Fiorentina-Milan 2-3: le pagelle
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DONNARUMMA 5,5. Mezzo errore sulla punizione di Pulgar, in generale prende troppi gol sul suo palo. Dopo il derby sembra in una fase di involuzione.
DALOT 5. Molto in difficoltà contro Bonaventura, migliora alla distanza ma appare lontano parente da quello visto, ad esempio, contro il Verona.
KJAER 6,5. Due assist, che fanno da contraltare alla marcatura molto larga su Vlahovic in occasione del gol di Ribery. Unico neo di una buona prestazione.
TOMORI 7. Da una sua chiusura nasce il gol del 3-2 finale. Chiusure, interventi in anticipo, senso della posizione: migliora a vista d’occhio, difensore completo.
THEO HERNANDEZ 6. Non chiude su Esseryc in occasione del 2-1, ma è l’unico errore di un’onesta gara. Quando si sgancia appare meno innamorato del pallone. E questo è un bene.
TONALI 5,5. Parte bene, ma poi perde alla distanza il duello con Pulgar. Quando entra Bennacer il Milan cambia, ma le sue caratteristiche sono ovviamente diverse.
KESSIE 6,5. In ritardo la sua chiusura sul gol di Ribery, ma più per merito del francese che per demerito suo. Corre tanto e tiene a galla il Milan.
SAELEMAEKERS 5. Non fa nulla di costruttivo e, anzi, non aiuta Dalot in netta difficoltà con Bonaventura. E Pioli, giustamente, lo richiama in panchina.
CALHANOGLU 7. Un gol fondamentale, che potrebbe davvero farlo rinascere. Entra in tutti i gol del Milan e questo non è un dato banale.
DIAZ 7. Gioca sull’esterno sinistro e si trova subito a suo agio. Sale di tono di minuto in minuto, un gol e tanta fiducia acquisita. Può essere un’arma in più per il finale di stagione.
IBRAHIMOVIC 7. Un gol, due legni, 90 minuti giocati in piena riserva. Ma questo Milan non può prescindere da lui, dentro e fuori dal campo.
Castillejo 6. Fa il compitino.
Bennacer 7. Il suo ingresso cambia totalmente la partita, infondendo fiducia e quella lucidità nella manovra spesso mancata.
Krunic SV.
Meité SV.
All. PIOLI 7. Vince la gara con la costanza di chi vede che il traguardo è lì, ad un passo.
Voto squadra 7.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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