Filippo Tortu: “E’ bellissimo allenarsi a Milano nell’Arena”
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Filippo Tortu è stato ospite del talk settimanale di Atletica TV insieme a Giulia Zonca, giornalista de La Stampa. Si è parlato del suo 2021 che inizierà per lui in pista l’1 e 2 maggio a Chorzow, in Polonia, ai Campionati Mondiali di staffette. “Non sto più nella pelle, i miei compagni mi sono mancati… tutto l’ambiente dell’atletica mi è mancato”.

Le parole di Filippo Tortu

“L’obiettivo sarà portare a casa la qualificazione diretta per Tokyo (che va ai primi 8 quartetti, ndr), ma non dimentichiamoci che quello sarà solo il primo passo. Nel 2021 vogliamo prenderci un altro record italiano e scendere sotto i 38 secondi. Già a Doha potevamo giocarci una medaglia, ripartiamo da lì”.

Milano

La rincorsa olimpica di Filippo Tortu parte da Milano: “Vivo in un appartamento con mio fratello Giacomo e mi alleno all’Arena Civica. Ho i miei spazi, il mio angolo con i vinili, i poster dei Pink Floyd e di Muhammad Ali. Sto imparando a cucinare, a turno con mio fratello. Avevamo previsto delle sonore litigate, perché io sono molto disordinato, ma andiamo d’accordo. L’unico vero dramma è che non ho più nulla di stirato, le mie magliette sembrano cartine geografiche in rilievo. Allenarsi all’Arena è bellissimo: il colpo d’occhio è incredibile e si respira la storia dell’atletica. Spero che torni presto ad ospitare un grande meeting. Intanto sono migliorato molto nei balzi, e credo sia perché mi esercito sulla pedana del 17,60 di Fabrizio Donato”.

Marcell Jacobs

“Vista da dentro, dal punto di vista mio e di Marcell, la nostra è una rivalità sana e sportiva, che ci fa bene, ci aiuta a migliorare. Ma in ottica staffetta è un grande passo avanti, significa avere maggiore sicurezza e consapevolezza. All’ultima uscita insieme abbiamo fatto il record italiano e ripartiamo da lì, sapendo di poter fare qualcosa di importante”. Agli Euroindoor ti ha impressionato? “Diciamo che non mi ha sorpreso, sapevo che valeva quel tempo. Abbiamo anche scommesso, e ho vinto io. Per come sono fatto non credo che tra noi cambierà qualcosa, sono un atleta che non guarda molto i risultati degli altri. Durante la gara sono molto concentrato su me stesso, sulla mia prestazione. Di certo questa situazione mi offre nuovi stimoli, correre con avversari forti mi esalta e mi diverte”.

Covid-19

“Ho contratto il Covid-19, una malattia che mi ha lasciato degli strascichi; ancora adesso mi sento più affaticato e nei lavori lunghi mi manca un po’ di fiato. È una malattia che ti butta giù. Ma sto migliorando, ogni settimana va meglio e sto tornando alla grande. Con il mio allenatore (papà Salvino Tortu ndr) stiamo lavorando bene, facendo attenzione a tutte le fasi della gara; lui studia giorno e notte, lavora molto più di me per arrivare ai nostri obiettivi. Credo che la pista ci darà indietro tutto quello che noi le stiamo dando”. Chi è il tuo sprinter preferito? “Personalmente ho guardato tanti video di Asafa Powell, per me è un modello. Se potessi prendere qualcosa da lui, oltre al personale (ride ndr), sceglierei il tratto tra i 25 e i 35 metri, dove lui faceva la differenza”.

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