Le maglie di Rossi e Maradona sotto l’albero di Natale
Ti piace questo articolo? Condividilo!

Le maglie del Napoli e dell’Argentina, con il 10 di Diego Armando Maradona e quella della nazionale italiana con il 20 di Paolo Rossi: sono questi gli articoli più richiesti per Natale, visto che la coda di un anno già tragico è stata caratterizzata dalla perdita di due leggende del pallone. Ma il fascino delle casacche vintage resiste dodici mesi all’anno, nonostante la temibile concorrenza delle divise contemporanee.

Come mai sempre più appassionati di calcio optano per una divisa storica, quando le rispettive squadre del cuore ne sfornano almeno tre per ogni stagione, aggiungendovi in qualche caso anche la quarta, nonché alcune magliette per occasioni speciali, quella per il riscaldamento pre-gara ed anche la tracksuit indossata al momento dell’ingresso in campo?

Il business delle divise sportive è mastodontico e, in alcuni casi, fa la fortuna dei club interessati, aiutandoli a rientrare delle spese sostenute per ingaggiare i fenomeni che indossano le loro magliette, spingendo i fan all’emulazione. Tuttavia, proprio la gigantesca offerta di prodotti che durano il breve volgere di una stagione, nonostante prezzi ragguardevoli, ha indotto una sorta di reazione contraria negli appassionati e in particolar modo nei nostalgici.

Nei sette anni trascorsi a Napoli, Maradona ha vestito praticamente sempre la stessa maglia, che è cambiata solamente nei marchi dello sponsor tecnico e di quello ufficiale, nonché applicandovi scudetti e coccarde tricolori per celebrare i successi della squadra. Unica vera concessione alla creatività degli stilisti è stata quella della stagione 1990/91, con un’insolita “onda” bianca ad attraversare il classico azzurro, andando da una manica all’altra.

Giusto per fare un paragone, nelle sue tre stagioni con la Juventus Cristiano Ronaldo ha già sfoggiato tre divise home completamente diverse l’una dall’altra (dalle strisce molto spesse del 2018/19 a quelle sottili della stagione in corso, passando per la contestata maglia senza righe dell’annata mediana), alla quale si sono aggiunte le numerose varianti da trasferta, ma anche quella speciale indossata solo contro il Genoa, con gli inserti fluorescenti voluti da Palace e quella rosa, ancora più disruptive, disegnata dal rapper Pharrell Williams come quarto kit della stagione in corso.

Questo turbillon di colori e design, comune a tutte le squadre, corrisponde alla logica di marketing di imporre le divise come capo di abbigliamento streetwear, ma c’è anche un’altra faccia della medaglia. I continui mutamenti di look creano effetti paradossali, come la difficoltà di riconoscere al primo colpo d’occhio le squadre in campo, una sensazione di disorientamento che tutti abbiamo provato almeno una volta, magari scorrendo gli highlights di giornata.

Ma i colori sociali per un vero tifoso sono sacri e allora non viene da stupirsi del fatto che sempre più spesso essi optino per una scelta più tradizionale, tornando alle casacche che hanno fatto la storia: immutabili, elegantissime nella loro semplicità e, cosa da non trascurare, legate ad un’era nella quale la logica del business ancora non dettava legge come invece accade nel calcio moderno.

Lorenzo Zacchetti
News Reporter
Giornalista professionista, ha diretto “Eurocalcio” ed è stato publisher tra gli altri, di “Superbasket” e “Hurrà Juventus”. Ha scritto anche per Sky Sport UK, ESPN, Football Business, Dieci, Calciomercato.com, Sportal ed attualmente lo potete leggere su TPI, Affari Italiani e ilfattoquotidiano.it. Ha scritto diversi libri, tra cui “Cambiare il mondo con un pallone - Da Nelson Mandela a Megan Rapinoe, da Diego Maradona a Che Guevara: Quando in gioco c’è l’identità”. Conduce “Brand Journalism” su Radio Lombardia e dal 2011 è consigliere del Municipio 7 di Milano per il PD, dove è stato anche Presidente della Commissione Sport. https://www.ledizioni.it/prodotto/cambiare-il-mondo-con-un-pallone/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa i cookie. Continuando a visitare queste pagine accetti la nostra Cookie Policy. Leggi di più

Questo sito abilita l'utilizzo dei cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.

Chiudi