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La maglia da titolare, forse, dovrà ancora aspettare. A distanza di 50 giorni dall’ultimo volta, però, una cosa è certa: Ibrahimovic è tornato. Con la grinta di sempre e la voglia di stupire, ancora. Far vedere che anche a 40 anni suonati è capace di rientrare da un infortunio muscolare a ritmo di un ventenne, come un animale in gabbia che ha voglia di tornare a mordere la sua preda.

Milan-Torino, Ibrahimovic in panchina

Domani sera contro il Torino, però, Ibrahimovic si siederà in panchina. Causa la squalifica di Leao per la sfida di lunedì contro il Cagliari, sarà ancora una volta il portoghese a guidare l’attacco rossonero contro gli uomini di Giampaolo. Già puniti, tre giorni fa, dalle reti proprio del lusitano e di Kessié su rigore. Ibra però c’è e sicuramente metterà minuti nelle gambe. Pioli spera vivamente, però, che non si ripeta quanto avvenuto un anno fa: era il 28 gennaio 2020, il Milan giocava proprio contro il Torino in Coppa Italia per i quarti di finale della manifestazione. I rossoneri ebbero ragione della formazione granata dopo un rocambolesco 4-2 ai supplementari. Al vantaggio iniziale di Bonaventura seguì la doppietta del difensore brasiliano Bremer, che portò avanti il Torino. Il Diavolo acciuffò il pareggio con Calhanoglu nei minuti di recupero, prima delle reti nell’extra time dello stesso turco e, guarda caso, proprio di Ibrahimovic. Che entrò a gara in corsa, causa necessità di forza maggiore.

Un anno fa decise la gara di Coppa Italia

Era un altro Milan, era un altro Torino. Pioli gli concederà al massimo 20/25 minuti ma lui farà vedere di essere pronto; perché gli manca il campo e gli manca il gol: “Per lui sarà una tappa importante, la cosa principale è aver superato il guaio muscolare. Deve ritrovare ritmo e minutaggio in più, domani lo troverà” l’ammissione di Pioli. Il quale prenderà per mano la rosa e farà un sano turnover, ma non massiccio; ci saranno Tatarusanu; Dalot, Kalulu, Castillejo, Brahim Diaz e Hauge; ma anche titolari indiscussi come Romagnoli, Theo Hernandez; Kessie, Tonali e il già citato Leao. Potrebbe tornare a vestire il rossonero, a distanza di undici mesi dall’ultima volta, Musacchio; col conseguente spostamento di Kalulu a destra e Dalot a sinistra e turno di riposo per Theo Hernandez.

Milan-Torino, le probabili formazioni

Chi non sarà del match è Daniel Maldini, non disponibile causa squalifica. Il fantasista rossonero era stato ammonito in due gare di Coppa Italia Primavera nella scorsa stagione, contro Torino e Fiorentina.
Si è mosso intanto il mercato dei rossoneri: il Milan ha annunciato la cessione ufficiale di Duarte in prestito fino al 30 giugno 2022 con diritto di riscatto al Basaksehir, formazione turca. Ora partirà l’assalto a un vice Ibrahimovic, una calciatore che possa dare manforte ad un club comunque in salute. I nomi son sempre gli stessi: da Scamacca a  Milik, con la Juventus interessata sullo sfondo. Tentativo di accelerazione anche per Simakan, alla luce anche della partenza di Duarte.

  • MILAN (4-2-3-1): 1 Tatarusanu; 5 Dalot, 20 Kalulu, 13 Romagnoli, 19 Theo Hernandez; 8 Tonali, 79 Kessié; 7 Castillejo, 21 Díaz, 15 Hauge; 17 Leão. In panchina 99 G. Donnarumma, 90 A. Donnarumma, 14 Conti, 24 Kjær, 2 Calabria, 22 Musacchio, 10 Calhanoglu, 29 Colombo, 11 Ibrahimovic. Allenatore: Pioli.
  • TORINO (3-5-2): 32 Milinković-Savić; 5 Izzo, 33 N’Koulou, 99 Buongiorno; 27 Vojovoda, 23 Meïté, 88 Rincón, 8 Baselli, 29 Murru; 11 Zaza, 9 Belotti. 39 Sirigu, 25 Rosati, 3 Bremer, 4 Lyanco, 13 Rodriguez, 17 Singo, 45 Ferigra, 6 Segre, 7 Lukic, 10 Gojak, 77 Linetty, 20 Edera, 24 Verdi. Allenatore: Giampaolo.
  • Arbitro: Paolo Valeri (Rocca-Pagliardini i guardalinee), al VAR Banti-Paganessi
  • La gara in tv: diretta su Rai 1, post-partita in onda su Rai Sport (canali 57 e 58 del digitale terrestre)
News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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