Powervolley Milano ko a Verona: il bivio della paura
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La solita Milano, quella capace di dominare un set, di addormentarsi in un altro e di lasciare libero sfogo agli avversari. Può darsi che la semifinale di ritorno di Challenge Cup di mercoledì contro l’Halkbank Ankara, la gara probabilmente più importante della stagione fino a questo momento (si parte dal successo per 3-1 maturato settimana scorsa in terra turca), abbia influito e non poco sulla prestazione dell’Allianz Powervolley Milano, ma quanto visto a Verona in gara-2 del turno preliminare di playoff Scudetto di Superlega non può lasciare contento coach Roberto Piazza.

Powervolley Milano ko in gara-2 a Verona

Il quale, è lecito immaginarselo, avrebbe davvero fatto a meno di dover ricorrere a gara-3, che si disputerà all’Allianz Cloud domenica prossima; sia perché la già citata semifinale contro i turchi di Ankara porterà via risorse fisiche e mentali, sia perché avere un weekend di riposo sarebbe stato il viatico ideale per affrontare poi l’eventuale quarto di finale contro Perugia. Che non sarà di certo una passeggiata, qualora Milano dovesse qualificarsi.

Una gara da Dr Jekyll e Mr Hyde

E invece no, tutto torna in discussione. Dopo la vittoria in gara-1 in casa, l’Allianz Powervolley Milano non è riuscita a chiudere i conti a Verona concedendo il lusso alla NBV di poter sognare il colpo grosso in terra meneghina domenica. E pensare che il primo set aveva messo in mostra una Milano dinamica, tonica, come quella vista proprio ad Ankara settimana scorsa: il 25-20 finale era figlio di una sana gestione della gara; poi, il blackout. Non di certo una novità, visto che per la Powervolley l’addormentarsi in alcuni momenti del match è divenuto quasi un marchio di fabbrica. E così ecco che il secondo set va appannaggio dei veneti (25-18), capaci di vincere anche il terzo con relativa facilità (25-20) e il quarto con la forza dei nervi e della volontà (25-21).

Ora appuntamento con la storia

La solita Milano, il solito punto di domanda sul futuro in campionato del club. Una squadra capace di vivere per mesi al terzo posto in classifica, prima di crollare nel mese di gennaio causa covid e prestazioni non all’altezza. Ora il concreto rischio di non riuscire ad arrivare nemmeno ai quarti di finale di playoff Scudetto, un qualcosa che suona davvero come una beffa. Per Piazza la nota lieta è Urnaut, che lentamente sta tornando a buoni livelli (13 punti totali) mentre è da rivedere il muro, capace di portare a casa appena cinque punti. Ma tempo per leccarsi le ferite non ce n’è, perché mercoledì sarà di nuovo sfida contro l’Halkbank Ankara: in palio il biglietto per la finale di Challenge Cup, a distanza di 27 anni dall’ultima volta in cui Milano potè fronteggiare un’avversaria nell’atto conclusivo di una coppa europea. Sfida che, a questo punto, diventa davvero fondamentale per la società del presidente Lucio Fusaro.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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