Milano Quanta sette bellezze: Padova, fantasmi spazzati via
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Il Milano Quanta ha battuto 7-3 i Ghosts Padova nel match valido per la 16esima giornata della Serie A di hockey inline. La gara si è disputata al Quanta Club di via Assietta.

Milano Quanta, inizio molto equilibrato

Inizio più che complesso per il Milano Quanta, che parte subito sotto di due reti. Masiero e Carron, infatti, beffano nei primi secondi di gara la retroguardia meneghina e spediscono gli ospiti avanti di due reti. La reazione d’orgoglio dei ragazzi di coach Rigoni arriva subito e nel giro di cinque minuti il Milano ribalta il match: Belcastro, Banchero e Ferrari ristabiliscono le distanze e riportano davanti i meneghini. Ancora Banchero e poi Francon fissano il risultato sul 4-3 con il quale si chiude la prima frazione di gioco.

Nella ripresa Milano prende il largo

Nella ripresa il Milano Quanta prende il largo. Una doppietta di Banchero e la rete nel finale di Ferrari fissano il risultato sul 7-3 finale. La classifica, ora, vede i milanesi tornare prepotentemente in corsa per le piazze che le competono. Con 29 punti in cantiere, infatti, Milano è seconda in compagnia di Ferrara ma con un coefficiente reti migliore. Prima senza problemi Vicenza, con 42 punti conquistati in 14 gare. In attesa del big match del 6 febbraio, che metterà di fronte Milano e i Diavoli. Non sarà una sfida valida per il primo posto, ma sicuramente sarà un banco di prova importante per cercare di capire quanto sia competitiva questa squadra, in questa strana annata contraddistinta dal covid. Prima, però, ci sarà la sfida di sabato prossimo in casa contro Monleale. E poi, dopo che si sarà chiusa la regular season, si potrà tornare a ruggire più forti di prima. Pandemia permettendo, s’intende.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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