Genoa-Milan 2-2: le pagelle
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Queste le pagelle di Genoa-Milan 2-2, match valido per la 12esima giornata di Serie A che si è svolta allo stadio Luigi Ferraris di Genova.

Genoa-Milan 2-2, le pagelle

DONNARUMMA 7

Inoperoso quasi tutta la gara, si supera sulla sforbiciata nel finale di Scamacca.

CALABRIA 7

Grandi polmoni e grande volontà. Si prende la responsabilità del tiro in porta con grande personalità.

KALULU 5,5

Si perde Destro tre volte: la prima viene graziato, le altre due sono fatali. Però poi rimedia nel finale.

ROMAGNOLI 5,5

L’ammonizione dopo soli 25 minuti lo condiziona un po’; si perde Shomourodov in occasione del gol dell’1-0 di Destro. Assist per Kalulu

DALOT 5

Non attacca pallone e spazio, non spinge come Theo; lascia crossare Goldaniga e da lì nasce l’azione del gol di Destro.

TONALI 6

Ottimi inserimenti alle spalle degli avversari, funziona la diga con Kessie. Manca sempre il lampo di genio, arriverà.

KESSIE 6,5

Le prende tutte, non perde un pallone; gioca sempre di prima e velocizza. Ancora una volta il migliore della mediana.

CASTILLEJO 6

Bene in fase difensiva, preciso in quella offensiva. Spina nel fianco per Pellegrini.

CALHANOGLU 5,5

Molto mobile, attento, ruba palla e ci prova su punizione. Scompare nel secondo tempo.

LEAO 5

Perde lo scontro con Goldaniga, tanti dribbling e tanti cross, ma non riesce ad incidere mai.

REBIC 6

Bani, non è Ibra e si vede, però irritante a tratti, quando riesce a puntare la porta è tutta un’altra storia, ma non è un centravanti.

Hauge 6

Tanto movimento e qualche intuizione, ma non riesce mai a trovare il guizzo giusto.

Saelemaekers 6

Come per Hauge, il suo ingresso non scuote il Milan.

Diaz sv

Un quarto d’ora dove non riesce ad incidere.

All. PIOLI 5,5

Senza Kjaer, Gabbia, Bennacer e Ibrahimovic avrebbero avuto problemi tutti. Ma il calo del suo Milan inizia a preoccupare.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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