Tortu si prende l’Arena, Milano insorge
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Filippo Tortu, l’Arena e Milano. Qualcosa non funziona. La famiglia sottolinea che l’impianto storico milanese diventerà un polo d’eccellenza. Le cinque società storiche di Milano si irritano. E non poco. La querelle è iniziata qualche mese fa, quando, Filippo Tortu è diventato cittadino milanese e ha iniziato ad allenarsi all’Arena lasciando di fatto la pista di atletica di Giussano. Ovvero, la pista dove la speranza italiana dei Giochi di Tokyo si è sempre allenato. La decisione è arrivata anche per mettere fine alle polemiche nate a causa dell’assegnazione in esclusiva dell’impianto da parte del Comune (17 ore settimanali) a Sprint Academy. La società gestita dal padre e dal fratello del campione azzurro.

Le storiche società milanesi furenti

Scelta che ha causato una reazione furiosa delle cinque organizzazioni a cui è concessa la pista in uso. Ovvero: Riccardi, Meneghina, Progetto Azzurro, Bracco e Cus ProPatria. Società con più di 2000 iscritti, tra le più titolate d’Italia. Ma che si sono ritrovate le porte sbarrate all’Arena. Nello specifico porte serrate dal lunedì al venerdì, dalle 12 alle 14 e 30 (fino alle 16 il martedì e il giovedì). Perché? L’Arena in questi orari è solo di Sport Academy, presieduta da Giacomo Tortu, con appena 5 tesserati, tutti amatori e inattivi.

All’Arena oltre a Filippo Tortu altri 13 atleti

“Faremo dell’Arena il primo centro di allenamento di alto livello metropolitano d’Italia”, afferma Giacomo Turtu. Il quale prosegue sottolineando che le palestre e le piste non saranno riservate solo a Filippo Turtu. Ma a tutti gli atleti di interesse nazionale che chiederanno l’accesso. Al momento, secondo quanto scritto dal Corriere della Sera, sono 13 gli atleti che si sono allenati in Arena da ottobre ad oggi. Oltre a Filippo Tortu, i quattrocentisti Aceti e Scotti, l’ostacolista Perini, l’ottocentista Elena Bello. “Per inciso — aggiunge Giacomo Tortu — abbiamo scelto una fascia oraria in cui bambini e ragazzi sono a scuola. E anche se potessero venire in pista, permettere loro di allenarsi con professionisti che corrono a 40 all’ora sarebbe molto pericoloso”.

L’ira di Milano: E’ surreale

Santi Barbetti, presidente di Progetto Azzurri, aggregazione di club forti fondata dalla leggenda del decathlon Franco Sar è furiosa. “Trovo surreale che dall’Arena nel primo pomeriggio sia stata esclusa una mia atleta. Tra l’altro l’atleta è allenata da Salvino Tortu. Trovo irreale si parli di pericoli negli allenamenti simultanei di atleti di alto livello e ragazzi. Vi rendete conto di cosa significa per un bambino vedere Tortu sfrecciare al suo fianco e raccontarlo ai compagni di scuola?”. Le parole al veleno di Barbetti. 

Sulla stessa linea Stefano Auletta che guida Meneghina. “Per noi l’atletica è inclusione. Così passa il principio che se disponi di denaro puoi prendertela e chiuderla a chiave”, sottolinea Auletta. Durissimo anche Alessandro Castelli di Pro Patria-Cus Milano. “Che una società privata chiuda un impianto e si arroghi il diritto di convocare atleti nazionali è una follia. Sprint Academy è una srl che ha creato un’associazione sportiva parallela. O ha fatto per sfruttare l’immagine dell’Arena gratuitamente e non pagare i diritti commerciali”. Ha rimarcato Castelli.

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