Guido Soldi racconta la sua Bollate Softball: “Quella volta che Giuliani a New York…”
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Dici Bollate Softball e subito pensi alla famiglia Soldi. Una dinastia capace di creare un movimento sul territorio incredibile, di diventare punto di riferimento per intere generazioni. E giustamente la FIBS, la federazione italiana baseball e softball, ha deciso di inserire nella sua personale Hall of Fame della federazione Guido Soldi, vale a dire l’uomo che dal 1959 coordina il settore giovanile e senior del Bollate Softball. 

Signor Guido Soldi, immagino sia contento della nomina nella hall of fame…

“Una persona quando fa le cose nella vita non ci pensa di solito; però dopo tanti anni di lavoro essere riconosciuto mi inorgoglisce un po’, è l’atto conclusivo. Quando guardo indietro vedo che ho dato tanto a questo sport, quindi senza essere presuntuoso posso dire che è un gusto riconoscimento”.

Voi siete una vera e propria istituzione per il territorio e il softball nazionale

“La famiglia Soldi ha creato il Bollate Softball. Dieci anni prima, nel 1959, abbiamo dato via alla formazione baseball; poi nel 1969 noi fratelli Soldi abbiamo deciso di creare anche la sezione softball. Un’idea nata dal fatto che giocando a baseball avevamo delle ragazze che ci seguivano alle partite e che volevano giocare a loro volta, tutto qui. Abbiamo iniziato con queste ragazze e da lì è partito tutto”. 

Cos’ha Bollate in più rispetto a tante altre società? 

“Naturalmente non basta fare, ma bisogna fare bene. Aprire molto alle persone, coinvolgerle, far capire che l’ambiente è sano, perché quando entri nel mondo femminile bisogna stare attenti, se metti in squadra persone negative diventa una cosa brutta e fallisce tutto il progetto”.

Guido Soldi
Guido Soldi

Come vive oggi il Bollate Softball?

“E’ una società aperta a chi vuol partecipare. È sempre stata aperta a tutti, perché c’è sempre da fare. Chi passa dal nostro centro sportivo può vedere quattro campi bellissimi e mantenerli così costa fatica e denaro. E noi non paghiamo un’impresa, facciamo tutto internamente con i nostri volontari; la familiarità della società è proprio il nostro punto forte”.

Il momento più bello che si ricorda? 

“Sono davvero tanti, difficile sceglierne uno. Però diciamo che c’è una cosa che mi fa molto piacere ed è quella di prendere delle bambine di 6-7 anni e vederle crescere come donne e ottenere risultati nello sport e nella vita. Ecco, la soddisfazione più grande è camminare per Bollate e vedere giocatrici di 30 anni fa che mi salutano con una gioia positiva”. 

Il Bollate Softball che vinse la Coppa Campioni nel 2019
Il Bollate Softball che vinse la Coppa Campioni nel 2019

E un episodio agonistico?

“Abbiamo vinto 80 Scudetti, è dura; ma ricordo che circa 30 anni fa siamo andati in America e sono stato ricevuto dal sindaco Giuliani a New York, a quei tempi era qualcosa di incredibile. Ci siamo fatti una chiacchierata nel suo studio e alla fine ha voluto un cappellino del Bollate, perché lui fa la collezione”. 

E il momento più brutto? 

“I momenti tristi ci sono sempre, forse quello più buio l’abbiamo vissuto nel 2018, quando la società ha avuto un momento di tentennamento e abbiamo dovuto cambiare anche nome causa di alcuni controlli fiscali. Ricordo che convocammo i genitori e gli presentai la cosa, che serviva un presidente nuovo, un consiglio nuovo eccetera. Gran parte delle persone decisero di seguirci e questo mi tranquillizzò molto”. 

Ma come si fa ad essere sempre vincenti? 

“Per me De Coubertin può rimanere dov’è… io alle bambine non è che dico ‘dovete vincere per forza’, ma dico che devono avere la mentalità giusta. E cerco di far capire loro che bisogna impegnarsi sempre quando si viene sul campo, anche quando sono piccole. Per fortuna abbiamo tanti allenatori con questa mentalità e la cosa è condivisa da tutti. A sentire gli psicologi ti darebbero del pazzo, però bisogna anche vedere il bambino quando è triste, fargli capire che la gioia è la vittoria”.

Guido Soldi non ha il cellulare…

“Dieci anni fa lo avevo ed ero rovinato, non avevo pace un momento. Mi chiamavano tutti continuamente; allora ho deciso, basta! Ce l’ha mia moglie, dirottiamo su di lei il tutto”. 

Come vede la stagione di quest’anno? 

“Rispetto al 2020 ci sono delle date di inizio, a fine aprile, e si viaggia meno nel buio. La vedo bene, sperando poi di migliorare sempre di più con questi vaccini che dovrebbero dare la svolta”. 

Obiettivi? 

“Il Bollate gioca sempre per vincere tutto, dal campionato Under 13 alla Coppa dei Campioni. Poi se non si arriva all’obiettivo finale pazienza, ma noi diamo l’opportunità ad allenatori e ragazze di essere competitivi in tutte le categorie”.

Meglio il softball o il suo orto?

“Due cose diverse ma essenziali per me; l’orto è come i buddisti che vanno in ritiro, rilassante. Rimango lì anche 2/3 ore… invece lo sport è ovviamente più impegnativo, ma per me sono essenziali tutti e due”. 

Cosa farà Guido Soldi da grande? 

“Sono una persona religiosa e vivo alla giornata, ogni giorno ringrazio il Signore che sono ancora qui, a 79 anni. Sicuramente andrò avanti come ho sempre fatto, cercando di coinvolgere tante persone. Ma non voglio essere protagonista, faccio il mio e basta. Guido sta bene con questa filosofia di vita, il condividere con gli altri gioie e dolori”.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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