Mandzukic dichiarazioni: la conferenza stampa di presentazione al Milan
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Ecco tutte le dichiarazioni di Mario Mandzukic, durante la conferenza stampa di presentazione del giocatore. Il centravanti croato ha scelto la maglia numero nove. La conferenza stampa comincerà alle ore 14 di oggi, giovedì 21 gennaio 2020. In prima fila, ad assistere, ci sono anche Paolo Maldini e Frederic Massara.

Il Milan è la sfida che ti aspettavi?

“Sono contento di essere qui, l’ho già detto negli ultimi giorni. Negli ultimi tempi mi sono preparato proprio per questa possibilità. Vedo che c’è una bella atmosfera, stanno svolgendo un ottimo lavoro; sono in un’ottima posizione, è importante per me essere pronto per la squadra e fare tutto il bene possibile”

In una squadra giovane come il Milan, quale sarà il tuo ruolo? Complementare a quello di Ibrahimovic?

“E’ squadra giovane ma tutti molto combattivi, con spirito di squadra. Sicuramente io giocherò a fianco di questi giovani, io sono un professionista e cercherò di dare sempre il meglio. Se i giovani vorranno seguirmi, sarò felice”

Come stai? Come ti sei preparato e quanti minuti pensi di avere già nelle gambe, magari per la gara di sabato contro l’Atalanta?

“Mi sono preparato tutti i giorni nei mesi scorso, se non mi fossi sentito pronto non avrei accettato un’offerta come quella del Milan. Sono pronto per una sfida come questa; certo avrò bisogno di qualche giorno per conoscere i miei nuovi compagni. Quanto potrò giocare sabato contro l’Atalanta? E’ difficile dirlo, ma io sono qui per essere pronto in ogni momento in cui ce ne sarà bisogno. Dipenderà dal mister”

Sei pronto a mettere paura agli avversari insieme a Ibrahimovic?

“Abbiamo tante gare nelle nostre gare io e Zlatan. E sappiamo come vanno le cose nel calcio. E’ anche importante incutere soggezione e timore e combattere per il club come fa Zlatan e gli altri. Sono pronto”

C’è voglia di rivincita personale nella tua scelta? E tra le tue motivazioni a venire al Milan c’è anche la convinzione che si possa vincere lo Scudetto?

“C’è ancora molto da giocare fino a fine stagione, ma se guardi a quanto fatto nel recente passato con in campo tutti che corrono e combattono, credo che sarà sempre più semplice vincere le gare e arrivare allo Scudetto. Spero che rimarremo dove siamo ora”

Un saluto ai tifosi in italiano?

“Preferisco parlare in campo, dimostrare lì cosa posso ancora fare”.

Quanto sarebbe importante vincere per la tua carriera con questo Milan?

“Sarebbe un qualcosa di grandissimo. Se guardiamo quello che è stato il Milan, la sua forza, sarebbe bellissimo vincere il titolo. Ora abbiamo una grande possibilità di farlo, ma non voglio parlare troppo. Meglio parlare in campo”.

Che campionato pensi di trovare?

“Non penso molto agli altri club, preferisco pensare al Milan e a me. E ad essere pronto per dare il meglio per la mia squadra. Ecco quello che voglio fare”

Hai parlato con Pioli della tua posizione in campo? Pensi di essere nel club più forte?

“Sono sempre stato ambizioso. Ho lavorato molto nella mia carriera e continuo ad essere ambizioso. Il team sta facendo bene ma la stagione è ancora lunga ma se continuiamo come fatto finora sarà più semplice finire come tutti sperano. Pioli? Ne abbiamo parlato, il mister è molto positivo, un grande uomo. Mi piacciono le sue idee e mi ha chiesto della mia posizione. Se avrà bisogno giocherò in ogni posizione mi chiederà, tutto per vincere “

Se dovessi giudicare te stesso, a che percentuale del miglior Mandzukic sei?

“Difficile da dire, non ci ho mai pensato. Mi sento molto bene però. L’ultimo mese ho avuto tempo per preparare il mio corpo, non preoccupatevi per me. Sono sempre stato bene, mai avuto infortuni gravi, sarò pronto”.

Che effetto ti farà incontrare la Juventus da avversario? E che cosa non ha funzionato con Sarri?

“Quando giocherò contro la Juventus sarà come giocare contro altre squadre. Prima del match saremo amici, dopo nemici. E quando la gara terminerà, torneremo amici. Spero che i tifosi possano essere con noi il prima possibile allo stadio, è sicuramente meglio giocare con il tifo. Ho un rapporto incredibile con i tifosi juventini, li ringrazio per quanto fatto per me. Sarri? Non vorrei parlare del passato, preferisco concentrarmi sul futuro. Magari potete chiedere a lui”.

Nel venire al Milan ha influito anche una voglia di rivalsa nei confronti di una dirigenza, quella della Juventus, che forse ti ha scaricato troppo velocemente?

“No. Mai nella mia testa. Quando ho ricevuto la chiamata dal Milan non ho mai pensato a dover dimostrare qualcosa a qualcuno. Devo solo dimostrare al Milan che posso sodisfare le loro aspettative”

Perché hai scelto la maglia numero 9?

“Ho usato la 17, ma non era libera. Ho visto che la 9 era libera e l’ho presa. Non ci sono problemi, se giochi non devi pensare a nulla. Quello che è stato il passato non mi interessa, sono più concentrato su quello che sta davanti a me. E anche il numero sul retro della maglia sarà ok”.

Hai sentito Rebic prima di aver firmato con il Milan? Quali sono i tuoi obiettivi personali per la stagione?

“Ho parlato rapidamente con Ante che era a casa con il covid. Sono contento di ritrovarlo, ma non abbiamo parlato molto perché lo aspetto sul campo. Gli obiettivi personali? Essere pronto in ogni momento che la squadra avrà bisogno di me”

Quando è nata la trattativa con il Milan? Hai la sensazione che è un club con tanto entusiasmo e che stia nascendo un ciclo vincente?

“Difficile dire quale sia stato il primo giorno del contatto, ma posso dire che mi hanno chiamato assieme Maldini e Massara. Ero molto contento quando è accaduto, stavo lavorando molto affinché qualcosa di simile accadesse. Ciclo vincente? L’entusiasmo si percepisce, una bellissima atmosfera. Si sente la motivazione e anche per me è importante”

Saresti soddisfatto di arrivare in Champions senza vincere lo Scudetto?

“Chi mi conosce sa l’ambizione che ho. Ma sa anche che non amo parlarne. Preferisco parlare lavorando, non è bene parlarne troppo”.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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