Pioli: la seconda stagione e la maledizione
Ti piace questo articolo? Condividilo!

Dieci gare, dieci giornate di campionato per cancellare la maledizione della seconda stagione e prendersi una bella rivincita sui molti, troppi scettici che esistono. Stefano Pioli ha le idee ben chiare, ha voglia di proseguire nel migliore dei modi la sua avventura al Milan ma è conscio che, per farlo, dovrà concludere nel migliore dei modi l’attuale stagione. Sicuramente centrando il risultato del ritorno in Champions League dei rossoneri (lì dove il Diavolo manca addirittura dal 2014), ma magari provando a mettere anche un po’ di pressione sui cugini nerazzurri, che comandano la classifica con sei comodi punti di vantaggio sui rossoneri (e una partita in meno disputata).
Ma quella di Stefano Pioli sarà anche una voglia di rivalsa personale, per dimostrare a tutti che sì, lui può davvero portare questo Milan in alto. E che non esiste nessuna maledizione della seconda stagione. È vero che i rossoneri hanno subito un netto calo nel corso del 2021, dopo un 2020 da favola, ma è altrettanto vero che, leccandosi le ferite come un leone in gabbia, la squadra è riuscita a riscattarsi, mantenendo il secondo posto in classifica e tutto sommato non perdendo troppo terreno dall’Inter. Fuori dalla Coppa Italia, fuori (con onore) dall’Europa League, chiudere il campionato in alto è un dovere, morale e non solo.

Pioli, la Champions League è una necessità

Complice il richiamo di preparazione in vista della seconda parte di stagione, complici le due settimane libere, sono arrivati i ko senza storia contro Atalanta, Spezia e Inter in Coppa Italia, ma anche prestazioni poco convincenti contro Bologna e nella prima parte contro il Crotone. Un anno nuovo altalenante, condito anche dagli errori dello stesso Pioli. Il quale, però, ha saputo risistemare la squadra e portare a casa delle belle vittorie come quella contro il Verona. Il limite della seconda stagione, con la fatica di Pioli a confermarsi dopo una prima annata brillante, è già avvenuto sia con la Lazio che con l’Inter; ma oggi il rischio non è ammesso: vista la classifica molto corta, si fa presto a scivolare dal primo al quinto posto.

Donnarumma, Calhanoglu e Ibrahimovic

Intanto si iniziano a far i conti della serva. La grande discriminante, ovviamente, è la qualificazione in Champions League. Pioli continua ad allenare i pochi rossoneri rimasti a Milanello, la dirigenza progetta il futuro; c’è ottimismo, inutile negarlo, tanto che si stanno gettando le basi per ricostruire una squadra di livello europeo. Le idee sono chiare: nessuna spesa folle per nessuno e nuovi investimenti sui giovani di valore. Avanti così, con Ibrahimovic a tirare le fila, con o senza Donnarumma (se Raiola non abbassa le sue richieste.) e Calhanoglu (stesso discorso del giovane portiere…), con l’indispensabile riscatto di Tomori ma rinunciando ad Hauge e Diaz, che per motivi diversi non hanno convinto. E poi ci sono i nuovi arrivi: il serbo di 21 anni Dusan Vlahovic, attaccante della Fiorentina, piace molto così come il 23enne croato Nikola Vlasic, trequartista del Cska Mosca con grandi qualità tecniche, che potrebbero davvero essere due fidi scudieri di Ibrahimovic e, magari, offrire quella continuità che non hanno mai dato invece Leao, Rebic e lo stesso Calhanoglu. Prima, però, occorre avere la certezza di poter avere un corposo introito economico, serve la certezza del raggiungimento della Champions League. E nelle prossime dieci partite, oltre che sulla voglia di riscatto di Pioli, il Milan dovrà puntare forte sulla personalità di Ibrahimovic e le parate di Donnarumma dietro.

Tornano Bennacer e Kessie

Intanto Pioli riabbraccia Bennacer e Kessie, che hanno concluso i rispettivi impegni con Algeria e Costa d’Avorio nelle qualificazioni alla prossima Coppa d’Africa: per il primo solo 61’ giocati, per il secondo 90’ con tanto di gol su rigore. Arrivano ottime notizie, intanto, da Milanello, dove Rebic è tornato ad allenarsi in gruppo: l’attaccante croato, a cui ieri è stata tolta la seconda giornata di squalifica ricevuta dopo il rosso contro il Napoli, è quindi recuperato per il prossimo match contro la Sampdoria, in programma sabato alle 12.30 a San Siro.

News Reporter
Calabrese di nascita e milanese d'adozione, giornalista dal lontano 2001. Specializzato in ambito sportivo e appassionato del mondo dei videogiochi. Adora Kakà, innamorato da sempre di Van Basten, tanti anni divisi tra aule universitarie e campi di calcio l'hanno portato, alla fine, ad intraprendere il lavoro più bello del mondo. Quello del giornalista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa i cookie. Continuando a visitare queste pagine accetti la nostra Cookie Policy. Leggi di più

Questo sito abilita l'utilizzo dei cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.

Chiudi