Milan: l’aria di Champions di Manchester
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L’Europa che conta, quella dei grandi palcoscenici internazionali, con il sottofondo di quella musichetta che fa battere i cuori (e le casse societarie). E per questo Milan, se ancora non è tempo di tornare a riassaporare la Champions League, è arrivato perlomeno il momento di provare ad alzare l’asticella, sfidando quel Manchester United che giusto tre giorni fa ha battuto nel derby della città il rullo compressore City diretto in panchina da Pep Guardiola.

Europa League, Milan di scena a Manchester ricordando il 2003 e il 2007

Certo, è tutto un altro Manchester United ma le coincidenze non passano inosservate. Perché Manchester, nei ricordi dei tifosi rossoneri, significa soprattutto 2003 e 2007, due annate in cui il Diavolo si laureò campione d’Europa. Nel primo caso battendo in finale ai rigori la Juventus, nel secondo eliminando gli inglesi in una doppia epica semifinale dove la sfida di ritorno, ancora oggi, è considerata dai più la partita perfetta. E sfidando anche la Stella Rossa, proprio come accaduto quest’anno nel percorso in Europa League del Diavolo.

Il percorso di Elliott

Ma se giovedì sera in campo non ci saranno i vari Seedorf, Kakà, Gattuso e così via, è indiscutibilmente una sfida che va letta in un percorso di riavvicinamento della truppa rossonera verso i lidi che le competono, come spesso ripetuto da tutta la dirigenza da Gazidis in giù. Segno che il lavoro portato avanti dal Fondo Elliott sta dando i suoi frutti, sperando che il prossimo anno i rossoneri possano stabilmente rimescolarsi all’interno del gotha del calcio europeo e non uscirne più.

Theo Hernandez, Rebic e Tonali ancora fuori

Intanto Pioli cerca di trovare la quadra per provare ad imbastire una formazione che possa comunque ben figurare su un campo difficile come quello di Manchester. In un periodo dove l’infermeria rimane comunque abbastanza affollata, bisogna tenere testa anche al campionato, lì dove i rossoneri stanno difendendo il secondo posto dall’attacco della Juventus e dove, soprattutto, devono cercare di arginare la risalita delle pretendenti alla qualificazione alla prossima Champions League. Tra gli infortunati l’unico che appare recuperato è Tonali, già in panchina nella partita contro il Verona di domenica scorsa. Per il resto difficilmente Pioli deciderà di rischiare i giocatori appena rientrati dai rispettivi infortuni, anche perché l’idea in casa Milan è chiara: se stai bene giochi, se non sei al 100% è meglio aspettare. Soprattutto perché domenica ci sarà la sfida contro il Napoli.

L’attacco tutto sulle spalle di Leao

E quindi Rebic, Theo Hernandez (che ha sostenuto l’allenamento con il gruppo ieri) e Calhanoglu potrebbero addirittura rimanere a Milanello e non partire nemmeno con la squadra, mentre Mandzukic, Bennacer e Ibrahimovic saranno sicuramente fuori dai giochi. Di conseguenza a Manchester toccherà ancora una volta a Leao guidare l’attacco rossonero, con il giovane Primavera Tonin che verrà aggregato alla prima squadra.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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