Atleti e lavoro: che cosa fanno dopo il ritiro? Arriva la scuola per diventare imprenditori digitali
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C’è sempre il grande dilemma che alimenta la vita degli atleti, soprattutto una volta che finiscono la loro carriera sportiva: e ora, che faccio? Cosa combino dopo che mi ritiro dallo sport agonistico? Oggi ci sono tante possibilità e tra le varie c’è anche un percorso che permette di acquisire competenze nel campo dell’economia digitale, per provare a diventare degli imprenditori. Il progetto si chiama Digital & Entrepreneurship in Sports, un programma gratuito di formazione realizzato da LVenture Group in collaborazione con SKS365. Ne abbiamo parlato in esclusiva con Brian Dean, Chief People Officer di SKS365, e Antonella Zullo, Head of Open Innovation di LVenture Group.

Signor Dean, formazione digitale per il post carriera degli sportivi professionisti: da dove nasce quest’idea? 

Per il mercato in cui operiamo, conosciamo molto bene il mondo sportivo e ciò che riguarda la carriera di un professionista. Dall’altro lato, ci rendiamo conto che molte cose stanno cambiando, soprattutto nell’ultimo anno. Tra queste, il ​​modo di lavorare: stava già accadendo e ora la trasformazione è ancora più evidente e veloce. Dobbiamo adattarci tutti a questa nuova realtà, compresi gli ex sportivi. L’economia digitale, in particolare, sta vivendo una trasformazione più rapida rispetto ad altri settori, sia in termini di sviluppo generale sia come possibilità di mettersi in gioco in un’impresa. Riteniamo che molte delle abilità derivanti dalla ricchezza dell’esperienza di un ex professionista dello sport possano adattarsi a una nuova carriera nell’economia digitale. Ad esempio la grande disciplina che hanno maturato come atleti, la capacità di costruire relazioni attraverso il lavoro di squadra, l’adattabilità sviluppata nel passaggio da un ambiente all’altro, l’attitudine alla pianificazione e alla preparazione. Le nuove abilità che vorremmo trasmettere agli ex sportivi, invece, sono come sviluppare un’idea, costruire una strategia, organizzare un business plan, vorremmo inoltre fornire loro alcune abilità finanziarie di base che magari non hanno mai avuto. Siamo nell’epoca del Covid, in cui si continua a parlare di adattabilità ed evoluzione. Incoraggiare le persone, soprattutto quando sono disoccupate, significa farle pensare non allo stesso lavoro, ma a come possono migliorare e sviluppare se stesse.

Signora Zullo, Come ha funzionato il reclutamento degli allievi? Che requisito serviva?

Il programma, ideato e realizzato grazie alla collaborazione con il Training Program di SKS365, è stato pensato per gli ex-sportivi che hanno avuto una carriera professionistica, o comparabile all’interno di una delle Federazioni affiliate al CONI. Durante la fase di selezione abbiamo riscontrato l’interesse anche di sportivi tuttora in attività – come Andrea Coronica in forza all’Allianz Pallacanestro Trieste – che vogliono cogliere le grandi opportunità che oggi offre l’economia digitale per dare un boost alla transizione dal professionismo verso una nuova carriera. Tale percorso, infatti, può presentare diversi ostacoli per gli ex-sportivi che desiderano reinventarsi oppure avviare un proprio progetto imprenditoriale: infatti, la Digital Economy oggi richiede nuove skills e competenze, che cerchiamo di trasferire ai partecipanti al Programma, tra i quali ci sono ex-atleti con un curriculum sportivo di eccellenza internazionale e grande motivazione verso i loro nuovi obiettivi professionali.

Antonella Zullo, Head of Open Innovation di LVenture Group

Signora Zullo, Strumenti per lanciarsi nel mondo dell’imprenditoria digitale con un progetto personale di business: in che campi vedete questa possibile applicazione?

Oggi il legame tra Sport e digitale è fortissimo, con profonde trasformazioni in atto e nuove figure professionali emergenti, come l’Head of Innovation, il Marketing Technologist o ancora il Growth Manager, che stanno accompagnando le aziende sportive in cambiamenti epocali. Il bagaglio di competenze ed esperienze maturate dagli sportivi nella loro carriera professionistica – team work, gestione della performance sotto pressione, perseguimento degli obiettivi – può sicuramente facilitarli nell’avere un mindset imprenditoriale e siamo convinti che l’acquisizione di nuove skill nel campo del marketing, del branding e della social responsibility, possa far nascere progetti digitali interessanti.

Signor Dean, ci dice qualcosa in più relativo al focus sulla Social Responsibility in ambito sportivo e corporate?

Oggi più che mai la Social Responsibility è una parte cruciale di ogni attività aziendale, soprattutto quando è legata allo sport in termini di integrità e valori, come difesa dalla corruzione e dai fenomeni criminali. Il focus è dedicato a coloro che, ad esempio, pur avviando una nuova carriera professionale vogliono rimanere in contatto con l’industria dello sport, dove è anche importante conoscere i rischi e le insidie, non solo le opportunità. Abbiamo organizzato sessioni esclusivamente incentrate su questo specifico argomento in quanto, come azienda, siamo in prima linea nel combattere la mancanza di integrità sportiva, l’alterazione delle regole e fenomeni criminali come il match fixing, che danneggiano la reputazione del settore legale delle scommesse sportive. Il mondo delle scommesse ha bisogno di un universo sportivo pulito e sano in cui operare. Ciò significa che l’intero settore legale si impegna a tutelare e difendere il regolare svolgimento delle competizioni monitorando i flussi di scommesse, finalizzato ad individuare eventuali anomalie e segnalarle tempestivamente alle forze dell’ordine. L’industria del gioco legale contribuisce a una specifica task force che coinvolge i monopoli (ADM), il Ministero dell’interno e le collaborazioni transnazionali fino all’Interpol, per garantire che gli eventi sportivi si svolgano in assoluta regolarità. In tutto questo il ruolo della formazione è fondamentale, poiché le uniche armi concrete per contrastare dinamiche come il match fixing sono, appunto, la conoscenza e l’informazione. In sintesi, abbiamo voluto dare vita a un workshop sulla Social Responsibility nello sport incentrato sull’integrità per offrire agli ex atleti informazioni preziose per chi immagina il proprio futuro professionale nell’ecosistema sportivo.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

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