Tennis: intervista a Fabrizio Ornago, tra la laurea in fisioterapia e il sogno Slam
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Il primo italiano a vincere un torneo nel tennis è stato Fabrizio Ornago. Il 28enne milanese, infatti, ha trionfato sulla terra rossa de Il Cairo, in Egitto. Un challenger da 15mila dollari di montepremi, che ha dato nuovo slancio sia allo stesso Ornago, sia agli amanti del tennis. Che hanno vissuto un 2020 decisamente anomalo.

Fabrizio Ornago, il primo italiano a vincere un torneo nel 2021

A 28 anni Fabrizio Ornago, che ha la posizione 355 Atp come best ranking in carriera, sogna ancora. Sogna di poter giocare uno Slam, di poter competere con i più grandi del mondo. Lui che, partito da Gorgonzola, ora punta dritto in alto: “Ho iniziato alla Gtennisricorda nell’intervista esclusiva con milanosportiva.com sono rimasto lì fino ai 16 anni. Mi hanno tramesso grande passione per questo sport. Poi è arrivata la voglia di mettermi in gioco, forse tardi. Dopo la laurea, che ho conseguito nel 2015”.

E lì, cos’è successo?

“Mi sono reso conto di avere le possibilità per poter andare lontano, prima non avevo questa convinzione. E sono salito abbastanza in fretta, in 2/3 anni ho raggiunto il mio best ranking”

E poi?

“Purtroppo non ho avuto il supporto che mi sarei aspettato dalla federazione. In Italia se superi i 23 sei vecchio. Non mi hanno mai concesso una wild card per i tornei maggiori, ho dovuto perdere tempo  con tante settimane nel circuito minore. Dove emergere è anche più difficile, perché il livello è davvero alto”.

Passo indietro: Fabrizio Ornago primo italiano a vincere un torneo nel 2021

È il primo anno che vinco il primo torneo dell’anno, anche se ci sono andato vicini in diverse occasioni. C’è da dire che quest’anno non ho svolto una preparazione invernale lunga, mi sono portato dietro il lavoro che avevo fatto durante la quarantena. Non mi allenavo tennisticamente ma fisicamente; dopo gli ultimi tornei di dicembre ho avuto qualche settimana di richiamo e poi subito a giocare tornei. In sintesi diciamo che è stata più il proseguo della precedente stagione che l’inizio di una nuova vera e propria”.

Tra semifinale e finale, a Il Cairo, è rimasto in campo quasi sette ore

In finale contro lo spagnolo Jose Vidal Azorin ero stanco. Infatti non sono riuscito a partire con il piede giusto; però piano piano sono entrato nel vivo della partita e ho trovato le giuste energie”.

È il sesto titolo in carriera, il primo dal 2019: che anno è stato il 2020?

“Un anno dove abbiamo disputato meno della metà delle gare a cui siamo abituati. Peccato, perché avevo cominciato con tre semifinali di seguito. Aspettavo di giocare un’intera stagione sulla terra, ma la pandemia ha rimandato tutto. Quando abbiamo ripreso ad agosto/settembre il livello era parecchio alto e con le restrizioni di viaggio si puntava sempre a giocare vicino casa”.

Che cosa ha significato il covid per un tennista professionista? 

Fortunatamente l’ATP ci ha aiutato economicamente, visto che comunque abbiamo sempre tante spese durante l’anno, che spesso sono superiori ai guadagni. Spese che riusciamo a colmare con i campionati a squadre e piccoli sponsor. Ma il grosso problema, con la pandemia, sono i rischi che corriamo. In questo momento tanti tornei si disputano in nazioni dove ci sono meno controlli. E oltre al rischio salute c’è anche la richiesta, per ogni torneo, di un tampone. Anche questo a nostre spese”.

Riesce a vivere ogni tanto la città di Milano? 

Poco, perché abito in provincia e mi alleno vicino casa, alla Sportrend di Melzo. Atleticamente mi segue Silvano Celani, il fisioterapista Luca Mazzoleni, Andrea Saliu e lo psicologo Tommaso Gabrieli. Mauro Capocchi non mi sta più allenando, ma stiamo portando avanti un lavoro iniziato che sta cominciando a portare frutti“.

Fabrizio Ornago
Campionati Italiani Assoluti Tennis 2020 Todi 22 Giugno 2020 Tennis Club Todi 1971 Nella foto Fabrizio Ornago Foto Giampiero Sposito

Però durante il lockdown è riuscito comunque a dare il suo contributo

“Io mi sono laureato al San Raffaele nel 2015 in fisioterapia. Non ho lavorato con pazienti covid, quindi ero tranquillo. Ma ho avuto a che fare con pazienti con problematiche belliche, il cui tampone era negativo. Gente costretta a rimanere in qualche struttura alberghiera, dove io andavo il pomeriggio per gli esercizi di riabilitazione. Ho avuto la fortuna di poter mettere in pratica la mia seconda passione, la fisioterapia”

Il lavoro del tuo futuro? 

“Vedremo, non lo so ancora. Dopo il tennis forse sì, però dovrò studiare ancora di più e aggiornarmi”.

Passo indietro: Fabrizio Ornago, una vita nei circuiti minori. L’aneddoto che ci racconta qual è?

“Una delle cose più strane è stato quando, in Uganda, mi sono scaldato senza rete e senza righe sul campo. Cosa fai? Niente, ti immagini la loro presenza, non puoi fare altro… poi sono state fatte le righe ed è apparsa la rete e abbiamo giocato”..

Stare lontano da casa non le pesa? 

“Sicuramente non è semplice, anche perché sto andando a convivere con la mia ragazza. Più che altro è pesante il luogo dove di norma giochiamo i tornei, tutt’altro che vicini alla vita reale. sono resort dove la vita si ferma, l’unico orologio che procede è quello biologico. Sono osai nel nulla, mancano stimoli esterni, sono posti lontani dalle città. Non c’è nulla fuorché la camera e i campi da tennis”.

Tutt’altra atmosfera, invece, un torneo del Grande Slam…

“Mi sto allenando molto bene con la mia squadra, stiamo migliorando tanto. Spero di avere delle occasioni, con un buon calendario ATP Challenger, per potermi mettere in mostra. Ad oggi è pessimo, stanno giocando solo i primi 250 del mondo; tutti gli altri sono costretti a rifugiarsi nei tornei ITF, dove i punti in palio sono pochi e il livello è alto.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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