Spezia-Milan 2-0: un Diavolo pessimo
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Perdere male e nettamente, nella settimana che porta al ritorno in Europa a Belgrado contro la Stella Rossa e soprattutto al derby di domenica prossima contro l’Inter, non è di certo il miglior biglietto da visita per il Milan. La capolista (lo sarà ancora domani sera?) che gioca di rimessa sul campo di una neopromossa non può di certo cullare chissà quali sogni di gloria; soprattutto se in campo manca qualità, la squadra si chiude in trincea dietro l’assalto di uno Spezia squadra ordinata e con un’ottima idea di gioco e molti dei tuoi giocatori non riescono ad entrare in partita. 

Spezia-Milan 2-0, la cronaca e il commento del match

Pioli è uscito dal “Picco” di La Spezia con molti dubbi e nessun sorriso (CLICCA QUI PER LEGGERE LE PAGELLE): Kessie e Calhanoglu non sono mai entrati in partita, Bennacer è apparso ancora lontano parente del giocatore che ha tanto bene impressionato e l’assenza di Calabria, voluta (o no?) per paura di un’eventuale squalifica in ottica derby con quell’ammonizione rimediata negli ultimi minuti del match contro il Crotone, hanno pesato enormemente. La tattica del “lancio lungo su Ibra” non ha funzionato, complice anche uno svedese troppo isolato lì davanti. E chissà cosa sarebbe successo se, in avvio di gara, un super Donnarumma non avesse smanacciato da vero fenomeno su una gloriosa giocata di Saponara da dentro l’area di rigore; perché anche in quel caso il Milan non è stato capace di reagire, con un colpo di testa di Theo Hernandez e uno di Romagnoli, di certo non così pericolosi, unici squilli di una prima frazione di gioco senza gloria. 

Theo Hernandez, altra prestazione opaca

Ma anche nella ripresa i rossoneri non sono riusciti a risorgere, con l’ottimo Spezia di Italiano che, sotto gli occhi del nuovo ad Nishant Tella, ha potuto così chiudere la gara con Maggiore prima (ancora una volta un gol subito su una palla persa da Theo Hernandez, Pioli dovrà lavorare parecchio su questo dato) e Bastoni poi (Dalot non è Calabria e si vede). Di contro il Diavolo è apparso appesantito fisicamente e con poche idee; che a Milanello si sia lavorato pesantemente in fase di preparazione, visto che ora si tornerà a giocare tre volte a settimana con il ritorno dell’Europa League, può essere una spiegazione ma di certo non una giustificazione valida. Perché a questo Milan sono mancati coraggio, incisività e anche cattiveria; caratteristiche che domenica prossima, nella stracittadina contro l’Inter che metterà in palio il primo posto in classifica, serviranno come il pane. Perché il Milan di oggi è apparso troppo brutto per essere vero.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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