Roma-Milan 1-2: le pagelle
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Roma-Milan 1-2, le pagelle

DONNARUMMA 6,5. La fascia da capitano non gli pesa, decisiva la chiusura su Mkhitarian.

CALABRIA 6. Si guadagna di mestiere il rigore, bello il duello con Spinazzola.

KJAER 6. Contro Mkhitaryan fatica, per fortuna sua quando l’armeno gli scappa non riesce a concretizzare. La traversa gli nega il gol.

TOMORI 7. Annulla Borja Mayoral, protagonista di una spallata su Veretout al limite del regolamento, un’ottima prestazione.

THEO HERNANDEZ 6,5. In fascia è un treno, qualche solito patema in difesa c’è ma è nettamente in ripresa.

TONALI 5,5. Inizia bene, ma quando la Roma sale di tono cala. Troppo molle in alcune circostanze, serve più cattiveria.

KESSIE 7. Non sbaglia nulla. Glaciale dal dischetto, come consueto.

SAELEMAEKERS 6. Tiene sulla difensiva Zappacosta, in ritardo in occasione del gol di Veretout, ma offre un assist al bacio per Rebic.

CALHANOGLU 5,5. Si perde tra le linee, da quando è rientrato dal covid non è riuscito più ad essere quello di prima. Esce per problemi fisici.

REBIC 7. Quando accelera è sempre pericoloso, crea difficoltà con accelerazioni palla al piede uniche. Gol da cineteca, un’ottima prova.

IBRAHIMOVIC 5,5. Di tacco e di testa non la mette dentro, quando segna è invece in fuorigioco. La testa appare già a Sanremo.  

Diaz 6. Offre l’apporto che Pioli si aspettava da lui, vivace quanto basta.

Leao 6. Ci prova, con le sue movenze da giocoliere. Poco fortunato.

Krunic 6. Tanta corsa e tanta costanza.

Castillejo SV.

Meité SV.

All. PIOLI 6,5. L’atteggiamento è quello giusto, la squadra ha voglia di scrollarsi di dosso il momento negativo e si vede. L’inizio di un nuovo percorso? Preoccupano però i ko di Calhanoglu, Ibrahimovic e Rebic.

Voto squadra 6,5.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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