Samuel Eto’o l’attaccante terzino oggi compie 40 anni
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“Vivo in Europa, ma dormo in Africa”, è questa una delle frasi che i più ricordano pronunciate da Samuel Eto’o oggi fresco quarantenne. L’ex camerunese, ritiratosi nel 2019 dal calcio giocato, non ha, infatti, mai tagliato il cordone con la sua terra, l’Africa, di cui spessissimo parlava. Nato a Nkon, 10 marzo 1981 è considerato uno dei calciatori più forti della sua generazione, nonché miglior giocatore africano di sempre. Tantissimi i trofei vinti in carriera, indimenticabile per la Milano nerazzurra ‘Il Triplete’.

Fondamentale è stata la sua presenza in squadra nel Maiorca dove si è consacrato, nel Barcellona, nell’Inter e nel Chelsea, così come è importante il suo impegno contro il razzismo e nel sociale. Era un attaccante rapidissimo. Ma in Italia, all’Inter, su richiesta di José Mourinho si sacrificò come esterno. Per vero c’è di più. Perché durante la semifinale di ritorno di Champions League contro il Barcellona, con la squadra in inferiorità numerica per l’espulsione di Thiago Motta, giocò per più di un’ora nel ruolo di terzino sinistro

Samuel Eto’o, i trofei

Coppa Intercontinentale (1998), due Coppe del Re (2002-03 e 2008-09), tre campionati spagnoli (2004-05, 2005-06 e 2008-09), due Supercoppe spagnole (2005 e 2006), un campionato italiano (2009-10), due Coppe Italia (2009-10 e 2010-11), una Supercoppa italiana (2010), tre Champions League (2005-06, 2008-09 e 2009-10) e una Coppa del mondo per club (2010). Inoltre, è l’unico ad aver fatto ‘tripletta’ (campionato, coppa nazionale e Champions League) in due stagioni consecutive e con due maglie diverse. Prima con il Barcellona nel 2008-09 e con l’Inter nel 2009-10. Con la nazionale camerunese ha partecipato a quattro Mondiali (1998, 2002, 2010 e 2014) e a sei Coppe d’Africa (2000, 2002, 2004, 2006, 2008 e 2010), vincendo quelle del 2000 e del 2002. Con 56 reti in 118 presenze, è il miglior realizzatore di tutti i tempi della sua nazionale. Nel 2000, inoltre, ha vinto la medaglia d’oro con la rappresentativa olimpica.
A livello individuale, è stato nominato per quattro volte calciatore africano dell’anno (2003, 2004, 2005 e 2010) e si è classificato terzo nella classifica del FIFA World Player of the Year (2005). Nel 2015 ha ricevuto il premio Golden Foot.

Eto’o l’impegno sociale e la lotta al razzismo

Samuel Eto’o è stato ambasciatore UNICEF e insieme al suo agente e amico Josè Maria Mesalles ha fondato la Fundación Privada Samuel Eto’o per aiutare i giovani del Camerun. E’, però, il razzismo la piaga in cui l’ex centravanti si è trovato più volte coinvolto. Eto’o è stato, infatti, spesso vittima di insulti razzisti a cui ha sempre reagito con fermezza. L’episodio più significativo risale alla partita Real Saragozza-Barcellona (febbraio 2006). Durante il match alcuni spettatori cominciarono a imitare il verso della scimmia e a lanciargli addosso noccioline. Eto’o furibondo e offeso disse pubblicamente di voler lasciar il campo. Fu solo grazie all’intervento dei compagni e dell’arbitro che Samuel restò sul prato.

In seguito all’episodio il Saragozza fu multato per 9mila euro. In Italia non andò meglio. Il 17 ottobre 2010, durante Cagliari-Inter, Eto’o fu ancora vittima di cori razzisti da parte dei tifosi di casa. La partita fu interrotta per due minuti dall’arbitro Paolo Tagliavento, che invitò lo speaker ad annunciare il rischio di sospensione del match. In seguito il Cagliari fu sanzionato per 25.000 euro.

Samuel Eto’o, la carriera

Samuel Eto’o comincia a giocare nella squadra camerunese dell’UCB Douala. Nel 1996 entra nel settore giovanile del Real Madrid. Nella stagione 1997-1998 va in prestito al Leganés, club con cui disputa 28 partite e segna 3 gol. Il 5 dicembre 1998 debutta nella Liga contro l’Espanyol. Torna a Madrid la stagione successiva, dove gioca due gare di campionato e colleziona tre presenze in Champions League. A gennaio 2000 lascia il Real Madrid per giocare nel Maiorca, squadra nella quale inizia a farsi conoscere nel calcio spagnolo. Rimane al Maiorca per cinque stagioni (133 partite e 54 reti). Nel 2004 va al Barcellona. Già alla prima stagione in Catalogna si aggiudica il titolo di capocannoniere insieme a Diego Forlán.


Nell’estate 2008 il neo allenatore del Barcellona Josep Guardiola mette Eto’o nella lista dei partenti. Ma la sua cessione non si concretizza. Dunque resta in blaugrana anche per la stagione 2008-2009.

Il 27 luglio 2009 arriva all’Inter nell’ambito della trattativa che porta Zlatan Ibrahimovic al Barcellona. Lascia i nerazzurri nell’estate del 2011. Ma prima, il 29 maggio, Eto’o segna una doppietta nella vittoria in finale di Coppa Italia contro il Palermo centrando i 37 gol stagionali e superando il suo precedente record di 36 reti (2008-2009). Il 23 agosto 2011 si trasferisce in Russia a titolo definitivo all’Anži con un ingaggio di 20,5 milioni di euro a stagione per tre anni. Con il nuovo contratto Eto’o diventa il calciatore più pagato nella storia del pallone. Il 29 agosto 2013 passa al Chelsea dove ritrova Mou. Il 26 agosto 2014 viene annunciato il suo ingaggio da parte dell’Everton. Nel gennaio 2015 torna in Italia e firma con la Samp prima di passare – a giugno – all’Antalyaspor. Con la squadra turca risolve il contratto a gennaio 2018 per accordarsi con il Konyaspor. Il 14 agosto 2018 si trasferisce al Qatar Sports Club, squadra della Qatar Stars League. Nel settembre del 2019 si ritira dal calcio giocato.

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