Covid e sostegno allo sport: una proposta concreta
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Politica e sport sono due mondi che non sempre vanno d’accordo. Eppure individuare un terreno comune non sarebbe affatto difficile, visto che, come ci ha insegnato Nelson Mandela, “lo sport ha il potere di cambiare il mondo”. Il tema mi ha sempre appassionato, al punto di dedicargli un libro: “Cambiare il mondo con un pallone” (Ledizioni, 2020).

Meno parole e più interventi concreti

Lo sport è uno strumento straordinario, che abbatte le barriere di qualunque genere. Non a caso, è uno dei pochi argomenti sui quali non è affatto difficile trovare una convergenza tra persone con idee politiche differenti. Che si sia di destra, di sinistra o apolitici, non è facile essere d’accordo su alcuni concetti-base, a partire dall’importanza della pratica sportiva per favorire l’integrazione sociale, l’educazione civica e l’adozione di stili di vita corretti, con ovvi benefici sul versante sanitario e preventivo. In linea teorica, quindi, siamo tutti d’accordo, ma quando si tratta di passare dalle parole ai fatti, le differenze si vedono, eccome. Soprattutto a livello dilettantistico, le società hanno bisogno di meno convegni e più supporti concreti, che qualcuno pensa di poter assolvere con qualche contributo – comunque utilissimo – ma che invece richiederebbe una visione prospettica che consenta di guardare un po’ al di là del proprio naso. Su questo, purtroppo, le pecche si vedono a tutti i livelli.

Un piano di sostegno pluriennale

Proviamo quindi a coniugare le esigenze immediate con un cambio di passo che guardi anche al futuro. Oggi, ovviamente, la problematica principale è rappresentata dal Covid-19, che ha bloccato molte attività, complicando una gestione già difficile in tempi di normalità, essendo possibile solo grazie ai veri e propri miracoli resi possibili dal volontariato. Giustamente, il presidente della Uisp Vincenzo Manco ha ribadito la necessità di “un piano nazionale pluriennale che preveda interventi strutturali che possano permettere alle famiglie di esercitare il diritto al gioco e alla pratica per tutte e tutti e per tutte le età. Allocazione di risorse che vanno messe a disposizione per interventi a sostegno della cultura del movimento come prevenzione e promozione della salute”.

Rilancio economico e culturale nel post-Covid

Sottoscrivo in pieno le parole di Manco, ma vorrei provare a mettere in campo una proposta concreta. Siccome le risorse sono limitate – specialmente in questo periodo di crisi determinata dal Covid-19 – bisogna trovare una fonte a cui attingere. Giovanna Melandri, ex ministra dello Sport, nei giorni scorsi ha avanzato una proposta interessante: rendere detraibili le spese per l’acquisto dei biglietti per musei, mostre e concerti, così da sostenere contemporaneamente dei settori altrettanto in difficoltà e affermare il concetto che la cultura e l’arte sono strumenti di benessere, con ricadute positive sul fronte sociale.

Detraibilità fiscale per le spese sportive

Lo stesso discorso vale per lo sport. E non da oggi. La proposta di Melandri è perfettamente in linea con quanto io stesso avevo ipotizzato alcuni anni fa e che credo opportuno riproporre oggi: la detraibilità fiscale delle spese sostenute per lo sport, proprio e dei familiari, sarebbe un eccezionale spinta per il rilancio di associazioni sportive, palestre ed enti di promozione, con vantaggi per le famiglie e, più in generale, un segnale di progresso culturale da tempo atteso. In altri Paesi lo sport è parte integrante dei percorsi scolastici e formativi, contribuendo a determinare l’esito dei percorsi studenteschi, mentre in Italia è generalmente considerato una parentesi sgradita tra lezioni più importanti, con i nostri ragazzi che nemmeno possono farsi una doccia prima di tornare in classe. Non è il tempo a mancare: è una vera cultura sportiva, che si manifesta anche nella difficoltà di pensare a sistemi per rilanciare lo sport in quest’era pandemica. Questo potrebbe essere un primo passo.

News Reporter
Giornalista professionista, ha diretto “Eurocalcio” ed è stato publisher tra gli altri, di “Superbasket” e “Hurrà Juventus”. Ha scritto anche per Sky Sport UK, ESPN, Football Business, Dieci, Calciomercato.com, Sportal ed attualmente lo potete leggere su TPI, Affari Italiani e ilfattoquotidiano.it. Ha scritto diversi libri, tra cui “Cambiare il mondo con un pallone - Da Nelson Mandela a Megan Rapinoe, da Diego Maradona a Che Guevara: Quando in gioco c’è l’identità”. Conduce “Brand Journalism” su Radio Lombardia e dal 2011 è consigliere del Municipio 7 di Milano per il PD, dove è stato anche Presidente della Commissione Sport. https://www.ledizioni.it/prodotto/cambiare-il-mondo-con-un-pallone/

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