Luca Curatoli: “Gioco a Call of Duty e studio legge, a Tokyo studiando Aldo Montano”
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Luca Curatoli ha le idee chiare. Perché l’Olimpiade di Tokyo si avvicina a grandi falcate e lui vuole esserci. Ma da protagonista, consapevole che questo andrebbe ad arricchire un curriculum sportivo già di tutto rispetto. L’abbiamo incontrato a Milano, lui che è brand ambassador del Pulsee Italia Team.

Curatoli, che 2021 si aspetta?

“Bella domanda. È chiaro che le Olimpiadi di Tokyo la fanno da padrona, ma ora non ci penso più, penso solo ad allenarmi”.

Un’idea però se la sarà fatta di queste Olimpiadi…

“Mi farò trovare pronto, ma non voglio viverla come un’ossessione. E poi ho una vita anche fuori dallo sport”.

Luca Curatoli
Luca Curatoli

Cosa fa di bello? 

“Studio giurisprudenza alla Luiss, nell’ultimo semestre sono riuscito a dare anche tre esami. È un ottimo modo per distrarsi dalla quotidianità dell’allenamento a mi aiutano a concentrarmi. Finora le gare andate meglio sono quelle post esame”. 

Siamo ad un bivio: olimpiadi di Tokyo o covid che vincerà ancora? 

“Se non si fanno quest’anno non si fanno più, inutile negarlo. L’anno scorso ci siamo qualificati e poi due giorni dopo eravamo in lockdown. Siamo passati dalla gioia immensa alla tristezza più totale. Non sono uno che si da per vinto facilmente, infatti ho sfruttato quest’anno in più per preparami”.

Un anno in più anche di agonia però

“Non penso sempre al dover fare, sono bravo a farmi cadere addosso le cose. Farò di tutto per arrivare al meglio ma non sarà un cruccio fino all’ultimo. Chi va meglio di solito è colui che arriva all’evento spensierato”. 

Si sente pronto?

“Non abbiamo modo di testarci in questo momento, ci stiamo allenando molto ma disputiamo delle gare interne tra noi, dove non c’è di certo la pressione della coppa del mondo. Fisicamente sto bene, sono numero quattro del mondo ad oggi. Vedremo cosa accadrà”

Come ha trascorso il lockdown?

Mi sono rilassato, morendo sul divano. Sono una persona pigra. Però ho comprato la Playstation, gioco a call of duty con i compagni di liceo”. 

E come si allenava? 

“Lo facevo in salotto, modificato apposta per la gioia di mia madre. Ho creato una mini palestra, mi allenavo per necessità con il maestro in webcam”. 

Il modello da seguire? 

Aldo Montano, che a 43 anni sta lottando per qualificarsi all’Olimpiade. È un esempio; e poi Raffaello Caserta, il mio fratellastro, uno che sa cosa vuol dire la competizione a cinque cerchi”.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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