Inter-Milan: Galli “Pioli un lord inglese! Conte? Faccia il miracolo”
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Quattro anni al Milan, conditi dalla vittoria di uno Scudetto, due Supercoppa Italiana, altrettante Coppe dei Campioni, una Supercoppa europea e una Intercontinentale. Ma soprattutto otto derby contro l’Inter, spesso infuocati ed incandescenti: “E mi ricordo benissimo quello dell’anno dello Scudetto; vincemmo 2-0  in una maniera quasi umiliante, perché loro non superarono nemmeno la meta campo”.

Giovanni Galli, sempre rose e fiori i suoi derby?

“Non proprio, visto che al contrario l’anno dopo, quando vinsero loro lo Scudetto, perdemmo 1-0 con un gol di Serena di testa”.

Ma che cosa passa nella testa dei giocatori in un derby?

“Di tutto, nel vero senso della parola. È facile dire che il derby è sempre una partita a sé, difficile è spiegarne i motivi”

Ci provi: ad esempio il derby di stasera, come lo vede?

“Al di la dello stato di salute, dell’entusiasmo o della depressione, in quei 90 minuti è tutta un’altra storia. Si vive in un’altra dimensione. Peccato che non ci sia il pubblico, soprattutto in queste partite. Vi immaginate quanta gente ci sarebbe stata a San Siro stasera per vedere di fronte la prima e la seconda in classifica?”

Però questo è un derby Inter-Milan di Coppa Italia

“Un aggravante. È una partita secca, una stracittadina che già di per se è partita particolare; oltretutto quest’anno mette di fronte due vere protagoniste del nostro campionato, squadre che hanno lasciato dietro chi ha dominato la scena nell’ultimo decennio. È un’annata molto equilibrata e Milan e Inter sono le interpreti migliori di questo nuovo corso”.

Da portiere a portiere: come vede il dualismo Donnarumma/Handanovic?

“Due atleti molto bravi ma ai poli opposti. Da una parte c’è un ragazzo che ha iniziato un percorso da qualche anno che lo vedrà diventare forse il più forte del mondo; e dall’altra un portiere che è sempre stato una garanzia, sia tecnica che umana, ma che inevitabilmente non sai quanto possa ancora continuare”. 

Andiamo all in su Donnarumma?

“E’ la stella emergente, mentre Handanovic e una stella che è a compimento; non che sia finito, rimane sempre portiere carismatico. Diciamo che ci ha abituato nel corso degli anni a campionati di un altro spessore rispetto a quest’anno”.

Altro giro, altro dualismo: come vede la sfida Pioli/Conte?

“Caratteri diversi e metodi diversi. Conte incide in maniera forte, motivazionale, all’interno dello spogliatoio. Esagera? Forse, ma spesso è una tattica che paga. Dall’altra parte, invece, c’è un lord inglese, uno che ha un rapporto fraterno quasi con i giocatori. Quest’ultimo, a differenza di Conte, ha già fatto un capolavoro, perché in un anno è riuscito a far diventare il Milan una squadra organizzata, capace di raggiungere record su record con titolari e riserve. Ha creato un gruppo forte, omogeneo, mentre Conte ancora non ci è riuscito”.

In chiusura: Mandzukic può dare la svolta come fatto, a suo tempo, da Ibrahimovic? 

“Il Milan ha preso un uomo per reparto. Un difensore di prospettiva, un centrocampista fisico e un attaccante pronto, caratterialmente e mentalmente preparato alla battaglia. Non c’era miglior elemento di Mandzukic sul mercato. Sono sicuro che non potrà che fare bene” 

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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