Serie A: i dolori del giovane Milan
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Nel momento di massimo sconforto il bicchiere non può che essere mezzo vuoto. Ma, si sa, la prospettiva spesso è soggettiva e quindi anche in un’analisi di questo senso, non vanno tralasciati gli aspetti positivi. Perché, nonostante tutto, in casa Milan il sorriso non deve mancare; la formazione rossonera, uscita sconfitta 1-0 dal match di domenica sera a San Siro contro il Napoli, può ancora gioire per alcuni dati oggettivi che la premiano: la truppa di Pioli è seconda quando mancano alla fine del campionato undici giornate; un qualcosa che in pochi si sarebbero immaginati e che, invece, è lì, davanti agli occhi di tutti.

Milan, addio sogno Scudetto

Certo il -9 dalla capolista Inter non permette di pensare allo Scudetto, sogno cullato da tifosi e dirigenza per almeno sei mesi, ma i 56 punti conquistati finora, con un miglioramento di addirittura 17 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, permettono di pensare con maggiore serenità alla conquista dell’obiettivo minimo stagionale: la qualificazione in Champions League. Il ko contro il Napoli ha complicato i piani, chiaramente, perché la formazione partenopea ad oggi sarebbe la prima delle escluse dall’approdo nell’Europa che conta, essendo quinta con 50 punti ma con una gara da recuperare.

C’è da giocarsi l’Europa League contro il Manchester United

Di positivo ci sono altri tre dati: la possibilità di potersi giocare dopodomani un ottavo di finale di Europa League in casa contro il Manchester United, partendo oltretutto dall’1-1 maturato all’Old Trafford; e i ritorni di Bennacer e Ibrahimovic: il centrocampista algerino, fuori dal 13 febbraio per un problema muscolare, si è allenato interamente con il gruppo e crescono le possibilità che Pioli possa contare su di lui per la sfida con i Red Devils o, più realisticamente, per il prossimo turno di campionato contro la Fiorentina domenica. Ibrahimovic, out dalla fine di marzo per l’infortunio agli adduttori rimediato con la Roma, si è allenato in parte con il gruppo e in parte ha svolto lavoro personalizzato, per ritrovare la miglior condizione, e punta dritto Red Devils e Viola.

Perdere gli scontri diretti in casa, il 2021 del Milan

Nell’altra metà del bicchiere, quella mezza vuota, c’è però un Milan incapace di esprimere il suo gioco, quello visto meno di un anno fa, che fatica a trovare la via del gol e che, in campionato, ha subito un crollo repentino. Il 2021 è stata, finora, una pessima annata: iniziato con il 2-0 rifilato al Benevento, ha visto i rossoneri vincere sette gare, pareggiarne una ma perderne ben cinque; di questi ko, quattro sono stati scontri diretti contro Juventus, Atalanta, Inter e Napoli, tutte sconfitte casalinghe alle quali si aggiunge l’amnesia in quel di La Spezia.

C’è un problema attaccante

Un crollo in campionato che si aggiunge alla scarsa vena realizzativa degli attaccanti rossoneri, che in assenza di Ibrahimovic (14 centri finora) non riescono a trovare la porta: Leao ha segnato solo sei reti al pari di Calhanoglu, cinque quelle di Rebic. E proprio il croato ha dimostrato un nervosismo che s’aggiunge ai tanti problemi attuali di questo Milan, essendo stato espulso nel finale di gara contro il Napoli per alcune frasi poco rispettose rivolte all’arbitro (oggi arriverà la squalifica). Peggio di lui ha fatto Theo Hernandez, che con una storia pubblicata su Instagram, dettata probabilmente dalla rabbia del momento, si è lanciato contro l’arbitro Pasqua che gli ha negato il calcio di rigore anche dopo un controllo al var, sfogando sui social la propria rabbia. Storia subito rimossa, ma che potrebbe costare caro al giocatore rossonero che ora rischia la squalifica, oltre ad una presa di posizione interna del Milan stesso.

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News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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