Milan-Napoli 0-1: Politano uccide i sogni dei rossoneri
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Se nessuno si era montato la testa in casa Milan settimana scorsa per il momentaneo -3 dall’Inter (che avrebbe poi giocato lunedì sera e vinto contro l’Atalanta), ora nessuno deve gridare alla crisi o alla fine di qualsivoglia sogno di gloria. Più realisticamente, come già prevedibile e ipotizzato da diverse settimane, il Diavolo deve guardarsi dietro, dalla risalita di questo o quel possibile avversario in chiave di possibile qualificazione alla prossima Champions League. Perché a turno, un po’ tutti, ambiscono all’ingresso tra le prime quattro della classifica finale, cosa che porterebbe nelle casse societarie ingenti quantità di denaro e un sorriso assai ampio sul viso dei dirigenti.

Milan-Napoli 0-1, la decide Politano

La sconfitta di San Siro contro il Napoli (0-1), sebbene maturata al termine di una gara dove il Milan non ha meritato la sconfitta, è l’ennesima dimostrazione di come questa squadra non possa giocare senza qualità e senza un finalizzatore in area di rigore. Qualità che è mancata per oltre un’ora di gioco, prima che Pioli decidesse di cambiare totalmente la trequarti offensiva richiamando in panchina gli ectoplasmatici Krunic, Castillejo e Calhanoglu per rilanciare Rebic (espulso ingenuamente nel finale), Saelemaekers e Diaz. E centravanti che, invece, è mancato totalmente su tutto l’arco del match: ancora una volta Leao, che pure ieri ha disputato una partita di sacrificio e di qualche trovata vincente, è apparso troppo isolato, poco reattivo e non a suo agio nel ruolo di prima punta. Certamente la mancanza, contemporaneamente, di Ibrahimovic e Mandzukic non permetteva esperimenti di sorta, ma è chiaro che questa è una falla sulla quale Pioli dovrà lavorare e trovare una soluzione il più velocemente possibile.

Mancanza di qualità e di un vero centravanti

Perché dietro, ormai, si corre: il successo del Napoli, grazie alla rete di Politano su una delle poche occasioni avute dai partenopei, permette alla formazione di Gattuso di inserirsi in quinta posizione in classifica con 50 punti, a -6 dal Milan ma con una gara in meno disputata. Lì davanti, insomma, inizia ad esserci gran confusione e qualcuno, alla fine, rimarrà triste, povero ed affranto. Vale a dire fuori dal novero delle qualificazione alla Champions League. L’impressione è che, tra Milan, Atalanta, Napoli e Roma, alla fine si qualificherà alla coppa delle grandi orecchie chi sbaglierà di meno.

Ecco come fare per qualificarsi in Champions League

E il Milan è avvisato: sistemata paradossalmente la zona centrale di difesa nel momento di massima urgenza, con Romagnoli e Kjaer out per problemi fisici ma con un Tomori in grande spolvero (non a caso, prima volta in questa stagione, il Milan è riuscito a non concedere gol nel primo tempo per la quarta volta di fila), ora bisogna ritrovare lucidità sotto porta. Il rientro di Ibrahimovic, magari già domenica nella trasferta di Firenze contro la viola, potrebbe essere il toccasana necessario. Anche perché poi il calendario, per i rossoneri, sarà in discesa, con le sfide nell’ordine contro Sampdoria, Parma, Genoa e Sassuolo prima del big match contro la Lazio alla 33esima giornata.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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