Mandzukic e la maglia numero 9 del Milan
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La maglia numero 9 del Milan. Superare Ibrahimovic e sfidare l’impossibile. Se ti chiami Mario Mandzukic puoi fare anche questo. E, perché no, puoi anche avere la sana presunzione di poter superare una maledizione. Di quelle che durano ormai da quasi dieci anni.

Mandzukic pronto ad indossare la maglia numero 9 del Milan

Da oggi Mandzukic è ufficialmente un giocatore del Milan. Il croato, che era svincolato, ha firmato un contratto con i rossoneri fino al 30 giugno con possibilità di rinnovo in caso di qualificazione alla Champions League. Già, il ritorno nell’Europa che conta di questo povero Diavolo; martoriato da anni di monotono galleggiamento nei medi meandri di una modesta Serie A, che ora si ritrova primo in classifica grazie ad una banda di giovani e spensierati ragazzini riunitasi sotto il cappello protettivo del 40enne Ibrahimovic.

Il primo giorno da rossonero di Mandzukic

Il quale, ora, avrà al suo fianco il 34enne Mandzukic, uno che in carriera ha vinto tanto e che quindi sa come e cosa bisogna fare per tornare sul tetto d’Italia e non solo: “Posso solo promettere di fare del mio meglio in ogni partita e di aiutare la squadra in ogni maniera – le sue prime, abbastanza ovvie, parole – sono sicuro che insieme possiamo realizzare il sogno di ogni fan del Milan (e ce ne sono molti in Croazia). Pronto a combattere!”. L’altro cattivo che arriva, al fianco di Ibra; indossando quella maglia numero 9 che tanta paura fa agli attaccanti che sono transitati da Milanello dal 2012 in poi, dal post era Pippo Inzaghi: “Sarà un onore indossarla” ha concluso Mandzukic.

La storia della maglia numero 9 del Milan

Che, in cuor suo, sa che le maledizioni servono proprio per essere smentite. E dunque eccolo andare oltre Ibrahimovic; già, perché Zlatan poteva prenderla, la numero 9, ma optò per la 11. Per paura? Forse, o forse no. Mandzukic invece l’ostacolo non lo aggira, lo affronta. Va oltre la soglia della paura di Ibra e si accaparra il numero del centravanti vero. Lui che, in carriera, ha indossato sin da giovanissimo la numero 17 (oggi di Leao) e 18 (sulle spalle di Meité), oltre alla 9 che ha avuto per due anni al Bayern Monaco e uno all’Atletico Madrid. Risultato: dieci titoli vinti, tra i quali una Champions League e una Coppa del Mondo per club.

Le tante maledizioni nel mondo del calcio

La maledizione della maglia numero 9 del Milan, ma non solo. Perché nel calcio ce ne sono davvero tanti di sortilegi: dalla numero 7 del Manchester United, che dopo Cristiano Ronaldo (e prima di lui Best, Robson, Cantona e Beckham) nessuno è più riuscito a darle lustro, agli infiniti secondi posti del Bayer Leverkusen tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000; ma anche il tabù Champions per Ibrahimovic e le tre finali perse da Buffon, i 100 anni di maledizione lanciati da Bela Guttmann al Benfica che ancora perdurano e i 30 anni di attesa per tornare a vincere la Premier da parte del Liverpool.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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