cricket Series, puntiamo a farlo trasmettere sui canali digitali terrestri. In attesa che possa esserlo anche su quelli satellitari nazionali

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