Milan-Torino 2-0: le pagelle
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Le pagelle di Milan-Torino, gara della 17esima giornata di Serie A 2020/2021 finita 0-0. PER RILEGGERE INVECE LA CRONACA DEL MATCH CLICCATE QUI.

DONNARUMMA 6.

Sulla punizione di Rodriguez viene salvato dalla traversa, per il resto prende freddo e nulla più.

CALABRIA 6,5.

Gioca la sua gara ordinata, come di consueto ormai. Sempre più una consolidata certezza.

KJAER 7.

Chiude tutto e mette una pezza anche sugli errori altrui. Una presenza granitica in difesa.

ROMAGNOLI 5,5.

Concede la punizione che per poco Rodriguez non trasforma. Balla, per fortuna sua l’attacco del Torino è davvero poca cosa. 

THEO HERNANDEZ 6,5.

Corre tanto, a volte troppo. Suo il filtrante dal quale nasce il gol che sblocca la partita.

KESSIE 7.

Rigore trasformato con la consueta freddezza, Sirigu gli nega la gioia della doppietta personale, peccato. 

TONALI 5,5.

Fa e disfa, ma si vede che ha voglia di creare. Rischia grosso in occasione del rigore non dato su Verdi, esce per infortunio.

CASTILLEJO 5,5.

Tanto pressing, movimento, voglia di fare. Ma anche molta confusione; non manca di certo l’impegno.

DIAZ 7.

Si procura un rigore e fornisce un assist favoloso per Leao, sempre nel vivo del gioco, in netto miglioramento.

HAUGE 5,5.

Gli manca sempre la giocata, sembra andare avanti con il motore inceppato. Fuori dal gioco, che sia un problema di posizione?

LEAO 6,5.

Tocca pochi palloni, ma ogni volta che gli arrivano sono dolori per gli avversari. E il gol ne è la riprova.

All. PIOLI 7.

Se mai avesse avuto dubbi sulla squadra, questa vittoria li ha spazzati via subito.

Dalot 6. Entra in sostituzione dell’infortunato Tonali e disputa la sua onesta gara.

Calhanoglu 6. Gioca mezz’ora, sintomo che sta bene fisicamente.

Ibrahimovic SV

Maldini SV

Voto squadra 6.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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