Padel, Juan Lebron sbarca in Italia: “Giocherò a Roma”
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Dici Juan Lebron e subito pensi a sua maestà il signore del padel. Perché il 26enne spagnolo, raccontano le cronache e le gesta sportive (ma soprattutto i molti video presenti in rete, per chi non ha ancora avuto il piacere di vederlo giocare dal vivo), è uno dei massimi esperti dello sport da molti considerato ‘cugino sfigato del tennis’: “Lo so, non mi racconta nulla di nuovo – esordisce Lebron, aria rilassata di chi la sa lunga – ma in Spagna è già il secondo sport più praticato dopo il calcio. Ed in molti paesi è in espansione”.

Lebron, è tempo di dare una bella accelerata al padel anche in Italia quindi…

“Dipende da voi. Quello che vedo io è che è un movimento in continua evoluzione, con interessanti opportunità economiche e di comunicazione. E con le Olimpiadi sullo sfondo”. 

Ma perché una persona dovrebbe giocare a padel? Provi a convincermi…

“Per prima cosa, come in tutto quello che si fa nella vita, serve passione. Personalmente non vedo l’ora ogni mattina di alzarmi e prendere in mano la mia racchetta. Giocare a padel mi mette di buon umore e mi da una grande soddisfazione. E poi può giocarci chiunque, anche chi non ha mai giocato a tennis o fatto sport”.

  • Padel, Juan Lebron
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Sa che in Italia c’è l’idea che il padel sia lo sport dei vip?

“Non sapevo, però ho visto che molti ex calciatori ci giocano. Il motivo è proprio per quello che ho detto prima; in realtà il padel è semplice, bastano degli amici e delle racchette e dopo qualche scambio sei già innamorato. Certo, per competere ai miei livelli serve molta tecnica e pratica (ride, ndr)”.

So qualcosa della sua storia: mi dica, è colpa o merito di suo papà l’aver intrapreso una carriera nel padel? 

Giocava spesso con i suoi amici, per divertirsi, e quindi mi sono appassionato quasi naturalmente a questo sport. Ho iniziato a sette anni, ne ho 26 e non ho mai smesso. Dire se sia colpa o merito non lo so, lascio a voi il giudizio”. 

Cosa ci dice della sua collaborazione con Fisiocrem?

“Mi piace la loro filosofia, l’essere come una famiglia; e il progetto di unire il mio nome al loro brand mi ha affascinato immeditamente. Hanno una visione di lungo tempo, l’idea è di crescere insieme, io, Fisiocrem ma soprattutto il padel in senso lato”.

Siamo ad Assago, sede della Fisiocrem: lei ha mai giocato a Milano?

“No. Sono stato diverse volte a Roma per alcuni tornei e a settembre al World Padel Tour a Cagliari. Speriamo di avere tempo per essere anche un po’ più turisti”.

Cosa le piace dell’Italia?

“La gente e il cibo soprattutto. Poi io sono spagnolo, siamo molto simili come mentalità. L’Italia è molto bella e vedo un movimento del padel in crescita”.

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Anche grazie a lei, che comincerà a giocare a Roma giusto? 

“Esatto. Ho firmato un contratto con il Club Padel, mi piace l’idea di potermi relazionare con gente nuova, è anche uno stimolo ulteriore per la carriera. Ho sempre pensato di venire a Roma, di poter stare in squadra, di fare la Serie A. uscire un po’ dal circuito WPT (il circuito mondiale del Padel, il World Padel Tour, ndr)”.

Che cosa sogna per il suo futuro?

“Di giocare ancora tanto a padel. Per uno sportivo, poi, le Olimpiadi sono il massimo. Ecco, se proprio devo sognare, allora sogno una medaglia di quelle importanti all’Olimpiade. Possibilmente del metallo più pregiato”.

CLICCATE QUI PER LEGGERE L’INTERVISTA A ROBERTO CASSANELLI SU JUAN LEBRON

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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